Dal 20 maggio al 1 luglio 2017 il Museo della Città e del Territorio in palazzo Eroli a Narni (TR) ospiterà “Le forme del silenzio”, seconda personale di Gianluca Sità.
Sità, di origini calabresi, è un pittore Neo-simbolista che vive e opera a Roma dove ha maturato il suo percorso presso l’Accademia di Belle Arti. La mostra, patrocinata dal Comune di Narni e dalle Regioni Umbria e Calabria, si inserisce tra le iniziative culturali di Palazzo Eroli con il fine di offrire un punto di vista diverso della pittura di Sità, diventata più essenziale e metafisica, oscillante tra Mito cristiano e quello pagano. Il titolo dell’esposizione svela l’aspetto più intrinseco e intimo della sua poetica, ossia la necessità di dar vita a figurazioni essenziali viste come l’unico canale capace di svelare e carpire emozioni. La formazione di Gianluca Sità è impiantata su continui richiami alla storia dell’arte moderna e contemporanea, pertanto nelle sue opere si scorgono citazioni e omaggi più o meno espliciti a celebri maestri italiani ed internazionali. In questa occasione a Palazzo Eroli, nella sala in cui sono conservati i capolavori L’Annunciazione di Benozzo Gozzoli (1449-1452) e L’Incoronazione della Vergine del Ghirlandaio (1472-74), sarà esposto un omaggio alla pittura rinascimentale italiana. Dunque la collezione permanente di Palazzo Eroli consentirà a Sità di dialogare con il “museo”, contenitore di manufatti artistici storicizzati. Nel catalogo della mostra testi di Silvia Bordini, Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona e Roberto Sottile.

Note biografiche
É un pittore Neo simbolista. Nasce a Mammola (Rc) vive e lavora a Roma. La sua passione per questa corrente artistica, lo porta ad approfondire la ricerca su artisti quali Böcklin, Friederich, Von Stuck, Segantini. I sui lavori trovano collocamento in diverse collezioni private ed estere. La sua prima personale “L’eresia del Mito”, risale al 2005, presso il Museo Archeologico di Sarteano. Ha esposto in numerose collettive in selezionate gallerie italiane, il biennio 2017/18, lo vedrà protagonista di varie esposizioni italiane ed estere. Hanno scritto di lui, tra gli altri, Lorenzo Canova, Silvia Bordini, Robertomaria Siena, Lidia Reghini di Pontremoli, Roberto Sottile .