LunedĂŹ 15 maggio 2017 a partire dalle ore 9.00 nella Sala Protomoteca in Campidoglio si terrĂ  il convegno “Dall’occupazione delle terre alla creazione delle Cooperative Agricole e Sociali” in cui verranno sviluppate e approfondite le tematiche sull’occupazione delle terre degli anni ’40 del Novecento fino ad arrivare alle cooperative agricole e sociali dei nostri giorni.

Il convegno approfondisce le tematiche trattate nella mostra La terra come patrimonio comune – 40 anni d’impegno 1977/2017, attualmente in corso al Museo di Roma in Trastevere fino al 4 giugno 2017.

La mostra, che comprende documenti, filmati e un repertorio di circa 60 fotografie provenienti da diverse sedi territoriali e regionali, è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, dalla Legacoop Agroalimentare, dalla FLAI CGIL e dalla CIA ed è curata da Matteo Amati, Sandro Brugiotti e Riccardo Buzzanca. Servizi museali Zètema Progetto Cultura.
Il percorso inizia raccontando l’occupazione delle terre, che negli anni ‘40 ebbe un forte sviluppo con l’obiettivo di sconfiggere il latifondo attraverso l’esproprio dei terreni e l’assegnazione ai braccianti e ai contadini.
Le foto documentano, poi, gli anni che vanno dal 1977 al 1981, periodo in cui sono state fondate centinaia di cooperative, in larga maggioranza da giovani disoccupati che hanno recuperato migliaia di ettari di terreni incolti e mal coltivati, soprattutto di proprietĂ  pubblica.
Gli obiettivi erano il rilancio dell’agricoltura, il ritorno dei giovani alla terra, il miglioramento della qualità del cibo e degli alimenti, la salvaguardia del territorio e del paesaggio agrario, la creazione di fattorie educative, la promozione culturale e l’inserimento di ragazzi disabili ed emarginati.

Delle circa 2.000 cooperative di giovani, costituitesi entro l’inizio del 1980, con la partecipazione complessiva di circa 50.000 soci, oggi ne restano attive sicuramente di meno, ma non per questo si deve parlare di fallimento.

Il percorso fotografico si conclude, infatti, con le cooperative di giovani che in epoca piĂš recente hanno occupato e recuperato nuovamente le terre incolte, che si sono costituite nella terra dei fuochi, o hanno preso in gestione terreni agricoli confiscati alle mafie.