Ustica, la rivincita e la disfatta, 40 anni dopo. Quaranta anni dopo di indagini, di scommesse, di scommesse perse e perdute. Cosa successe veramente a quel Mig 747 perduto in mare, e disperso per sempre? Cosa successe veramente quella notte dell’infausto 1980?

Vi parla l’indagatore dell’incubo, che molti di voi ricorderanno. Molti di voi mi ricorderanno, perché c’è un nome impresso su quella tragedia: Igor. Ebbene sì, sono proprio io, con tutti i  miei vizi e le mie virtù. Io, che lotto contro il male sempre e comunque, e che, con quella tragedia, in quella tragedia, persi mia zia. La mia cara zia di 45 anni. E di più non sono. 45 anni perduti nel dimenticatoio, che devono essere rinverditi. Rinverditi come non mai. Questa zia, veniva soprannominata la “zia dei fiori”, e passava il tempo a parlare e a parlare, e a commentare e a commentare, cosa succedeva nel mondo e cosa ci stava succedendo. Cosa succedeva nel mondo e cosa stava succedendo sulla terra.

Cosa stava succedendo sulla terra e cosa accadeva realmente sulla Terra: ecco cosa faceva tutto il giorno, e tutta la notte. E tutte le volte che era in sé e che parlava, come faceva sempre, nel sonno. Insomma, un agente Fbi in gonnella. Insomma, hanno detto che eravamo stati  noi americani. Ma noi americani in quel sonno ci abbiamo rimesso la pelle. Ecco cosa ci abbiamo rimesso: parenti, amici, e conoscenti. Erano due gli americani sugli aerei, quella notte, e due sono stati gli americani che hanno perso la vita. E due, e sempre due, sono stati gli americani che hanno perso la vita in quel sonno tremendo che è la morte.

La morte, ecco cosa aspettava a questi due indagatori dell’incubo, che hanno sempre protetto le istituzioni. Stamattina, è stato detto che in uno di quegli aerei c’era niente poco di meno che Gheddafi. È questo che abbiamo ascoltato nelle radio stamattina. Ebbene, è vero, non è vero. Era in ricognizione in quella zona, o erano pupazzetti terroristici?

È più probabile che fossero pupazzetti terroristici, perché in quelle foto, che noi abbiamo ancora, c’è anche il volto di Sarkozy. E difficilmente Sarkozy era in ricognizione in quei cieli in quel momento. Ecco cosa è successo. Che nessuno in quel momento doveva essere in ricognizione in quel momento. E che nessuno si sarebbe dovuta preoccupare del fatto che fossero in ricognizione in quel momento niente poco di meno che “capi di Stato”. Ecco cosa c’era in quel momento in ricognizione, secondo alcune fotografie. Capi di Stato. Ma questo è assurdo. Ed è assurdo anche non nominare il film “747 nei cieli”, che è uscito una decina di anni fa. La fascia libica, in quel periodo, era occupata da libici, appunto, e da Al Fatwa, che era il principale gruppo terroristico esistente al mondo. Il caccia libico fece rifornimento come da contratto, e se ne andò. E si avvicinarono altri 4 caccia italiani di fabbricazione germanica e di timbratura americana, che si scontrarono con il 747. Ecco cosa successe. Dopo lo scontro, un bombardamento di bombe sopra il 747. Una sola bomba aereo esplosa, con ogni probabilità, da Al Fatwa. È questo scontro tra poteri che fa scaturire il mistero. È questo scontro tra poteri che fa gridare allo scandalo. E quel povero Alfredino che ancora piange sull’aereo, ne vogliamo parlare? È nostro nipote, oggi avrebbe 38 anni, è il nipote di tutti.

Ecco cosa è successo sul caccia: un connubio di poteri. Sono stati i libici ad abbatterlo? Ma se gli aerei erano italiani? E se fu per errore che fu abbattuto, dato che si stava parlando tutti tra brave persone? Ecco, cosa ci rimane di quello che abbiamo vissuto: ci rimane un caccia, su uno scoglio, di provenienza italiano che, nel tempo, non è stato mai spostato. Non è stato mai spostato per varie ragioni. Riapriamo il caso, mi sono detto, e il caso è riaaperto dalla magistratura di Bergamo. Alcuni mi dicono: “Il caccia italiano non capì che il rifornimento era già stato fatto”. Ecco cosa successe. Dobbiamo vedere se è vero. Dobbiamo vedere se è vero per davvero, che quell’aereo era pieno di benzina e che non si accorse che la benzina già era stata messa da un caccia libico. E lo sapremo nei prossimi giorni. l’Italia, comunque, in quel periodo era in guerracon la Lbia di Gheddafi, è opportuno ricordarlo. Era in guerra e ene stava uscendo vittoriosa. Ne stava uscendo vittorioa veramente, aiutata dagli Stati Uniti, con i quali olevano fargli avere una dicrepanza, e dalle altre potenze quali la Francia. Quell’aereo di linea, maledetto quel giorno, si trovava proprio nel posto sbagliato al omento sbagliato.

Igor