Silvana Campodonico, di cosa si occupa nella vita?
Di molte cose: lavoro, famiglia, passioni. Amo il giardinaggio, adoro il mio bassotto a cui ho dato il nome di Schnitzel, la cotoletta viennese anche se, ad esser sinceri, assomiglia più a una salsiccia il mio Snizzy ma la passione più grande è stata la nonnità, una scoperta. Quando diventi nonna riesci a percepire le sfumature, probabilmente perché hai più esperienza, perché hai imparato a gustarti di più le cose, i momenti, le sensazioni.
A quale associazione è collegata?
Faccio parte di EnterprisinGirls (www.enterprisingirls.it) una associazione di cui ho avuto la fortuna di conoscere la presidente con cui è scattato un feeling, una immediatezza di condivisione di desideri. Una affinità elettiva ma anche una voglia di costruire e crescere insieme con persone diverse per età, carattere, lavoro, esperienze ma tutte unite da un obiettivo: valorizzare il talento, premiare la competenza. Cosa, oggi, assai rara.
Come si chiama la sua societĂ ?
Steps Accademia delle lingue
Quanti ragazzi ha fatto viaggiare?
Tantissimi! Già il solo mettere piede nel nostro ufficio significa iniziare a viaggiare. Fisicamente, poi, ragazzi e adulti viaggiano con noi da quasi 25 anni. Con Ida, la mia amica e socia quarantennale, avevamo avviato il lavoro per organizzare vacanze studio solo per i juniors, poi, ci siamo rese conto che anche gli adulti ce lo chiedevano e così ci siamo aperte a un nuovo segmento di mercato. Adesso i ragazzi che tanti anni fa sono andati all’estero con noi ci portano i loro figli, che soddisfazione!
Che tipo di viaggi sono?
Organizziamo viaggi di approfondimento linguistico per lavoro, per cultura personale, per studio. Ci sono avvocati che vogliono approfondire il linguaggio tecnico legislativo, ci sono docenti di letteratura che vogliono seguire un corso su Shakespeare, le possibilitĂ  sono infinite.
Come si svolgono?
Dipende dal tipo di viaggio, quello dei juniors è organizzato dalla A alla Z e prevede la presenza di una leader che controlla che tutto sia perfetto e vada bene. Dopo i 14 anni si può partire anche senza la leader con una delle organizzazioni estere con cui lavoriamo da sempre e che selezioniamo con molta attenzione. Dopo i 17 anni possiamo organizzare soggiorni di tutti i tipi e fatti su misura: corsi di lingua e sport acquatici, corsi di lingua e tennis o equitazione.
Quanto durano di solito?
Possono durare due settimane, mesi o anni.
Cosa le chiedono i ragazzi?
Meno di quanto chiedono i loro genitori
Cosa le chiedono i loro genitori?
La garanzia che il posto dove andranno i loro figli sia giusto e che sia rilasciato un titolo serio e valido che possa, magari, essere riconosciuto come credito. Ci chiedono che i loro figli siano inseriti in gruppi di nazionalitĂ  diversa e che le residenze abbiano il bagno in camera.
Cosa pretendono da un viaggio studio?
A volte l’impossibile! Dopo 2 settimane non si può parlare e scrivere fluentemente una lingua straniera ma bisogna essere concreti e saper guardare con uno sguardo lungo pensando anche all’incredibile esperienza di vita che si fa, l’opportunità di sviluppare capacità relazionali, diventare autonomi, confrontarsi con culture diverse dalla propria.
Cosa pretendere in generale?
Serietà e professionalità. Che ci sia un approccio positivo perché un viaggio all’estero è un momento di crescita individuale. Anche l’esperienza in famiglia è molto formativa, si è inseriti in un contesto culturale diverso.
Cosa amare della vita?
Tutto. Fin da bambina ho imparato ad amare la natura, gli animali e ogni singola, piccola cosa. Non mi aspetto molto dalla vita, quel che ricevo è un dono prezioso e questo, forse, ha fatto di me una persona felice.
E del mattino?
Il profumo dei fiori sul mio terrazzo e i riti che scandiscono e accompagnano le mie mattine: dare l’insalata alle tartarughe, curare i pesci rossi, assaporare un buon caffè e vedere un telegiornale
Cosa imparare dalla vita?
Ho imparato che niente è dovuto, gli affetti, l’amicizia e i legami in genere si costruiscono e si coltivano. Ci vuole impegno, attenzione e cura.
Lei quanti anni ha?
L’età che sento è quella di una persona giovanissima, quella anagrafica è di una settantenne ma l’avverto solo per gli acciacchi al ginocchio