Francia, le elezioni sono libere e inviolabili. E, questo cardine della democrazia, è stato rispettato. È stato rispettato in toto, perché il tutto si è svolto con goliardia, simpatia e, soprattutto, legalità. Legalità tra la gente, legalità nei seggi, legalità nelle viuzze e nelle scuole dove si votava. Legalità, e senza pregiudizi, le elezioni sono andate avanti per un anno senza dubbio, e senza alcun dubbio sono state rinnovate nel tempo. Nel tempo sono state rinnovate perché il patto con la democrazia è tacito: tutto si deve svolgere secondo le regole, e non secondo i sintagmi. Sintagmi che sono vietati per legge. Ecco dove sono vietati i sintagmi, per legge e per popolo, per legge e per popolo sono vietati e sono vietati dalla legge. Dalla legge che peregrina ci cancella, se non gli diamo conto. Se non gli diamo conto del nostro essere e delle nostre cose, del nostro essere e delle nostre facezie.
Torniamo alle elezioni. Torniamo al nostro essere puritani di fronte al seggio elettorale. Perché puritani, di questi tempi, lo siamo per davvero. Sulle schede elettorali non c’era traccia di biro, di macchia, perché sono state davvero pulite. Di solito, quando si vota, e quando ci sono le elezioni, si guarda a una sola scheda elettorale. Se c’è una macchia, significa che tutte le elezioni sono fall out, che sono irregolari. E lo sono per davvero. Lo sono per davvero perché sono irregolari nel vero senso del termine. E lo sono nella maniera più perentoria. Nella maniera più perentoria perché sono di fatto tutte irregolari, e lo sono per negatio verbis. Ecco cosa volevamo dire con questo articolo, che le elezioni in Francia, come ha detto l’America, sono regolari. E regolari devono mantenersi anche nel ballottaggio. Come è sicuro che sarà. Insomma, evviva la Francia.