Allora, facciamo il punto: P. nasce nel ’21, Dalila viene rapita nel 1981. Nel 1981 viene rapita per davvero dalla dittatura cilena, ed è un caso internazionale. Che coinvolge 100 miliardi di articoli. 100 miliardi di articoli che vengono stampati in America. Bene, lei lo sa soltanto a 35 anni che vengono stampati 100 miliardi di articoli, e le sue amiche non ne sanno niente. Non ne sanno niente per davvero. E nessuno che la conosce ne sa niente. Perché lei è sequestrata. E la giustizia americana sta vedendo bene da chi. E lo sta vedendo veramente. Altrimenti non si spiega. Perché, il bello, è che la ragazza è pure vilipesa e, mentre era l’amante del Presidente Obama, ancora in carica, ha perso il posto di lavoro. È stata licenziata, egli ha provato anche a raccomandarla in Italia come escort, perché aveva capito che nei posti di lavoro c’erano soltanto escort, ma non c’è stato niente da fare, perché gossip del gossip, la moglie lo aveva lasciato. E soltanto un anno dopo si era avvicinato a questa ragazza. Neanche la raccomandazione come “prostituta, proprio prostituta”, queste le sue parole, era valsa a qualcosa. Allora, secondo lei, secondo l’opinione, è tutta da ridere. È tutta da ridere, perché Obama non è proprio quel negrone che tutti? Che nessuno si aspetta, è un colombiano doc.
Se non è sequestrata? È proprio sequestrata, perché le otto ostetrice che la tengono sotto occhio sono proprio le sequestratrici, e occupano Camera e Senato, in tutti i Paesi, ecco cosa occupano. Nel momento in cui ci innamoriamo di una tizia nuova, di Dalila, fuori le righe, studiata, acculturata, dolce come il panzucchero, e non prostituta, e non escort, ecco che la sua identità viene frugata, come si fa alle escort. Sono donne che le fanno da pappone, e sono potentissime, e sono coinvolte, tutte, nel sexygate. E fingono di essere loro papponi. È l’unica, segregata da altri, che gli è sfuggita dal controllo. E non come mina vagante, ma come non esistente, come elettrice. Ora che abbiamo scoperto il pan zucchero, l’escortaggio non lo vogliamo più. prima il mondo ruotava attorno a queste escort, anche sui giornali, e le ragazze che gli ruotavano attorno, tutte assunte, erano tutte prostitute. Allora abbiamo provato – e c’è da ridere – a presentarla come prostituta, ma non c’è stato niente da fare. Un’altra ne abbiamo presentata ed è rimasta nel suo ambito. Hanno provato a dire, per 6 anni, che erano loro, perché questa ragazza, nell’intelligence, che politica non è MAI stata, è fichissima. E la storia del Presidente Obama la scopre ora, leggendo, ma è nascostissima? No, non è nascostissima, è proprio privacy. Come privacy sono tutte le storie di gente perbene. Noi, in America, e quindi nel mondo, non conosciamo prostitute, e negli anni, e lo ha fatto anche l’Italia, le stiamo allontanando per davvero. Le stiamo allontanando anche nel bar.
Perché molte di queste signorine, credendosi onnipotenti, hanno anche ucciso il proprio figlio quando erano in gioventù, e si sono trascinate per bordelli in cerca di affari. Ecco, questo non è permesso in uno Stato americano, ecco cosa succede in uno Stato, che l’assassino viene preso. Ecco cosa succede in uno Stato, che l’assassino viene preso, e, se sono colpevoli, devono essere allontante. Cioè, devono andare in America, e non lontano, ma a Regina Coeli, come assassine riscoperte. Riscoperte ora.

 

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