Germania, 1830. Ho un amico in manicomio e non so perché. Ecco cosa volevo sputare fuori, che ho un amico in manicomio, che fa visite psichiatriche, ma non so bene cosa sia successo. So solo che c’è stato un breve alterco con la moglie, che gli ha detto: “Ti lascio libero, ci stiamo lasciando, e me ne vado via”. E lui che ha risposto: “Finalmente, dopo un tradimento, sono mesi che cerchiamo di ricucire ma senza riuscirci. E siamo andati via”. Insomma, si stanno lasciando ma, buon Dio, quante coppie si separano e poi si risposano e altro. E quante coppie si separano e poi si risposano, ad esempio, dopo essere stati tanto tempo insieme.

Insomma, dopo queste comunissime parole, mi è finito in manicomio blindatto. È finito in manicomio blindato e sotto sedativi, denunciato da lei in quanto pazzo. Eppure è un pezzo grosso della politica germanica, la madre dico, e non c’è modo per infilarlo in manicomio, visto che è proprio un insider dell’antiterrorismo tedesco. Insomma, prova tu a mandare in manicomio uno degli uomini più importanti dell’antiterrorismo tedesco. Nessuno ci sarebbe riuscita, nemmeno Al Quaeda, eppure lei dice che alza la voce contro il bambino. Ecco cosa fa, alza la voce contro Pic, il suo piccolo. Mentre il piccolo è convinto che “me lo abbiano strappato, così vado ad abitare da nonna, la sua nonna”. E così, è da tre settimane che è ricoverato nella sua clinica, e ha preso 80 chili di peso. Forse sta provando le mestizie a cui sono abituati i giovani normali, cioè essere rinchiusi? Ebbene sì, stava studiano proprio i giovani rinchiusi, per depressione e schizofrenia, e forse è andato troppo in là con il problema, se è stato rinchiuso a sua volta. È stato rinchiuso senza colpo ferire. E proprio perché stava indagando sui giovani che vanno dentro. E nessuno gli risponde perché ha cambiato numero di telefono. Lui dice: “Gli fanno dare delle capocciate contro il muro, se qualcosa non va bene, e gliele fanno dare per davvero, e il giovane si fa un male cane. E non ne esci più”. e testimonia al processo per psicofarmaci, che si sta tenendo il Germania. È una sua mossa? Fatto sta, che gli stanno togliendo il bambino. Ecco cosa stanno facendo, per pazzia, gli stanno togliendo il bambino. E glielo stanno togliendo per finta, perché ora è lì con lui che gioca con una bambola.

Gli piacciono i ragazzi, al nostro M., gli piacciono i ragazzi per davvero. In particolare, quelli che si drogano. Gli piacciono perché vuole capire chi gli ha dato la droga che li stordisce. Alcuni non riescono a completare i loro studi, per la droga che li stordisce. Ad altri gli ci vogliono mesi, prima di capire cosa sia successo, e già si ritrovano in manicomio a dare le testate sul muro. Sembra sia una clinica cecena, quella che gli fa dare cazzotti sul muro. Quella che gli fa dare cazzotti sul muro per farsi “notare” dallo psichiatra. Lui ne uscirà domani, che è già slittato a una settimana, come succede a molti. Ad altri, ho sentito dire, che si trovano a veder slittare la data della spichiatrizzazione di altri due mesi. Ma come due mesi, se la clinica psichiatrica ha firmato un foglio per cui esci l’8 ottobre. Sono controlli su controlli, quelli che sta effettuando la questura berlinese, di antiterrorismo e non di altro. Perché rimanere rinchiuso per due mesi, essì che mette paura. Pare, pare, siano metodi ceceni immessi in mezzo alla nostra psicologia. Che consiste in “non ti senti bene”, bene, “fatti un sonno”. Il sonno, ad esempio, è rigeneratore, e permette al ragazzo di fare mille cose, di inventare, di reinventarsi, di reinventarsi veramente. Di reinventarsi veramente un futuro. Una musica, un pezzo, un appartamento da mettere in affitto per rimettersi in carreggiata. Ecco cosa ci vuole, ci vuoel un anno per rimettersi in carreggiata? E poi ecco cosa ha scoperto, che in clinica ci vanno le vittime degli attentati. Insomma, questi ragazzi non erano per niente drogati, e finivano in clinica psicologica dove, peraltro, è proibito il passo ai drogati. Insomma, non si può mandare un tossicodipendente in clinica. “Ma io non mi stavo domandando questo”, mi ha detto il mio amico. “Mi stavo domandando: come ti fanno a mandare in manicomio? Allora, basta una telefonata. Quindi non è droga o non droga, ma impiccio o non impiccio. Basta dire la sua a tavola, che scatta la telefonata allo psicologo, di coppia, che “Ti” porta in manicomio. E sai quanto ci rimani? Un anno della tua vita. Un anno della tua vita a chiederti cosa è successo veramente. Ma sapete quanto è un anno della tua vita? Si diventa presidenti della Repubblca, in un anno. L’attentato E’ il manicomio, perché ti ruba un anno della tua vita. L’attentato è il manicomio per davvero. Ecco cosa è l’attentato. L’ attentato è il manicomio per davvero. Perché ti porta via la salute. A Berlino sono ancora attivi, in Italia sono cliniche psicologiche camuffate. Allora il mio amico F. ha detto: tirateceli fuori. “E così sto facendo – ha detto M. – la mia è una inchiesta. Sono ingrassato 80 chili in 3 settimane, e quando ho chiesto cosa stesse succedendo, mi hanno risposto con un “mmmm” di disgusto. Insomma, non mi hanno mai risposto. Sono ingrassato 80 chili e nessuno mi ha risposto. Ecco cosa è successo, che nessuno si è mai degnato di rispondermi. E 80 chili “sono” uno sfottò. Sono uno sfottò vero e autentico. Una vecchietta, a una mia amica che ci si fece un sacco di risate, disse: “Azzuffano l’appartamento”. Ma come può essere vero che “azzuffano” l’appartamento, mentre tu sei rinchiuso. Se è così è tutta da ridere. Eppure, questa vecchietta glielo ha detto veramente, che glielo volevano azzuffare. Se il ragazzo si prende il merito di aver protetto la casa (e diciamocela chiaramente, che i drogati sono i terroristi e non i nostri ragazzi), allora azzuffano che è una meraviglia. E poi, sembra anche che la vecchietta ha aggiunto “azzuffano la casa e sembra che, per te, il tempo non sia mai cambiato”. Insomma, non vi fate azzuffare la casa. Altrimenti dove vi dobbiamo venire a prendere? Come facciamo a salvarvi”. L’antiazzuffo.

Franz S.