Tatanka, io non ci credo. Caro direttore, non credo possa esistere gente così cattiva come Tatanka, ecco tutto, ecco perché le scrivo con tanta verve. Le scrivo con tanta verve perché la storia di un killer così cattivo non si è mai vista prima. Non si è mai vista perché il diavolo è sempre frutto della nostra immaginazione, e non è mai reale. Non è mai reale come non è reale il male che lei va raffigurando.
Anche io scrivo su questa rivista, e scrivo di male, ma il male come lo raffigura lei non esiste. Perché noi tutti viviamo ne Paese dei Lillipuziani e siamo tutti buoni, e un essere così cattivo non si è mai visto. Come lo ha fatto a conoscere un male così grande? Io ne ho letto – veramente i miei amici ne hanno letto – e avevamo paura che questo mostro venisse in Italia. Rinchiudetelo bene in prigione! Sono questi i commenti che ho sentito, caro direttore, e vuole sapere una cosa, questi ragazzi sono tutti esperti di cinema horror. Cinema horror che lei stessa produce. E che lei stessa manda in onda. Sono tutti esperti del male, perché sono proprio i patiti del cinema horror. E sono patiti di Dylan Dog, e non vedono l’ora che anche il suo, di Dylan Dog, come aveva promesso, scriva sul giornale. Non vedono l’ora! Perché lo studio del male affascina e, vede, lei il male glielo fa studiare. Sono tutti geni. Benvenuti in Breaknewschic!

Amir