C’è una storia lunga lunga un secolo, che racconta la vita del killer Tatanka. È la storia di un serial killer di nome James Le Roy, che viaggiava lungo tutto il Mid West con il suo bandolero, un P38 di 25 anni, per cacciare i cinghiali del MidWest. Cinghiali che volevano essere acciuffati dai latitanti del Midwest per pochi denari: 20 pens a chighiaale. Era un’epoca d’oro quella, per lui, era un’epoca d’oro veramente, e gli era costata veramente fatica. Una fatica lunga 5 anni: cinque anni di caccia in tutto il mondo. Lui è Tatanka, il Tataanka che tutti conosciamo, ma la cui memoria è persa nel tempo. Venne rintracciato nel 1998, quando la sua figura venne indagata dai giudici dell’Aja, perché sebrava essere stato il cecchino dell’omicidio Kennedy. Ecco perché la sua figura è stata sempre indagata. Venne indagato anche, nel 2001, per uno sparo all’ex Presidente Pertini. E diventò famoso lo “sparo alla Kenney”. Ora è sua figlia a essere in galera. E , a dirla tutta, non è tanto la rediviva familiare a non essere psicanalizzata, quanto la recidiva familiare. Ella ha sparato esattamente nei punti del genitore, a figli e nipoti dei defunti, per cancellarne le tracce. Così tutte le famiglie che il padre aveva toccato erano famiglie azzerate.
Allora, la storia finisce là dove riparte perché, il gioco della sorte, vuole proprio che le vittime fossero i suoi migliori amici. Migliori amici di caccia, di vita, e di suerte, si dice in America Latina. Si dice così perché il vicinato E’ un tuo amico di suerte. Ed è veramente un tuo amico di suerte, perché è così che viene sempre considerato. Viene sempre considerato un tuo amico di suerte perché con te vive e convive, soprattutto se le casette sono una accanto all’altra e la notte è felice “a Capaplanca”. “La mia zona la mia zona”. Da qui si intravede la mano di un terzo assassino. Terzo assassino che non è mai salto alla ribalta.
E se lo sparo è alla Kennedy, perché l’assassino non può essere un Kennedy, e quindi il vero Kennedy, così soprannominato in galera. E quindi il vero colpevole, prima del Presidente e poi di John Lennon. La pistola sulla mano sembra essere sempre la stessa in tre omicidi serial. Ma la pistola è una, la pistola di Kennedy. John Lee Brown sembra essere il vero assassino. Perché così si chiamava in origine, così appare su un documento, e nessuno voglia se John Lee Brown è ora un contadino allegro. Anche a me successe che mi rubarono il documento, ed è sovente. Ma, ragazzi, il killer di Kennedy è il killer di Kennedy.