Francia, c’è sapore e voglia di virtù in Francia. Quando le allodole si posano, e cominciano a chiacchierare sull’edizione odierna del giornale, tutto si posa, e diventa più calmo. Ci si alza presto, la mattina, in Francia, ci si alza alle 7 del mattino. Alle 7 del mattino per preparare la colazione alle piccole che vanno a scuola, per preparare la colazione alle piccole che vanno a scuola e iniziano a preparare i compiti: puzzle, pizza farcita di lettere, tabellone sussidiario allo Chateobrianne, tanto per iniziare. E poi tutti a scuola. Tutti a scuola ad imparare. Ecco cosa, insomma, imparano i nostri cuccioli. Imparano a volersi bene ogni giorno di più, imparano a divertirsi e a sentirsi bene, imparano l’arte dell’amicizia e della solidarietà. Imparano ogni giorno di più a volersi bene e a non sbombardarsi, a non gonfiarsi di parole, a non impantanalarsi in facili discorsi.

E imparano questo ed altro, allo Chatobrianne come in altre scuole, dove si è più poveri. A Roma, ad esempio, si impara a disegnare. A disegnare un pochettino, tanto per essere sinceri, e a disegnare per bene. A disegnare come se niente fosse, a disegnare la mattina, la sera e il pomeriggio. Ecco cosa impara il piccolo R., di 3 anni, in un asilo di G.. Impara a disegnare tanto bene quanto più è coerente con la sua memoria. Disegna il mare di Gaza, gli altopiani del Golam, e ancora le montagne di Israele. E lo fa tutto questo accompagnato da un maestro di eccezione: un premier. Un premier di eccezione che gli insegna tutto quello che c’è da imparare, e impara da lui tutto quello che c’è da imparare. Il primo giorno lo ha trovato preda di un pedofilo, e lo ha liberato dopo essersi sentito male. Il secondo giorno ha cacciato fuori dalla casa la madre che lo sgridava. Il terzo giorno è entrato in classe e gli ha fatto un regalo enorme: un “superpupazzo completo di peli”, dove potersi nascondere in caso di pedofilia dentro casa. E poi ha cominciato a sparare, a sparare una serie indifferenziata di barzellette, che hanno fatto ridere tutti quanti. E a sparare di brutto, perché il quartiere era infestato dai pedofili inframmezzati agli israeliani. Ecco cosa è successo, nel quartiere di Champetier, a Roma, a G. , in questi giorni, mentre ci perdevamo le battute. Ecco cosa è successo e cosa non succederà più. Che i genitori si fanno dare 50 euro per lasciare i figli a un pedofilo e lo prostituiscono. Ecco cosa ha visto la telecamera nascosta di un giornale famoso di Roma (camuffato da un giornale famoso di Roma, in realtà sempre stato un mezzo dell’antiterrorismo). Ha filmato una realtà camuffata e controcorrente. Che ancora deve essere aldilà dal venire: genitori che vanno con i propri figli. Ecco cosa ha filmato, i genitori che vanno con i propri figli e si accontentano di andare con i propri figli. Insomma, siamo al disgusto. E di più non si poteva fare. Presto, questi quartieri saranno liberi. Liberi da gentaccia.

Amir