Elezioni in Francia, facciamo il punto con Villion. È il candidato di centrosinistra e conta 180 milioni di voti, ma non ce la fa a vincere le elezioni. Non ce la fa, perché il giaccone che indossa è di centrosinistra, e non ce la fa davvero a sfidare il tempo e lo spazio per vincere la partita. Prendiamo Marine Le Pen, preparatissima, che è preparata più degli altri a vincere ma non vuole ballottaggi, perché così le dice il carattere. Bene, sta facendo una produzione sua propria di voti, e la sta facendo in modo opportuno. Ne prende 176 e deve andare al ballottaggio. Prendiamo il terzo candidato, Mainard, che si piazza in testa a tutti quanti ed è un centrista. Bene, è un centrista e deve essere scavalcato? Niente affatto, ha due punti di vantaggio sugli altri che sono una enormità, se calcolati in milioni di voti. Ecco cosa deve fare ora, deve vincere su tutto e su tutti, e così la Le Pen, che deve sfondare la cortina di ferro per vincere la partita. Queste ultime due settimane sono decisive per noi, e per gli altri, e sono decisive in quanto si deciderà la sorte della Francia, e del Presidente Francese. Ora, staremo a vedere in queste ore chi deciderà sul voto, e chi deciderà sul vot di quanti stanno scommettendo, e hanno scommesso, sulle elezioni francesi. “I miei figli sono solo due”, diceva il Presidente Hollande prima di vincere le elezioni, e si riferiva alla propria famiglia, così provata dal passare del tempo. E, da socialista quale era, aveva proprio ragione, ecco cosa aveva. Aveva ragione a temere della concausa di causa ed effetto di Villion piuttosto che di Mainard. Insomma, le carte in tavola non si cambiano, altrimenti non succede l’impichment, ma succede che hai una casa e una famiglia che non ti competono, e che non competono agli altri. Mai fare il passo più lungo della gamba, aggiungeva un altro, e aveva ragione. Aveva ragione a temere il tutto per tutto, e a temere di tutto. Aveva ragione a temere se stesso, quando si alzava la mattina e si guardava allo spacchio.
Lo sapete chi era? Era Pinochet. Era Pinochet il grande, iil grande dittatore, che inventava famiglie e ricchezze, e le terre, e poi le depretava. Le depretrava e sparava alla gente, affinché quel sogno fosse vero. Ecco, vogliamo evitare tutto questo, nel mondo, nei Paesi alla Maduro, nei Paesi nascenti e in quelli che vivono di pastorizia e di latifondo. In quelli che vivono con la propria famiglia e nelle comunità che vivono solo e soltanto del proprio affitto. Ecco perché diciamo: avanti tutta con la progressive, avanti tutta con un popolo sano e libero da dittature.