Paola Veneto, Van Gogh ad Amsterdam, come è nata questa avventura?
Dopo aver letto lo splendido libro di Giordano Bruno Guerri sulla vita di questo incedibile artista, questa sceneggiatura teatrale ha preso vita prepotentemente. Bisognava dare voce alle voci mai udite su di lui, grazie all’ausilio delle lettere originali fra Vincent e il fratello Theo, ma anche grazie al pensiero di alcuni grandi vicini, ognuno a suo modo, a Van Gogh, come Artaud e Sartre. Anche le persone che gli sono state vicine, come Gauguin e Emile Bernard per esempio, ce lo hanno raccontato. E ho voluto dar spazio anche all’unica donna che lui abbia mai avuto vicina, la povera Sien, immaginandone lo smarrimento e la disperazione.
Grazie all’Istituto Italiano di cultura e alla Professoressa Callea che lo dirige, abbiamo questa primavera l’occasione di portare questo spettacolo nella terra d’origine dell’artista e siamo sicuri sarà decisamente emozionante.

Quanti artisti in scena?

Oltre al narratore principale, ovvero Giordano Bruno Guerri, ci sono i bravissimi Alessandro Parise, Antonio Gargiulo, Marco Paparella, Paola Tarantino. Abbiamo anche l’onore di avere in scena il compositore Giacomo del Colle Lauri Volpi, al pianoforte e la splendida ballerina Valeria Meoni. Le illustrazioni e la grafica sono a cura di Thomas Liera. Fa parte della nostra squadra anche un altro attore eccezionale, Vincenzo De Luca, non presente in questo appuntamento perché impegnato in tournée, ma sempre con noi nello spirito creativo dello spettacolo. Il bravissimo Giuseppe Filipponio curerà invece le luci in scena.

Cosa ama del teatro?

Che non è mai uguale a se stesso, che non si può ripetere mai nello stesso modo. Un particolare, un umore, lo stesso pubblico, possono reinventarlo ogni volta.

Cosa odia del teatro?

Le pause fra una rappresentazione e l’altra. Possono sfinire e far perdere mordente. Bisognerebbe non smettere mai.
Cosa ama della vita?
Un po’ quello che amo del teatro. La sorpresa, le infinite possibilità che offre agli spiriti coraggiosi.

Cosa odia della vita?
Le brutte sorprese, i dolori inconsolabili e le ingiustizie umane e sociali.

Lei è la curatrice?
Io sono autrice e regista dello spettacolo. Alessandro Parise è il direttore artistico e mi aiuta molto anche nella regia.

Quale periodo della vita di Van Gogh si racconta?
Si parte dalla fine e a ritroso si ritrova la sua storia, ritornando alla fine. Un cerchio splendidamente imperfetto.

Quando l’evento ad Amsterdam?
Andremo in scena il 28/3/17 , come evento speciale per l’Istituto Italiano di Cultura. Poi torneremo in Italia per altre date in lavorazione
Cosa le piace fare nella vita?
Leggere, scrivere, cantare, ballare. Mangiare , stare al sole, sognare. Sentirmi bene nel corpo e nello spirito. E ridere. Soprattutto ridere. E tutte queste cose sapendo che ho i miei bambini accanto e tante storie da vivere e da raccontare.

Che hobby ha?
Vado a cavallo, gioco a tennis, ballo la pizzica. Poi ogni tanto me ne invento uno nuovo ma mi stanco facilmente

Cosa nuoce alla bellezza?
I pregiudizi, prima di tutto. E la violenza, che spesso ne deriva orribilmente

Il suo quadro preferito?
Beh non posso non dirne uno di Van Gogh…forse “la notte stellata”

Il suo quadro tanto odiato?
Non amo molto quelli troppo sofisticati. Mi piace che mi emozionino subito. Ma odiare no, non mi capita.

La sua opera preferita.
Forse l’Aida

Le piace il teatro?
Direi proprio di si

Cinema o televisione?
Cinema. Ne scrivo anche su www.ifioridelmale.it

Altri progetti?
Girare il mondo col teatro italiano. E dormire un po’ di più.

Cosa farà domani?
Mi dirò che cosa farò domani

Cosa ama su tutto?
L’allegria onesta

Il suo uomo preferito.
Mio marito, Giordano Bruno. E Massimo Troisi, che darei per passarci una serata.

Il suo ideale di donna.
Le dico la prima che mi viene in mente: Ipazia. Una vera rivoluzionaria.

Ultima domanda: prossimo spettacolo
Parlerà del cuore degli uomini e delle donne che vivono di arte in questi tempi così aspri