Perché non sono andato a vivere a Roma con la mia amata? Bene, è facile dirlo. Mentre tentavo di raggiungerla all’Aeroporto Charles De Gaulle, mi vennero amputate le gambe, mentre ero a via S. mi venne amputato il cervello e mentre ero sotto casa mi venne gettato dell’acido muriatico addosso.

Ora le mie bambine, che sono 8, vivono in povertà, e non si aspettano altro che essere affidate. Aspettano un viatico per andare a via S., a trovare la mamma, e non si accorgono che la mamma, che era considerata una poveraccia, in realtà è una regina della Capitale italiana e della Francia. L’ho tradita, mia moglie, per un semplice fatto. Per un fatto molto semplice, che ero invaghito di una che aveva le cosce più lunghe e che era migliore a letto. Era migliore a letto perché…. Sono solo porcherie, quelle che si dicono a un amante a letto. Sono solo porcherie.  Sono solo porcherie che si dicono quando siamo a letto tutti quanti con un amante, e non possiamo dire quello che ci viene in testa a nostra moglie. Ora le mie bambine non verranno affidate perché, Dio mio, quello che ho fatto per riaverle, quando le Fablieaux di Parigi le avevano in mano e, la mia amante, voleva venderne gli organi. Ecco quello che ho fatto, sono andato dalla madre e, in versione avatar, glielo ho raccontato. Perché gli avevano messo le mani addosso. L’Italia non è Le Fablieaux, e mai, e poi mai, avrei immaginato che la bella e dolce Jasmine, mio Dio, come era a letto, le volesse svetriolare con apparecchi presi dai nigeriani suoi compaesani. Si era tipo addestrata in un campo di concentramento per parigini, ecco come si era addestrata, e nel 2008 aveva fatto bere ai parigini la propria pipì e, la volete sapere tutta? Anche io ero del gruppo. Mai lasciare la propria famiglia. Bene, io l’ho lasciata, e sono un pezzo grosso dell’intelligence parigina.

Ma la volete sapere ancora tutta? Bene, mia madre mi ha guardato, dopo la scena di questa “signora”, prostituta sporca e puzzolente di pipì, la sua prima doccia è stata a casa mia, e se ne è andata con la bambina. Quella donna frequenta ancora la mia casa. La frequenta ancora perché la tiene sotto sequestro – è un trans, di questo ne è sicura tutta Parigi e pure mia moglie, certo, mia moglie la sa lunga su questa storia, per aver usato quei marchingegni così pericolosi – la casa da tre anni. E non esce fuori. Chiama gente munita da kalahnikov e cerca di spararci da sotto casa, dopo esssersi millantata con mia moglie sua moglie.

Credo, credo di sì, credo di aver rovinato la mia famiglia. E credo che le bambine siano tutta la mia vita. E credo anche che abbia ragione il Papa: credo che la famiglia venga prima di tutto, e che con bambine piccole non ci debba entrare un nigeriano alto due metri, quale Jasmine è. È esatto, i nigeriani li teniamo sotto casa. Ho anche ricattato mia moglie, perché la casa dove tengo le mie bambine, mia moglie non compare, la nonna ha la mater familias della famigllia, ho preso la casa più povera della contrada, e l’ho comprata. Poi l’ho messa in affitto a mio zio londinese, un pappone che gira il mondo, e l’ho affittata a mia madre, che le bambine chiamano “nonna”, a ragione veduta. E certe volte ci stanno tutte e otto. Forse affidarle alla chiesa, come quello strano di mio suocero aveva detto, non sarebbe stato male. Ma mia moglie mi ha fermato, dicendomi che prima di entrare all’Eliseo dovevo sistemare la mia famiglia. Voglio fare vedere a mia moglie una realtà diversa, una realtà povera, per metterla sotto giogo?

Eppure lei non mi ha mai ricattato. Era l’altra che mi ricattava. Eravamo poveri? Tutt’altro. Erano povere le prostitute che frequentavo, perché tutte prostitute di basso bordo. Questa è una regina a Roma, e direttrice di un sito, e si è ritrovata persa in un bordello di Tor Pignatttara dove una è più ricca dell’altra. Erano sempre più ricche di lei. In realtà, neanche il pappone era ricco, perché eroinomane. Insomma, mai confondere la propria moglie con una che puzza di s…a.

 

Amir