Professor Walter Memmolo, come si intitola il suo libro?
Io sono un chirurgo ospedaliero in pensione. Sono uno studioso della Sindone da oltre trenta anni. Sono specializzato in studi sindonici.

Si racconti in cinque righe.

Ho lavorato come medico volontario nell’Ospedale S. Francesco, realizzato da un Frate Cappuccino piemontese, P.Ottavio Fasano, a Sao Filipe, nell’isola di Fogo, Repubblica di Capoverde. Sono iscritto nell’Albo dei Pubblicisti della Regione Campania.

Ora di cosa si occupa?

Ora mi dedico a diffondere le conoscenze storiche e scientifiche della Sindone tenendo conferenze nelle quali puntualizzo che il Telo, sebbene non si possa ritenere con certezza che abbia avvolto il corpo di Gesù di Nazareth, tuttavia ci rimanda al racconto della Passione, Morte e Resurrezione
degli Evangelisti. E, come ha detto Papa Francesco, solo entrando nelle piaghe di Cristo, possiamo avvicinarci alla comprensione del dono della Misericordia, l’Amore di Dio per tutti gli uomini, senza condizione.

Su cosa ha lavorato in vita sua?

Ho fondato il Gruppo Napoletano di Sindonologia che opera come Delegazione del Centro Internazionale di Sindonologia di torino per l’Italia del Sud e la Sicilia. Amo la lettura di testi di storia e spiritualità.

Insomma ci parli dei suoi lavori in libro e si racconti…

Ho scritto con mio fratello Angelo Raffaele, già docente di latino e greco, il libro:
Pietro Giuseppe e il Lenzuolo, Gangemi Editore, Roma, 2016. Presentazione di Rafael Pascual L.C., Direttore dell’Istituto Scienza e Fede, Ateneo Pontificio Regina Apostolorum-Roma.

Che riconoscimenti ha ricevuto?

Il libro ha ricevuto i seguenti riconoscimenti: Premio Franz Kafka Italia 2016; Finalista Premio Mario Soldati 2016; Segnalato dal Premio Internazionale MARIO LUZI, EDIZIONE 2015/16; PREMIO DELLA GIURIA DEL PREMIO Internazionale Cinque Terre- Golfo dei Poeti-Sirio Guerrieri,
edizione,2017.

Racconti il libro in cinque righe…

Di seguito una sintesi del racconto: “La narrazione occupa quello spazio temporale percorso dal sacro telo dalla sepoltura di Cristo alla comparsa del mandylion ad Edessa, argomento che, per quel che risulta, non è possibile approfondire dal punto di vista storico per mancanza di dati, e non è stato trattato in forma di romanzo. L’azione si dipana, in una ventina di capitoli, tra Roma, con l’arrivo, nel 42, di Pietro e Gerusalemme, dal 30 al 38, dove Giuseppe d’Arimatea custodisce il sacro Lino.
In sequenza alterna vengono illustrate le vicende di Gesù dalla passione alla resurrezione, riferite da Pietro, e la scoperta sul Telo, da parte di Giuseppe, dell’immagine, che gli fa rivivere i momenti della passione, morte, deposizione e resurrezione di Cristo.
Nel racconto si ipotizza l’iniziativa di Giuseppe di inviare ad Edessa il Lino, per depistare i nemici del nascente cristianesimo, per preservare la Sindone dai rischi di distruzione e, soprattutto, per mantenere celata la sua vera origine. Il volume è destinato ai credenti, che possono meditare sui Vangeli della passione, attraverso la lettura della Sindone, semplicemente, senza i filtri della scienza; agli increduli, perché abbiano elementi che indichino la Via; agli agnostici, per soddisfare la loro curiosità storico-scientifica. Gli Autori hanno dedicato il libro “A S. Santità Papa Francesco, testimone autentico della Chiesa di Cristo””.