Se una moglie ti ruba tutto, significa che è una terrorista. Ecco, cosa c’è. Se sei laureato, e perdi il lavoro, significa che una terrorista ben armata c’è passata. Ed era ben armata. Mi misero. A 58 anni, in un programma di protezione internazionale. E mi ci si misero di petto. Mi misero, a 8 anni in programma di protezione internazionale, mi ha detto un mio amico, e avevo scatoloni e pareti con il calcestruzzo. Perché una escort esperta ci era passat, e si era fregiata del titolo di Capo dell’Fbi francese, tedesco, americano, interpaziale, e presidente della corte dell’Aja. Mia figlia, quella desaparadisos di cui tanto mi parlate, finse un programma di protezione internazionale e svicolò dentro casa della escort, che poi tanto escort non era, perché era la miglior amica della terrorista che, a me, rubò la casa.

Forse, forse, l’aria che tirava era di disoccupazione, e la disoccupazione mordeva tutti, e le case erano calde ma povere. Bene, forse l’intento di questa corte dell’Aja fantomatica, mai esistita, era di mettere tutti davanti alle proprie responsabilità. La fine era la morte, perché la Corte Marziale, sempre fantomatica, ti reputava  povero. È successo anche in Italia, mi dicono, e a grandi scrittori. Ma è incredibile, mi dicono io, e non ci posso credere. Sembrano bunker, queste case, e in effetti lo sono. E in effetti lo sono. Ma volevo parlarvi di altro. Volevo dire che il terrorismo è un vento tenebroso che “ci” spazza via la vita, e lo fa per davvero, e la casa, mio Signore, rientra in questa nostra vita. Sta a noi impugnare la nostra arma preferita: la nostra forza di volontà. E non essere appannaggio della nostra vida, quella che esseri senza cuore, mostri, ci hanno regalato. Cioè una vita senza bellezza. La bellezza che noi stessi abbiamo costruito con la nostra anima. Bene, a 17 anni mi capitò, da giovane studente di ingegneria, di incontrare Al Fatah. Al Fatah si stava fingendo giornalista  – perché vedete, la vostra vita, a dispetto di quanto vi vogliono far credere i terroristi, e pure mafiosi, è fatta di cose vere – davanti alle telecamere della Cnn. Io la guardai e dissi: “Ecco Al Fatahg”, perché Era su tutti i giornali. Era su tutti i giornali e ci era finita per davvero. Bene, fu capace di nascondere, bruciare, nascondere e ancora poi nascondere tutti i giornali per diventare, con il mitra, la direttrice-presidente di Al Fatah, che tutti ricorderanno. Si divertiva a sparare sui giornalisti. Il mio articolo è finito. Facciamo gruppo.