Maria Cira Iacomino, che professione fa?
Bella domanda! Nasco come ballerina e coreografa e divento imprenditrice. Ho una scuola di danza “Danza&Danza” da 18 anni, un ‘impresa che produce tutù e costumi sartoriali da ballo da 5 e una linea di moda “Madal”, acronimo che ho scelto mettendo insieme le iniziali del mio nome e quello dei miei figli, da 2.
Di quale associazione fa parte?
Sono associata a EnterprisinGirls (www.enterprisingirls.it) una associazione nazionale di imprenditrici, libere professioniste e donne impegnate nel terzo settore. L’ho scelta perché sono una persona pragmatica abituata a “fare” ed EnterprisinGirls è proprio così, “fa”, mettendo insieme le persone.
Le piace il suo lavoro?
Amo la coreografia perché mi dà la possibilità di esprimermi, creare un’armoniosa dinamicità significa dare forma e fluidità a idee, pensieri, emozioni e sensazioni costruendo movimenti. Sono una persona fortunata perché provo la stessa emozione quando disegno un tutù, mentre lo immagino lo vedo già sotto le luci, so come seguirà il corpo di chi lo indosserà, che effetto farà in palcoscenico. La coreografia e l’ideazione e la creazione di un costume per una ballerina o un ballerino sono le due facce di una stessa medaglia, sono aspetti complementari. Ideare e vedere trasposta su un palcoscenico la plasticità dei corpi non mi bastava volevo anche vederli vestiti come li immaginavo nella mia mente. Un tutù è una seconda pelle e deve vestire alla perfezione un’anima. Un corpo e un’anima: questo è la danza! Amo moltissimo il mio lavoro. Io sono, per una parte significativa, il mio lavoro.
Cosa le piace della vita?
Amo stare con le persone, in mezzo alla gente, sono un animale sociale, due – tre volte all’anno mi raccolgo in solitudine per ascoltare i miei pensieri e poi mi rituffo tra allieve e allievi, fornitori e clienti.
E della sua vita?
In realtà ho pochissimo tempo da dedicare a qualsiasi cosa, mi piace stare con i figli e mi piace la danza, è la mia passione. Ho cominciato a studiarla a 9 anni per seguire mia sorella fu mia madre a spingermi, all’inizio ero recalcitrante perché preferivo le cose da maschio come le moto, ma la curiosità ebbe la meglio, sono molto curiosa, e sin dall’inizio andavo bene, così fu un colpo di fulmine.
Cosa le piace fare nella vita?
Mi verrebbe da dire lavorare, ma sembrerei una persona arida e non mi sento così, la verità è che mi piace essere produttiva, svegliarmi sapendo di avere degli impegni, organizzarmi una vita cadenzata dal lavoro
In cosa consiste il suo lavoro?
Insegnare alla scuola di danza, realizzare coreografie soprattutto di danza contemporanea, disegnare e realizzare la produzione di tutù e costumi sartoriali da ballo, disegnare e realizzare le collezioni di moda di Madal. Ovvero far affiatare team di lavoro da coordinare per far marciare le cose senza perdere di vista nulla.
Cosa le piace del ballo?
Mi piace la possibilità che la danza offre a un ballerino: l’espressione, non mi riferisco alla tecnica del movimento fine a se stesso, ma a quell’ espressione di felicità che si dipinge in volto solo danzando. È una emozione senza età che una ballerina e un ballerino si portano dentro, una vertigine che una volta provata diventa irrinunciabile, il mio corpo per sentirsi bene ha bisogno di un movimento di danza ogni giorno. La danza è un modo gioioso di vivere la vita, non amo l’interpretazione triste e drammatica della vita attraverso il ballo, mi piace l’armoniosa celebrazione della bellezza intesa come felicità delle piccole cose di tutti i giorni. La danza è l’armonia costruita con disciplina, rigore, fatica, impegno, studio e dedizione. È la ricerca personale di uno stile di vita.
È vero che la sua vita sta cambiando?
Si, cambia perché i figli crescono e devo adeguare i miei tempi anche alle loro esigenze, il lavoro è importante ma loro lo sono di più.
E come?
Facendo le capriole, riprogrammando all’occorrenza l’agenda e gli appuntamenti. Rivedendo continuamente l’ordine delle priorità. Rigore nella qualità del lavoro ma flessibilità nelle modalità organizzative.
Cosa le chiedono i suoi fan?
