Graziella Gaddoni, che fa di bello nella vita?
Dunque, nella vita essenzialmente corro. Corro al lavoro, corro all’Università e alla mia Start up, corro a casa dai miei figli, corro a portare a calcio il piccolo, corro alle riunioni scolastiche, corro in palestra, corro ad ascoltare i problemi del grande, corro per fare un po’di volontariato… Sì, spesso ho la sensazione di essere il Bianconiglio di Alice, ma dicono mantenga giovani…
È professoressa, cosa insegna?
Da alcuni anni sono docente presso l’Università Telematica Pegaso dove insegno Comunicazione e Processi Culturali. Un insegnamento che amo molto e che mi costringe a mantenermi aggiornata rispetto alle nuove teorie ed ai cambiamenti sistemici in atto. Sono argomenti vivi, in continua evoluzione e mai attuali quanto oggi. Pensi solo ai nuovi media ed alla comunicazione politica, al problema delle fake news, al cyber bullismo…
Quanti anni ha studiato?
Lo studio è stato la parte preponderante della mia vita, ho studiato circa 24 anni, ho due lauree e un Dottorato, ma ad essere sinceri non ho mai smesso. Infatti continuo a frequentare seminari , l’ultimo sull’islamismo, e a studiare per preparare le mie lezioni e non perdere il passo. Senza contare che adesso sono anche costretta ad aggiornarmi sulle Biotecnologie.
Dove insegna?
Attualmente insegno presso l’Università Telematica Pegaso.
Dove ha insegnato?
In passato ho insegnato all’Università di Bologna, dove ho conseguito il Phd, ma ho tenuto numerosi corsi di formazione e seminari in giro per l’Italia e alcuni anche all’estero.
Cosa le piace di più degli studenti?
La cosa che amo più degli studenti, sia di ieri che di oggi, è l’entusiasmo intellettuale con il quale si approcciano a chiunque riesca a solleticare la loro curiosità. Ti trascinano nel loro mondo, nella loro visione che è per forza altra rispetto alla tua, e ti consentono di osservare da un’angolazione diversa processi che tu magari sono anni che indaghi, ma non avevi mai osservato da quel punto di vista. Gli studenti di oggi poi, combattono contro un futuro assolutamente incerto, nebuloso, spesso sono addirittura derisi da una politica che ha definitivamente rotto il patto tra generazioni, eppure non si arrendono, continuano a studiare, a specializzarsi, a migrare in cerca del loro spazio e della loro realizzazione. Mediamente sono molto più competenti di quello che eravamo noi ed anche più flessibili, nonostante tutti li considerino una generazione incompiuta, solipsistica e debole. Io li adoro davvero. Sono eroi.
A quale associazione è iscritta?
Sono iscritta all’Associazione EnterpriseinGirls, che reputo assolutamente fantastica poiché aiuta noi donne a fare rete, a scambiarci pareri e consulenze, a sostenerci nella difficoltà che è oggi fare impresa al femminile. La nostra presidentessa Francesca Vitelli è un vero vulcano, nessuna meglio di lei interpreta l’assioma “di lava e d’acciaio”. Organizza eventi interessantissimi anche da un punto di vista culturale e ci stimola costantemente al confronto.
Si racconti in cinque righe
Sono una donna, molto fortunata, che nella vita, come disse Frost, ha sempre seguito le strade meno frequentate, strade che l’hanno condotta a svolte fantastiche ed impreviste; sono una studiosa, sono un’imprenditrice, sono una mamma. Ho fatto un sacco di errori che però si sono rivelati i miei successi più grandi, sono entusiasta e caparbia e sono una femminista feroce. Sono sempre in prima linea, sono sincera e generosa. Sono entusiasta della vita e del cambiamento.
Come funziona il suo apparecchio?
Il nostro apparecchio ha sviluppato una nuova metodica che con il semplice esame della VES porta ad identificare eventuali patologie in un soggetto affetto, mentre fino ad oggi l’esame della Ves era aspecifico e si limitava a segnalare un’infezione in atto. Il nostro obiettivo è quindi quello, dopo l’esame della VES, di presentare al medico un’informazione precisa circa il tipo di patologia riscontrata in base alla misura della velocità di eritrosedimentazione. Poichè l’indice aspecifico di una malattia, in particolar modo nelle fasi acute, è valutabile attraverso la misura della rapidità con cui le emazie sedimentano nel plasma in cui sono sospese, l’X-10 Pathology è in grado di trasformare questo indice in un dato specifico che permette al medico di formulare una diagnosi centrata e non più approssimativa come avviene attualmente. In pratica con il nostro metodo siamo in grado di identificare attraverso un semplicissimo esame del sangue, il blocco di patologie nelle quali rientra quella del paziente, oppure di monitorare il decorso delle stesse e la validità delle cure somministrate, consentendo anche un risparmio notevole in termini di tempo e costi.
Come ha iniziato?
L’inizio di questa avventura risale al 2013 e, come per quasi tutto ciò che ho fatto, è scaturito dal caso. All’epoca stavo cercando qualche progetto o idea nelle quali investire i risparmi che mi avevano lasciato i miei genitori, infatti quando ero giovane avevo studiato negli USA dove ciò era una prassi abbastanza normale. E’ stato così che mi sono imbattuta nell’idea del sig. Adelio Missaglia, il nostro inventore, e ne sono rimasta immediatamente colpita, nonostante di Biotech io non sapessi veramente nulla. Quando ho conosciuto lui ho capito che mi piaceva anche come persona e mi sono lanciata, ho messo le ali e sono diventata un Angel.