Come era facilmente intuibile è arrivata la vittoria di Macron contro Le Pen. Da sottolineare alcuni dati importantissimi.
Primo fra tutti la fortissima astensione del popolo francese, soprattutto quello appartenente alla cosiddetta sinistra estrema. Il popolo di Melenchon ha preferito rimanere a casa durante il secondo turno.
La seconda osservazione da fare è la conferma elettorale del cosiddetto fronte repubblicano.
Già come era successo in passato infatti tutti i partiti si sono schierati contro il Front National, per impedire che esso potesse andare al governo.
Pure gli elettori di destra HANNO PREFERITO VOTARE Macron, nonostante la candidata a Presidente del Front National avesse tentato in tutti i modi di avvicinarsi sempre di più ai discorsi di De Gaulle, nel tentativo, non riuscito, di colmare la distanza di voti con il candidato di En Marche.
La terza considerazione non scontata da constatare è il voto dei giovani.
Infatti a sorpresa la campagna elettorale di Le Pen non è riuscita a muovere dei voti di questa fascia elettorale, cosa che si riteneva abbastanza scontata alla vigilia.
I giovani francesi hanno preferito la sicurezza di Macron alla campagna elettorale populistica di Le Pen.
Ma ora concentriamoci su Macron.

Emmanuel Macron è diventato Presidente all’età di 39 anni, sostituendo l’ex Presidente Hollande.
Egli ha voluto ribadire che per la Francia si aprirà un ‘epoca nuova, sottolineando, in questo modo, anche la differenza tra lui ed il Partito Socialista.
Il suo programma si basa molto sulla flessibilità del lavoro, le frontiere aperte soprattutto la permanenza in Europa.
Emmanuel Macron si è presentato anche come il giovane politico in grado di rottamare sia destra che sinisrtra ponendosi al di sopra delle parti tradizionali francesi ed europee.
Ciò nel mondo odierno è visto in maniera molto positiva, ma il fatto di non appartenere a nessun blocco politico, dal modesto punto di chi scrive, non è un pregio.
Lo abbiamo visto molto bene con i governi tecnici in Italia, soprattutto quello di Mario Monti.
Speriamo per il bene della Francia e di tutta l’Europa che Macrom non faccia le stesse scelte economiche e politiche di Mario Monti altrimenti fra 5 anni chissà se Le Pen non vinca veramente.

Lucio Vesselli