Mi capita che mi domandino cosa si prova ad essere un insegnante di danza, che effetto faccia sentirsi chiamare “maestra”. Rispondo che è una sensazione molto bella ma che richiede senso di responsabilità e dedizione.
Quanti alunni ha?
Attualmente nella mia scuola ne ho una settantina.

Quanti alunni ha avuto?
Negli anni almeno un migliaio
Cosa vi chiedono al momento di iscriversi?
Se da grandi faranno i ballerini e rispondo che probabilmente non accadrà ma che la danza dà tanto perché è una disciplina, ti prepara alla vita, ti dà regole e forma mentis e crescere così significa avere un quid in più, quel quid che si apprende quando ci si impegna seriamente nello sport e nel vivere con una squadra
Quanto costa al mese una scuola di ballo mediamente?
Si aggira intorno ai 100-120 euro al mese sul mio territorio e nel mio segmento di mercato
Cosa le piace del mattino?
L’aria sottile, rarefatta e l’idea del tempo che ho davanti, una intera giornata a disposizione, una promessa ricca di impegni e soddisfazioni
E della sera?
Della sera mi piace il ritorno a casa, la mia oasi, la possibilità di riposare mentalmente imponendomi di non portarmi dietro i pensieri del lavoro. Casa è casa, il luogo degli affetti e dell’altro ecco perché ho scelto di non lasciare entrare nulla che avesse a che fare con il mio lavoro.
Cosa le piace di una scuola di ballo?
Il cuore di una scuola di danza è la sala e la riconosci da quel suo odore caratteristico che non tutti possono percepire, un bouquet fatto di polvere di pece, quella che usiamo per non far scivolare le scarpette da punta, legno del pavimento e ore di esercizio. È un odore inebriante, mi piace più di un profumo. Quando torno dalle ferie estive vado a sentire il mio odore, vado a ritrovare la mia identità olfattiva.
Quale scuola di ballo consiglierebbe?
Consiglierei una scuola dove si studia bene la danza classica perché è da lì che si comincia, senza non nasce un ballerino, è la base, in particolare trovo formativa la tecnica Vaganova (tecnica di insegnamento della danza classica elaborata nel periodo dal 1917 agli anni Cinquanta a Leningrado da Agrippina Jakovlevna Vaganova, presso l’Accademia del Teatro Kirov n.d.r.)
In cosa si è specializzata?
Mi sono diplomata in danza classica e moderna e specializzata in composizione coreografica in particolare per la danza contemporanea
In cosa si dovrebbe specializzare un giovane?
Un giovane deve sempre partire dalla tecnica della danza classica per poi studiare moderno, contemporaneo e il musical. Il musical è il futuro.
Il suo piatto preferito?
Spaghetti al pomodoro, il pomodorino del piennolo Dop del Vesuvio, ovviamente. Sono nata alle pendici del Vesuvio e qui vivo.
Cosa le piace del mare?
Del mare amo il rumore e il senso di infinito, con lo sguardo cerchi di circoscrivere, concludere, dare dei limiti ma, poi, devi arrenderti all’evidenza, il mare non lo puoi contenere lo puoi solo respirare.
E della montagna?
Anche della montagna amo il rumore e con umiltà ne percepisco la maestosità, l’immensità. Per me la montagna è un vulcano, il Vesuvio, Sua Maestà il Vesuvio.
Cosa le piace fare con i suoi alunni?
Quando non insegno, in sala sono severa, cerco di fare gruppo perché è importante, mi piace conoscerli, ognuno è diverso dall’altro, parliamo e scherziamo anche.
Fate anche seminari fuori?
Sì, lo abbiamo fatto a Firenze, Maiori e Amalfi
È possibile al giorno di oggi aprire una scuola di tango?
Si, certo ci sono tanti estimatori
Cosa ama dell’Argentina?
Non ci sono stata ma me ne piace la cultura, il tango è un ballo di strada che racconta la vita
Quale è il suo ballo preferito?
Amo la danza contemporanea, mi piacciono le cose gioiose, la danza deve essere una celebrazione della bellezza
È il suo partner preferito? Ci racconti di lui.
In verità ho ballato più come solista, uno dei miei partner è stato Luigi Ferrone, uno tra i primi ballerini del San Carlo
Ultima domanda: suoi prossimi progetti.
Progetti tanti, sogni pure. Mi piacerebbe avere la direzione artistica del MAV (Museo archeologico virtuale) perché ha un auditorium all’interno dove si potrebbero organizzare delle cose davvero belle