Terrore, chiediamoci perché. Chiediamoci il perché di tanta intransigenza e tanta perverversione di fatto. E tanta intransigenza di fatto e di diritto. Il perché di tanti misfatti che ci circondano e che ci fanno stare tanto male. Chiediamoci perché 50 mila vittime al giorno vengono ammazzate in Bolivia. E senza sapere perché. Il perché viene da lontano. Chiediamoci il perché di tanto terrore nelle strade, perché la gente non fa altro che parlare di questo. Atti di terrore, atti di vicissitudini più o meno strane che si sono susseguite nel tempo, e che hanno portato al disfacimento di questa società che ancora affoga nella paura è nelle incongruenze di tutti i tempi. La gente ha paura, è questo il dato di fatto. La gente ha paura di tutto, dai robot ad altri fatti, agli attentati, che si susseguono giorno dopo giorno.
Ecco cosa succede, gli attentati si susseguono giorno dopo giorno. Mettiamo un freno alla paura, che ancora ci attanaglia, e che ci fa sentire spersi, e figli di nessuno, e figli di un tempo che non è più il nostro. E figli di un tempo che ci spaventa. Le forze dell’ordine appena sentito un misfatto su cui indagare si allertino per davvero e seriamente, che al misfatto non c’è mai fine. Perché le forze dell’ordine si sentono deboli davanti al terrorismo? Ma no, perché le forze dell’ordine tendono a riordinare pensieri e parole e sono vittime di se stesse. Con questo articolo si tende a non enfatizzare e darci un allert allert vero. Cioè aiutiamo la gente a capire e a comprendere e a reagire con processi e termini alsaziani che ci ricordano quanto siano duri i tempi di oggi che ci attanagliano ecco stringono al petto. E lo fanno per decenni. Processare, processare e processare. Questo è il consiglio.