Che teatro a Nizza. ๐Ÿ‡ซ๐Ÿ‡ท dodici morto e otto feriti. Otto feriti in modo grave, otto feriti in modo gravissimo e quattro incerti, senza un perchรฉ. Senza un perchรฉ perchรฉ i tabloid hanno parlato di attentato grave ma non si sa mai quanto grave sia stato. Perchรฉ di attentato grave si รจ parlato finora, mentre ancora si attende il giudizio della gente. Giudizio implacabile della gente che non tarderร  ad arrivare. Un goudizio che che tarderร  ad arrivare solo in tarda serata, quando tutto sarร  dimesso e quando tutto sarร  in banca e segregato. Sono arrivati sparando, questi quattro sceriffi del disordine, e sparando in Africa? No, nel Centro di Nizza dove tutto รจ al riguardo, e dove tutto รจ segregato. E dove tutto inizia laddove tutto finisce. E dove tutto non ha mai inizio. Sono arrivati sparando, dicevamo, e sono arrivati sparando come dei scriffi che non hanno ordine ne’ grado, e se ne sono andati via correndo. Correndo come dei fuggiaschi che non sanno bene cosa fare e cosa non fare, e che hanno preso in affitto la piazza di Nizza, dove tutti siamo stati. Siamo stati davvero tutti a Nizza, a riguardarci e a vedere le belle cose dei francesi e tutti abbiamo tirato un sospiro di sollievo quando i terroristi se ne sono andati. E allora ci chiediamo, quando ancora durerร  il “non sparo”?

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