Operazione Luna nera – Sgominata associazione a delinquere dedita all’usura, estorsione e riciclaggio
Comando Provinciale Roma
Dalle prime luci dellโ€™alba, i Finanzieri del Comando Provinciale di Roma stanno eseguendo unโ€™ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale capitolino su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia nei confronti di 17 soggetti, per i reati di associazione a delinquere, usura, estorsione, abusivismo finanziario, reimpiego di capitali illeciti, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio e accesso abusivo a sistemi informatici.

In molti casi le condotte risultano aggravate dal c.d. metodo mafioso, considerata la forza intimidatrice esercitata e lo stato di assoggettamento (spesso degenerato in terrore) provocato nelle vittime.

Le indagini, condotte dagli specialisti del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Tributaria della Capitale, hanno avuto inizio nel 2013, a seguito della denuncia sporta dalla vittima di reiterate estorsioni, connesse a prestiti usurari.

In tale contesto, emergeva – sin da subito – lโ€™illecito rapporto tra un affermato imprenditore romano e due pluripregiudicati di origine campana, da tempo trasferitisi a Roma: un vero e proprio sodalizio criminale contiguo con ambienti malavitosi di stampo camorristico e โ€˜ndraghetista.

In particolare, i soggetti campani F. S. e L. B., nonchรฉ lโ€™imprenditore romano A. P. – attivamente coadiuvati da A. D. P., C. B., D. S., M. C. e I. T. – nello sviluppo di dinamiche โ€œcommerciali criminaliโ€, applicavano bieche logiche mafiose, anche con il ricorso a metodi assai violenti: โ€œ…CI DEVONO PAGARE LO STROZZO….omissisโ€ฆSTO ASPETTANDO โ€ฆomissisโ€ฆ MI METTO SULLA MOTO E LO BUTTO DI SOTTO! ….omissisโ€ฆTOCCA AMMAZZARLO!โ€โ€โ€.

Le intercettazioni hanno consentito di documentare, infatti, che il P. si rivolgeva a soggetti dallโ€™elevato spessore criminale per il recupero dei crediti vantati ed ancora non riscossi, tra cui il boss M. R., reggente della cosca di โ€˜ndrangheta R. – Z. di Cosenza ed attualmente in carcere per associazione mafiosa, attraverso cui reclutare anche un presunto killer di โ€˜ndrangheta, sicuramente piรน โ€œconvincenteโ€ in ipotesi di ulteriori ritardi nei pagamenti.

Decine le vittime delle asfissianti condotte di usura stroncate dai Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria. I malcapitati, a fronte di ingenti prestiti di denaro contante erano costretti a corrispondere tassi di interesse mensili fino al 20 %, subendo, in caso di inadempimento, gravi minacce, intimidazioni e ritorsioni anche con il ricorso alla violenza (le indagini hanno documentato, tra lโ€™altro, un caso di accoltellamento).

Il sodalizio criminale aveva la capacitร  di reclutare noti pregiudicati, tra i quali un importante esponente della famiglia C. del quartiere Tor Bella Monaca, G. C., giร  detenuto dal luglio 2016 e oggi nuovamente destinatario di ordinanza di custodia cautelare in carcere, ampiamente conosciuto alle cronache per gli ingenti traffici di droga e per i numerosi fatti di sangue verificatisi nella zona, connessi a โ€œregolamenti di contiโ€, funzionali al โ€œdominioโ€ sulle lucrose piazze di spaccio.

A tal proposito, nel corso delle investigazioni, si acquisiva un vero e proprio โ€œlibro mastro della drogaโ€, riferibile alla famiglia F. – altra organizzazione narcotrafficante romana operante a Tor Bella Monaca โ€“ nel quale erano documentati debiti per un controvalore di circa 6 milioni di euro, corrispondenti a cessioni di droga per almeno 120 kg. Nel corso delle investigazioni esperite dalle Fiamme Gialle del G.I.C.O., coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, sono emerse: (a) da un lato, la colleganza e fidelizzazione al notissimo boss M. S., la cui fama criminale veniva sovente evocata per gestire le dinamiche relazionali con altre organizzazioni malavitose ovvero per intimorire le vittime di usura o, ancora, per garantire la raccolta periodica di โ€œoboliโ€ necessari al sostentamento dei membri del gruppo campano nonchรฉ alle loro ingenti spese legali connesse a processi in corso.

A tal fine appaiono emblematiche le parole di A. P. e di G. B. che, onorati di contribuire al mantenimento del gruppo S., si premuravano di indicare i loro nomi sulle buste consegnate, affinchรฉ i S. sapessero su chi effettivamente fare affidamento: โ€œ…CHE LO MANDIAMO NOI C’รˆ SCRITTO SUL BIGLIETTINO…!!โ€. Inoltre, il P. cosรฌ ha definito, in una conversazione intercettata, M. S.: โ€œCIOรˆ QUI STIAMO PARLANDO DE…CHE รˆ IL CAPO DI ROMA! NO IL CAPO DI ROMA, IL CAPO…IL BOSS DELLA CAMORRA ROMANA!!! COMANDA!! COMANDA TUTTO LUI!!โ€; (b) dallโ€™altro, la partecipazione al gruppo criminale di unโ€™ampia โ€œarea grigiaโ€, costituta da soggetti appartenenti alla societร  civile โ€“ tra cui lโ€™avvocato M. M. del Foro di Roma e il consulente del lavoro Stefano PAGANI โ€“ che ponevano a disposizione dellโ€™organizzazione il proprio know how professionale e contribuivano alla soluzione di ogni problema tecnico e/o giuridico.

Ancora, al fine di schermare gli illeciti proventi dei numerosi fatti di usura, emergeva come il sodalizio investigato avesse elaborato un articolato schema societario, formalmente intestato a prestanome โ€“ tra cui S. P., oggi tratta in arresto – ma di fatto riferibile ad A. P. ed a F. S., costituito da tre societร  con sede nella Capitale, operanti nel settore del commercio di autovetture e nella compravendita immobiliare, nonchรฉ da unโ€™ulteriore societร  svizzera, da considerarsi la โ€œcassaforteโ€ del gruppo, alla quale attribuivano la titolaritร  di immobili ubicati a Roma, giร  offerti in garanzia per i prestiti a tassi usurari e successivamente acquisiti.

Sulla scorta dei pregnanti elementi probatori raccolti, in data odierna, su delega della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, le Fiamme Gialle del G.I.C.O. della Capitale hanno dato esecuzione a 17 misure cautelari emessa dal G.I.P. nonchรฉ sottoposto a sequestro preventivo i beni, strumento e/o profitto delle condotte criminali poste in essere per un valore complessivo di stima pari ad oltre 16,5 milioni di euro.

Contestualmente allโ€™esecuzione delle citate misure cautelari personali e reali, sono in corso di esecuzione 75 perquisizioni, con lโ€™impiego di oltre 300 Finanzieri a Roma, Napoli, Milano e Potenza.