Giordano Bruno Guerri, come mai Amsterdam?
E dove meglio rappresentare Van Gogh. Non è come portare vasi a Samo, ma come portare leoni al Colosseo.

Cosa le piace di questa città?
Lo spirito di libertà che la guida.

Ci ricorda cosa farà?
Porteremo una pièce teatrale di Paola Veneto, La discesa infinita, ispirata a un mio libro su Van Gogh, Follia? Vincent mi ha sempre affascinato, tanto che è l’unico artista su cui ho scritto un saggio, e l’opera di Paola Veneto lo approfondisce ulteriormente. Così ho anche accettato di recitare, peraltro in una parte facilissima: me stesso.

Cosa ama fare nella vita?
Stare con la mia famiglia, lavorare, essere curioso e cercare di essere coerente nell’incoerenza.

Quale è la sua carriera principale, uomo poliedrico?
Sulla mia carta d’identità si legge “Scrittore”: è vero.

Quanti libri ha scritto finora?
Una ventina. Pochi, rispetto a quanti argomenti mi hanno affascinato.

Cosa odia fare?
Nell’ordine: oziare, discutere, perdere tempo. In fondo, sono tre sinonimi.

Cosa amare di Van Gogh?
La sua mente e il suo coraggio.

Cosa odiate?
La sua mente e la sua debolezza.

Un artista pazzo?
Per niente. E neppure un pazzo artista.

Il suo hobby?
Guardare le vite degli altri.

Ha famiglia? C’è spazio per la vita privata?
Ho una moglie amatissima, e due figli che di più non si potrebbe.

Cosa non le piace del teatro?
Gli attori che recitano male.

I suoi prossimi progetti?
Libri, viaggi, crescita, battaglie, possibilmente vittorie.