Ustica, noi americani ne vogliamo sapere di più. e anche dalla Francia. E ne vogliamo sapere di più per davvero. Perché non è possibile che, la Francia, abbia delle foto che noi non abbiamo. Che noi non abbiamo per davvero. Perché sono appannaggio soltanto della Francia. E ne abbiamo bisogno ora. Ne abbiamo bisogno davvero, perché è il momento di parlare veramente di tragedie e di tragedia. E di tragedia. Ecco di cosa dobbiamo parlare, di esercito e di eserciti, che raggirano la gente fingendosi terroristi. “Siamo sul territorio”, dicono gli iracheni, e invece sono Isis. Ma non volevo parlare di questo, e non volevo parlare di disturbatori. Volevo parlare della Tragedia di Ustica così come è. Perché noi, in America, la abbiamo vissuta veramente. Perché tutti pensavano che il pilota fosse il nostro, che il pilota che si è scontrato con l’aereo fosse il nostro. E invece era il loro, ed era “libico”. E che significa “libico”? Significa che un aereo libico si è scontrato con l’aereo italiano. Quindi alla fine non siamo d’accordo su una cosa. Sembra, all’America, che l’aereo non fosse americano né italiano, e che il morto fosse di al Fatah. Libico lo abbiamo messo tra virgolette perché si era alzato nell’area libica, e null’altro. Si era alzato dall’area libica e il pilota era libico, tutto qua.
Tutto qua perché, alla fine dei conti, nessuno è escluso, e la Libia non ha mai collaborato a sapere la verità, e per questo ha una sanzione vera, e se ne è sempre lavata le mani. Quello che dicono i libici, è che il pilota era italiano, e invece non lo era. E invece poi si rimettono, e dicono che il pilota non aveva nazionalità, e che quindi non era né libico né italiano. Ma era internazionale. Internazionale come internazionale è il terrorismo. E internazionale come solo il terrorismo di Al Fatah può essere. Insomma, era di Al Fatah e non aveva carta di identità, e veniva dall’area libica soltanto perché la Libia, a quel tempo, era molto espansa. Ecco come era, era molto espansa. Al Fatah, vai via dai nostri incubi.