Sergio Battista, come si intitola il suo progetto sul femminicidio?
La voce delle donne, considerazioni al femminile riguardo alla violenza di genere.

Ce ne può parlare?
Certamente, La voce delle donne è un progetto culturale che vuole dare appunto voce alle donne per dire ciò che pensano, nella forma che preferiscono, riguardo alla violenza di genere.

Di cosa si tratta?
Si tratta di un progetto editoriale ed espositivo nel quale 21 donne ci mettono la faccia, attraverso dei ritratti fotografici, e nero su bianco le loro considerazioni.

Quante sono le donne uccise in Italia?
Dal 2006 al 2016 sono state 1740 e per quanto riguarda l’anno in corso siamo già a 27. Ma purtroppo sono cifre destinate a cambiare in fretta. E’ un problema di vaste dimensioni che affonda le sue radici in un ambiente culturale arretrato. E’ necessario cambiare.

Avete presentato delle foto come vetrina per i vostri progetti… Dove avete esposto le vostre foto?
Si, la mostra fotografica è parte integrante del progetto. In attesa dell’uscita del libro con Cultura e Dintorni Editore, il 20 maggio ci sarà la presentazione del progetto con la mostra fotografica e un reading di alcuni testi presso la Casa internazionale delle donne, in via della Lungara, 19 a Roma.

Quante sono le donne uccise al mondo?
Il numero preciso non so dirlo, però è un numero ingente. Bastano i numeri italiani a mettere paura.

Come le aiutate?
Con questo progetto voglio dare un supporto culturale. Le donne parlano di amore, di vita e soprattutto di consapevolezza, fondamentale per resistere alle pressioni che subiscono quotidianamente, anche senza arrivare alla violenza fisica.

Lei aveva una storia in famiglia di questo tipo?
Fortunatamente no, ma tutti siamo purtroppo immersi in condizionamenti culturali limitanti. E’ necessario pensare, riconoscerli e liberarsene.

Quante donne avete aiutato finora?
Per dirlo aspetto un feedback del progetto…e poi glielo farò sapere.

Quante donne vi chiedono aiuto?
Nessuna, anche se tutte le partecipanti al progetto hanno aderito con un entusiasmo che ha contagiato anche me. Avevano voglia e forse bisogno di dire la loro.

Quante donne dovrete aiutare?
Tutte quelle che vorranno ripensare la loro condizione e liberarsi dai condizionamenti culturali imposti da questa societĂ  ancora troppo di stampo patriarcale.

Cosa vi chiedono come prima domanda?
Vedremo alla presentazione del progetto

Ci racconti la sua storia un quattro righe, la sua biografia.
Nasco a Roma nel 1969, divido da sempre i miei interessi artistici tra la musica e la fotografia. Prediligo la fotografia di scena, musicale e la ritrattistica; ho inoltre partecipato a mostre personali e collettive in Italia e all’estero e collaboro con il blog di critica teatrale e musicale Brainstorming Culturale; alcune mie immagini sono rappresentate dall’agenzia ART+Commerce di New York e dalla galleria SpazioGMArte di Milano. Nel 2015 ho autopubblicato il libro fotografico “L’Infinita Bellezza – ritratti femminili a Roma”.

Racconti una storia di donne.
Me ne vengono in mente molte, ma spesso l’elemento comune è l’incapacità di allontanarsi dalla violenza, da quello che consideravano amore. Scappate, scappate a gambe levate. Chi vi umilia e vi fa del male non vi ama.

Quali racconti di violenza le fanno?
Spesso racconti di violenza psicologica, di mancato rispetto e accettazione, soprattutto sul posto di lavoro. Il machismo in Italia è duro a morire.

Come aiutare donne che cercano, per l’appunto, aiuto?
La cosa migliore da fare, secondo me, è rivolgersi in un centro antiviolenza dove trovare un supporto psicologico e legale.

Queste donne di solito hanno figli?
Alcune si.

Cosa le chiedono i figli?
Non mi sono mai relazionato con loro.

Quali saranno le sue prossime iniziative?
A qualcosa ho cominciato a pensare. Sarebbe interessante ascoltare la voce degli uomini su un tale argomento.

Cosa le piace fare nella vita?
Ovviamente fotografare e fare musica. Inoltre coltivare relazioni umane. La migliore fonte d’ispirazione che possa esistere.

Cosa ama nella vita?
Stare nella natura ed entrare in sintonia con le persone. La fotografia è un mezzo eccezionale per questo. Si viene a conoscenza di tante storie.

Cosa odia della vita?
Nulla. Bisogna accettare tutto. Anche se le persone opportuniste, i furbastri, i mediocri, chi vola basso e chi non vede oltre il proprio naso mi irritano e non poco.,

Cosa ama della donne?
La sensibilità e la forza. Quando serve hanno una grande forza d’animo.

Cosa ama degli uomini?
Il senso dell’amicizia e la capacità di fare squadra. Il senso della solidarietà.

Quante siete ad aiutarle?
Il progetto è stato realizzato totalmente da me.

Cosa farete ora?
Ora viene la parte più impegnativa, ossia la promozione del libro. Nei prossimi mesi sarò impegnato in una serie di eventi a tale scopo. Chi vuole essere aggiornato può seguire la pagina Facebook “La voce delle donne” oppure in alternativa direttamente la mia.

Ultima domanda, quali sono i suoi prossimi progetti?
Ancora non ci ho pensato, anche se sto considerando di realizzare, come dicevo prima, un progetto dedicato a ciò che pensano gli uomini riguardo alla violenza di genere.