Vittoria Brancaccio, che fa di bello nella vita?
L’imprenditrice agricola e agrituristica e l’agronoma.
Cosa le piace fare di più?
Mi piace lavorare in campo e camminare.
In cosa consiste il suo lavoro?
Nel condurre una azienda olivicola e orticola con frutteti, vigneto e animali e una azienda agrituristica.
Cosa ama della natura?
I profumi e i colori, il cambiamento che ogni stagione porta con sé.
Cosa odia?
Niente in particolare, non sono persona incline all’odio.
E della campagna?
Un po’ l’isolamento e la fatica
Cosa le piace della campagna?
Il silenzio, la mutevolezza delle cose che non sono mai uguali, mai ripetitive e la gratificazione per il lavoro svolto, il frutto dell’impegno.
C’è tempo per la vita familiare?
Non molto perché la mia famiglia non vive qui.
E per la sua persona?
Per niente, perciò non riesco a rispondere alle interviste e agli amici cui voglio bene:).
A che ora si alza la mattina?
Alle 6.
Quanti figli o nipoti ha?
Ho un figlio di 29 anni.
Cosa le piace del verde?
La sensazione di tranquillità che regala.
A quanti anni è nata la sua passione?
Da piccolissima, mi accompagna da sempre, almeno da quando ne ho memoria 2-3 anni, a 5, poi, ho una certezza: ho munto la prima mucca, la mia bambinaia era una contadina.
Come si diventa agronomi?
Il percorso di studi prevede un corso di laurea in Scienze Agrarie e poi l’esame di Stato per l’abilitazione professionale ma la passione, quella, non la si trova sui libri. Te la porti dentro e a volte esplode con irruenza altre scorre come un fiume carsico, con lentezza e tranquillità, fin quando non trova uno sbocco.
Cosa consigliare a un giovane agronomo?
Di essere umile, sporcarsi le scarpe, imparare a fare il lavoro manuale, quello quotidiano che dovrà poi organizzare, di non smettere mai di studiare, aggiornarsi e di non dimenticare mai di calare le conoscenze nella realtà.
Si presenti in cinque righe, la sua biografia in cinque righe.
Sono nata a Napoli e sono la prima di 4 figli. La mia è una famiglia di quelle tradizionali ma molto aperta, siamo cresciuti liberi e indipendenti, ho frequentato il liceo classico, la facoltà di Agraria, mi sono sposata e separata quando mio figlio aveva tre anni mantenendo un buon rapporto con il mio ex marito. Ho iniziato il mio percorso professionale nel settore della ricerca, poi ho insegnato negli istituti agrari per 15 anni e dal 1982 mi sono data anima e corpo al restauro dell’azienda “Le Tore” recuperandola dall’ abbandono. MI sono appassionata all’accoglienza in azienda facendo de “Le Tore” un agriturismo e sono stata responsabile nazionale dell’agriturismo per la Confagricoltura, come presidente di Agriturist. Oggi vivo appieno la mia azienda agricola e agrituristica, sono in campagna dalle 6 di mattina, ho le mie mucche e gli ospiti da accogliere.
Dove ha la campagna?
A Massa Lubrense , in Penisola Sorrentina, nella provincia di Napoli. Affacciata tra il Golfo di Napoli e quello di Salerno.
Cosa le chiedono i suoi fan?
Non credo di avere fan, se li ho non me ne sono accorta, che è come non averli!:).
Come mai associarsi in una associazione?
Ho vissuto l’associazionismo per lungo tempo e in EnterprisinGirls, l’associazione di imprenditrici, libere professioniste e donne impegnate nel terzo settore sono entrata per sentirmi meno sola come imprenditrice e come persona e per condividere le esperienze positive, confrontarmi e condividere un percorso di crescita.
Come si fa impresa in Italia?
Abbastanza bene, nonostante tutto, credo che siamo comunque un paese privilegiato.
Cosa non vorrebbe mai sentire?
Che dobbiamo respingere i migranti.
Le campagne più belle dove sono?
In Penisola Sorrentina, in Lazio, in Toscana, in Puglia e in Sicilia.
E all’estero?
In Francia.
Lei quanti anni ha?
Tra qualche ora 59.
Consiglierebbe il suo percorso ad altri?
Sicuramente si.
Ultima domanda: i suoi prossimi progetti?
Rendere autosufficiente l’azienda dal punto di vista energetico e alimentare e continuare a innovare nella meccanizzazione delle operazioni colturali.