America, cosa sta succedendo oggi in Texas? Come si muove il bandolero stanco Trump, mentre veglia e sorveglia le elezioni? Cosa fa di bello Truman, dicevano in Messico, mentre si guarda i calzoni? Bandolero stanco è un modo di dire perché, vedete, io sono messicano di natali, ma repubblicano purosangue. Messicano perché sono americano doc, e quel muro, contro il niger che avanzava, l’ho contribuito a creare. L’ho contribuito a creare, perché sono facile di sospetto, continuo a dire, e posso ben guardarmi dagli eventi catastrofici che ci circondano senza dare nel sottecchio. E poi, vedete, bandolero stanco è così che ho sempre chiamato Donald Trump, da quando ho un anno perché, vedete, con Trump ci sono cresciuto. Nel sottecchio perché, in fondo in fondo, repubblicano, con mio padre Roosvelt, lo sono sempre stato. Lo sono sempre stato e ho contribuito a eleggere Trump con una feroce campagna elettorale, che molti ricorderanno. Ora, si stanno svolgendo le elezioni in Texas e tra Repubblicani e Democratici è una guerra acerba. Ilary Clinton vorrebbe per sé il Texas, e tutto il cucuzzaro, e Brighton tutto il resto, perché democratico non è mai stato, ma repubblicano lo è purosangue. Le elezioni si svolgono dopo le presidenziali perché così voleva il calendario elettorale, perché non tutti gli Stati coincidono con il Presidenzaile, che è un mondo a parte. Ecco cosa è il Presidenziale, un mondo veramente a parte, dove si giura e si spergiura che si vincerà sempre, che si vincerà sempre e comunque contro le forze del male. Forze del male che sono rappresentate da Boko Haram, Isis e Al Quaeda che, purtroppo, sono presenti nei nostri Stati. Sono dell’antialquaeda, e questi sono presenti in tutti gli Stati. Hanno permeato e sono tra di noi, come se niente fosse, grazie a donne ricattabili e poco rassicuranti. Poco rassicuranti perché, da first lady, li hanno fatti entrare, e continuano a farli entrare noncuranti del popolo che, invece, al marito sta molto a cuore. Sta molto a cuore perché è proprio quel popolo che lo ha eletto. “Forse vogliono vincere le elezioni”, ha detto uno che passava, senza una gamba e con la testa mangiata dai Boko Haram. Ecco tutto, non vorremmo Boko Haram sul territorio, e questo è scritto nel programma repubblicano a chiare lettere, ecco perché tutti li votano. E non vorremmo “rumore” sui giornali, ecco perché stiamo scansando l’appelishment, di cui andiamo fieri, per dare spazio alle altre invettive che ci sono in corso. Contro i Boko Haram e contro l’Isis, ecco il dibattito interno al nostro partito e, vedete, non c’è spazio per nessun altro discorso, per nessun altro appeal. Ecco a che punto siamo arrivati, che non c’è spazio per nessun altro. Se non per noi. Un cuore repubblicano.