La Francia oggi. Ecco che cosa rimane della Francia oggi: una bustina di zucchero, un paio di scarpe ottocentesche, una tenuta da sindaco. Ecco cosa rimane dell’immagine della Francia che avete voi, o miei buoni fratelli. Ed è un’immagine della Francia scomparsa, ma che persiste nell’immaginario collettivo. Ma voi ci pensate a riviverla, a riviverla davvero? Quella dolcezza della Provenza andata, che si respira ancora in alcuni Paesi dell’entroterra, che sono visitabili in automobile, ecco come sono visitabili.

Eppure, quanto sarebbe bello tornare indietro con il tempo e vivere la Francia di allora, ecco quanto sarebbe bello. Sarebbe bello per i nostri figli, che correrebbero su ciottoli provenzali. Sarebbe bello per i nostri nonni, che così trascorrerebbero una giornata fuori porta e sarebbero lieti di trascorrerla. Ecco come sarebbe bello. Sarebbe bello rivivere le loro avventure. Ecco come sarebbe bello. Sarebbero davvero avventure belle da rivivere, che ci ridarebbero il senso, nuovo e sempre antico, del vivere. Ecco come sarebbero belle, queste avventure di cui tanto, quando abbiamo voglia, quando abbiamo tempo, vagheggiamo. Vagheggiamo davvero tanto, tanto per dire tanto, sulle nostre avventure dei nostri nonni, che ci piacciono e che amiamo.

Paesi perduti? No, Paesi nascosti. Ecco cosa sono questi, Paesi nascosti, nascosti al mondo e nascosti alla gente cattiva, che più non vede e più non sente. Ecco cosa sono questi Paesi, sono Paesi dabbene. Sono Paesi dabbene per davvero, dove si respira un’aria pura e semplice, pura e semplice davvero, pura e semplice come semplice erano le anime dei nostri nonni. Dei nostri avi, che dal cielo sembrano ricordarci, “fate dabbene”.  E dabbene noi, cari nonni, continueremo e ci impegneremo a fare, ve lo assicuriamo.