Esce oggi, venerdì 5 maggio, “#DARKLIGHT” (Amadeus Arte / Naxos USA), il nuovo progetto discografico della raffinata arpista FLORALEDA SACCHI. L’album arriva a due anni di distanza dall’ultimo disco “Intimamente tango” e ancora una volta dimostra lo straordinario eclettismo di un’artista che non smette mai di voler sorprendere con la propria musica.

Il disco è acquistabile online ai seguenti link: iTunes – https://itunes.apple.com/it/album/darklight/id1225725795
Amazon – https://www.amazon.it/Darklight-Floraleda-Sacchi/dp/B06Y5VK22L/.

L’album “#Darklight” è composto da 14 nuovi brani tra colonne sonore, successi dance e musica contemporanea, eseguiti con arpa elettrica ed elettronica e arrangiati o composti da Floraleda. I pezzi noti hanno ora in “#DARKLIGHT” una nuova immagine sonora e si identificano in una sorta di insospettata e reciproca parentela. I compositori inclusi sono: Nils Frahm, Clint Mansell, DJ Tiësto, Max Richter, Roberto Cacciapaglia, Joe Hisaishi, Vladimir Martynov, Ólafur Arnalds e la stessa Floraleda.

L’album è affiancato da un libro di 72 pagine (con testi in italiano e inglese), ricco di idee e suggerimenti per riscoprire ogni giorno il piacere di suonare o ascoltare musica. La prefazione è a cura del giornalista e musicologo Angelo Foletto.

Martedì 9 maggio presso la Casa delle Donne di MILANO (ore 19.00 – Via Marsala 10 / Metro Moscova), FLORALEDA SACCHI presenterà al pubblico alcuni brani tratti dal suo album “#DARKLIGHT” e dialogherà con la giornalista Grazia Lissi.

Questa la tracklist del disco “#Darklight”: Andras (Max Richter), Temple of Sound (Roberto Cacciapaglia), Hammers (Nils Frahm), Requiem for a Dream/Lux Aeterna (Clint Mansell), Welcome to Lunar Industries (Clint Mansell), Adagio for Strings (Samuel Barber/Tiësto), Said and Done (Nils Frahm), Europe After the Rain (Max Richter), Silencio du Park Guëll (Joe Hisaishi), Antartica (Roberto Cacciapaglia), The Beatitudes (Vladimir Martynov), We arrive from Far Away (Floraleda Sacchi), Till the End (Ólafur Arnalds), Near Light (Ólafur Arnalds).

«Spesso mi chiedono perché suono l’arpa – racconta Floraleda – Credo che questo unisca appieno i miei contrasti. L’inquietudine e la curiosità mi accompagnano e dunque Darklight, la luce scura (che non è un ossimoro, ma una percezione estrema dell’occhio e della mente) è uno stato di grazia. Con questa attitudine, compongo o adatto brani che coniugano acustico e digitale, senza distinguere dove finisce un delay e inizia un pad creato con un arco di violino sulle corde dell’arpa, senza sapere dove agisce un filtro digitale o uno smorzatore in neoprene sulle corde, quale sia un armonico o un campionamento compresso. Ho lavorato senza preclusioni cercando di ricreare la musica che ho nella testa. Trovo affascinante lavorare con uno strumento acustico e con l’elettronica (una forma di artigianato che richiede ore di dedizione quanto il suonare uno strumento musicale) e l’unione regala un mezzo incredibile per creare qualcosa di estremamente personale».

È possibile ascoltare un brano estratto dall’album, “Near Light” di Ólafur Arnalds al seguente link: https://youtu.be/2BZZWNYs8Pc. Il brano fa parte della raccolta “Living Room Songs” (2011), realizzata a puntate trasmesse in streaming dal salotto di casa di Ólafur Arnalds e successivamente distribuite gratuitamente su internet. Gli elementi della composizione sono registrati, mandati in loop e trattati per ottenere effetti timbrici diversi. A differenza dell’originale, nel finale Floraleda ha aggiunto un effetto di brillio al suono dell’arpa per ricordare i bagliori improvvisi di una luce che si avvicina.

FLORALEDA SACCHI, nata a Como, trae ispirazione dai dischi di Annie Challan ed è riconosciuta come una delle più interessanti arpiste sulla scena internazionale. Ha inciso più di 20 dischi per le principali major discografiche come Decca, Deutsche Grammophon, Philips, Brilliant Classics, Tactus, Amadeus Arte. Curiosa e vivace, Floraleda ha composto musica per il teatro e il cinema, oltre ad aver suonato in Europa, Nordamerica, Sudamerica, Africa e Asia in grandi sale da concerto come la Carnegie Hall (New York), Gewandhaus (Lipsia), Glenn Gould Studio (Toronto), Konzerthaus (Berlino), Teatro Solis (Montevideo), Museo Blanco (Buenos Aires), Auditorium della Conciliazione (Roma), Quintai Hall (Wuhan), Acropolium de Carthage (Tunisi), Hall Alti (Kyoto). È stata protagonista di diverse collaborazioni teatrali e ha ottenuto il premio Harpa Award per il suo libro su Elias Parish Alvars. Tra il 1997 e il 2003 ha vinto 16 premi in competizioni musicali. Suona un’arpa Erard datata 1816 e due moderne arpe “Style 30” della liuteria Lyon & Healy. Senza dubbio Floraleda Sacchi – con le sue composizioni, attraverso la musica che seleziona con cura per i suoi concerti e con uno strumento così insolito e versatile come l’arpa acustica ed elettrica – crea un’esperienza sonora intensa ed inusuale che regala emozioni.