Sabato 27 maggio il prestigioso Coro del Teatro dellโ€™Opera di Roma si esibirร  alle ore 18 sul palcoscenico del Teatro di Villa Torlonia con una selezione di alcune tra le composizioni classiche e operistiche piรน affascinanti. In programma durante lโ€™evento brani realizzati da G. Faurรฉ (da Messe Basse: Sanctus, Agnus Dei; Maria, mater Gratiae mottetto op. 47 n. 2), G. Rossini (Da Petite Messe Solemnelle: Kyrie, Cum Sancto Spirito), W.A. Mozart (da Il Flauto Magico: O Isis und Orisis), L. van Beethoven (da Fidelio: O welche Lust), F. Schubert (Deutsche Tรคnze per Coro e pianoforte a 4 mani), G. Donizetti (da Don Pasquale: Che interminabile andirivieni).

Le due Messe che apriranno il concerto hanno ciascuna una propria particolaritร . La Messa Bassa (che si contrappone cioรจ al rito della Messa solenne) di Faurรฉ fu stampata nel 1907 ed รจ una composizione per sole voci femminili e organo, in cui lโ€™autore espresse pienamente la propria intima religiositร : lโ€™Agnus Dei รจ il brano piรน ambizioso della messa e rivela la grande abilitร  contrappuntistica di Faurรฉ.

Scritta nel 1863, la Petite Messe Solennelle รจ una delle ultime composizioni di Rossini e una delle poche pagine sacre del grande operista. Dodici voci di cui quattro soliste formano il piccolo organico di questa Messa, piccola ma solenne, come nota il titolo nella delicata ironia propria dellโ€™autore, che in essa propone un linguaggio musicale aperto a inedite soluzioni.

I due brani che seguiranno sono per coro maschile ed entrambi tratti da opere celebri, o meglio da due Singspiel, il tipo di melodramma con dialoghi parlati che ebbe grande sviluppo in Germania. I sacerdoti, che aprono le celebrazioni per il culto del dio Sole, invocano Iside e Osiride, in una cerimonia di chiara impronta massonica che convive con le caratteristiche gioiose e fiabesche del Flauto Magico mozartiano. Prigionieri, e infelici, sono i personaggi che intonano il coro beethoveniano dal Fidelio: โ€œO qual piacere, allโ€™aria apertaโ€, cantano mentre escono dalle loro buie celle per una scarsa ora dโ€™aria e sognano la libertร .

Le Danze tedesche di Schubert sono un suo omaggio alle melodie popolari, sapientemente trascritte e arricchite di nuove armonie. A questo genere, dedicato ad allietare le riunioni musicali fra amici, Schubert dedicรฒ molte composizioni sia corali che per pianoforte, in quellโ€™avvicinamento a unโ€™arte immediata e spontanea che avrebbe poi ispirato molti autori romantici.

Dal Don Pasquale di Donizetti il coro Che interminabile andirivieni commenta con uno spirito degno di questโ€™opera buffa lโ€™agitazione dei servitori coinvolti molto, loro malgrado, nelle novitร  di gestione della casa dopo il matrimonio del protagonista.

Lโ€™iniziativa รจ promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Dipartimento Attivitร  Culturali – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali in collaborazione con il Teatro dellโ€™Opera di Roma. Coordinamento organizzativo di Zรจtema Progetto Cultura.
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