Taranto, ruba un’autovettura: arrestato un 50enne
I Carabinieri della Stazione di Manduria (Ta) hanno arrestato, in flagranza di reato, per furto aggravato di autovettura in concorso, un 50enne, con precedenti penali per delitti contro il patrimonio, e denunciato in stato di libertà, un 28enne, incensurato, entrambi di Manduria. I militari, impegnati nei consueti servizi di controllo del territorio volti a prevenire e reprimere i reati contro il patrimonio, hanno sorpreso il 50enne, alla guida di una Fiat Uno oggetto di furto. Gli immediati accertamenti, consentivano agli operanti di accertare che il predetto, con la collaborazione del 28enne, aveva poco prima asportato l’auto ad un cittadino del posto. Il 50enne veniva dichiarato in arresto e, dopo le formalità di rito, sottoposto agli arresti domiciliari, mentre il 28enne veniva denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica del capoluogo jonico. L’autovettura, immediatamente recuperata, è stata restituita al legittimo proprietario.

Bologna, sorpreso con la droga e una lupara: in carcere un 33enne

I Carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile di San Giovanni in Persiceto hanno arrestato un trentatreenne per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione abusiva di armi. Il soggetto è finito in manette mentre si trovava all’interno della sua abitazione di Crevalcore, località che i militari dell’Arma di San Giovanni in Persiceto hanno raggiunto nel corso di un’indagine anti droga, da cui era emersa la possibilità che lo stesso fosse coinvolto nel traffico locale di sostanze stupefacenti. L’ipotesi investigativa è stata confermata dal ritrovamento di un involucro di cocaina del peso di 5,4 grammi e due bilancine di precisione che il pusher nascondeva in bagno assieme a una busta contenente un fucile a canne mozze (tipo “Lupara”), una rivoltella e diversi proiettili, a palla e pallettoni, calibro 12, dall’effetto devastante. Le armi non erano state denunciate e la loro provenienza, ancora ignota, è al vaglio degli inquirenti che stanno cercando di capire se siano state usate per commettere dei crimini violenti, poiché il trentatreenne è una persona socialmente pericolosa, facile all’ira e gravata da numerosissimi precedenti di polizia per reati contro il patrimonio e la persona. Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, l’arrestato è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Bologna.

Andria, nascondeva la droga in una palma: arrestato

Ancora un pusher nella rete dei ficcanti controlli dei militari dell’Arma di Andria, predisposti con maggiore intensità nei luoghi di aggregazione sociale e di intrattenimento. I Carabinieri della locale Compagnia, nel corso di un servizio finalizzato a reprimere il fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti, predisposto in abiti civili all’interno della Villa Comunale di Viale Gramsci, hanno arrestato un pregiudicato del luogo di 19 anni, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Lo stesso aveva individuato in un tronco di palma il proprio deposito per la droga. I militari dell’Aliquota Radiomobile, in particolare, dopo una accurata analisi delle segnalazioni di micro spaccio da parte dei cittadini andriesi all’interno del giardino comunale, si sono appostati tra gli arbusti della villa, luogo preferito per lo smercio e così hanno avuto modo di notare l’andirivieni di numerosi ragazzi (spesso giovanissimi) avvicinarsi al giovane pusher. In diverse circostanze, gli adolescenti, dopo avergli consegnato delle banconote, sono stati invitati dallo stesso ad attendere mentre si portava nei pressi di un albero di palma, dalla cui fessura del tronco prelevava gli involucri della sostanza stupefacente. Dopo diversi scambi, appurata l’attività illecita posta in essere, i militari sono usciti allo scoperto bloccando il soggetto mentre era in procinto di prelevare altre dosi dall’interno dell’albero-deposito, recuperando dalla fessura un panetto di hashish, per un peso totale di circa cinquanta grammi. Sottoposto a perquisizione, è stato trovato in possesso di un coltello a serramanico, che usava per tagliare la sostanza stupefacente sulla base delle richieste degli acquirenti, con ancora tracce di droga sulla lama, unitamente alla somma contante di 110 euro, provento dei suoi traffici. Droga, denaro e materiale rinvenuto sono stati sequestrati, mentre il giovanissimo pusher in affari, su disposizione dell’A.G., è finito agli arresti domiciliari.

Messina, cena senza voler pagare il conto: arrestato un 50enne
Nella serata di ieri i militari della Stazione di Piraino hanno arrestato un 50enne, in flagranza di reato, per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. L’uomo, dopo essersi recato presso un ristorante del luogo, e dopo aver consumato la cena, si è rifiutato di pagare il conto, inveendo contro il cuoco ed il titolare dell’esercizio, i quali, dinanzi al comportamento violento del soggetto, dovuto anche ad una forte ubriachezza, hanno richiesto l’intervento dei carabinieri.All’arrivo dei carabinieri il 50enne ha tentato di sottrarsi al controllo ma è stato arrestato immediatamente.

Verona, sgominata banda di albanesi specializzata in furti di auto e in appartamento

Fin dalle prime ore del mattino i Carabinieri della Compagnia di Peschiera del Garda (VR) stanno dando esecuzione a una serie di misure di custodia cautelare in carcere, emesse il 23 maggio scorso dal Tribunale di Verona, nei confronti di una banda di albanesi, responsabili del reato di associazione a delinquere finalizzata ai furti in appartamento e alla ricettazione di autovetture ed altri beni. Le indagini, svolte dai militari del Nucleo Operativo della Compagnia di Peschiera, hanno preso il via nel 2015 quando due albanesi furono arrestati mentre stavano rubando una BMW utilizzando attrezzature per inibire i congegni antifurto elettronici (false chiavi di autovetture distinte per marca, dotate di tecnologia in grado di violare l’immobilizzatore elettronico e il transponder, un componente elettronico che invia un codice alla centralina dell’auto e consente al motore di accendersi).

Bari, Contrasto al lavoro nero: identificati 56 braccianti

I militari della Stazione Carabinieri di Turi, con la collaborazione del personale del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Bari, hanno svolto, nei giorni scorsi, un servizio straordinario mirato al contrasto dello sfruttamento del lavoro. Le ispezioni, che hanno interessato cinque aziende agricole del territorio turese, hanno dimostrato, ancora una volta, come il lavoro sommerso sia, spesso, una realtà del tessuto socio-economico della provincia di Bari. Gli stessi Carabinieri sono rimasti colpiti dai dati acquisti: su 56 braccianti identificati, di cui solo 7 stranieri comunitari e 6 di nazionalità marocchina, 11 lavoratori, tutti di nazionalità italiana, sono risultati occupati irregolarmente. La posizione più grave che i militari hanno riscontrato è stata quella di una ditta impegnata nella raccolta delle ciliegie, presso la quale, su 11 lavoratori identificati, 6 italiani erano impiegati in nero. Ovviamente, la ditta ha dovuto chiudere i battenti. Un provvedimento, quello della sospensione dell’attività, che viene adottato quando risultano assunti irregolarmente il 20 % dei lavoratori. Caso specifico ne sono risultati più della metà. L’aspetto più allarmante è che le violazioni non riguardano sempre e solo il contratto di lavoro, ma spesso interessano anche la sicurezza stessa dei braccianti, non solo per la accertata mancanza di protezione nell’uso di attrezzature idonee, ma anche per l’ omissione nella vigilanza sanitaria. Mancanze queste che comportano inevitabili sanzioni pecuniarie e, per il titolare, la denuncia all’Autorità Giudiziaria per violazioni in materia di lavoro.