Droga: sorpresi in un bosco intenti a recuperare 5 chili di stupefacente, cinque arresti.

I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Pomezia e quelli della Stazione di Torvaianica hanno arrestato cinque uomini, tre di origine albanese di 20, 22 e 35 anni e due italiani di 41 e 43 anni, per spaccio e detenzione ai fini di spaccio di circa 5 kg. di sostanza stupefacente di tipo hashish. Nel corso di un servizio finalizzato al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti i militari hanno notato i tre albanesi, tutti domiciliati nella località Campo Ascolano di Pomezia, mentre si addentravano con fare sospetto all’interno del bosco di via di Trigoria, ritornando dopo circa 10 minuti con una grossa busta in mano che consegnavano agli occupanti di una berlina in sosta lungo via di Trigoria. I Carabinieri insospettiti hanno deciso di controllare la berlina trovando gli occupanti, un 41enne italiano residente a Nettuno ed un 43enne italiano residente a Civitella Paganico (GR), in possesso di 5.300 euro circa. Sui sedili posteriori è stata ritrovata la busta che, poco prima, gli avevano consegnato i tre albanesi ed al suo interno sono stati rinvenuti circa 5 kg. di hashish.

I tre albanesi sono stati bloccati dai militari, a casa del 35enne domiciliato a Campo Ascolano, nascosti all’interno di una cassetta di derivazione dell’energia elettrica sono stati trovati circa 6.000 euro divisi in banconote di vari tagli ritenuti di provenienza illecita. Come disposto dall’Autorità Giudiziaria, i cinque uomini sono stati trattenuti in camera di sicurezza in attesa di processo con rito direttissimo.

Rapine: arrestati i responsabili di numerosi colpi nel Nord est
Comando Provinciale di Padova
Quasi otto mesi di indagine, svariati servizi e attività di riscontro alla fine hanno prodotto i loro frutti: smantellata una associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati contro il patrimonio, in particolare furti e rapine. Le indagini avviate il 13 gennaio 2017 per cercare gli autori della rapina alla Farmacia “All’Aquila” di San Martino di Lupari hanno permesso al team di investigatori composito da uomini del Nucleo Investigativo di Padova e della Compagna di Cittadella, in particolar modo della Stazione Carabinieri del Comune dell’alta pocanzi citato, di ricostruire l’organigramma dell’associazione, individuarne i componenti e ricostruirne le malefatte. Nella giornata di ieri i Carabinieri hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Padova nei confronti di 4 italiani di etnia sinti: cinque gli episodi contestati ai quattro, tre dei quali già sottoposti a fermo di Polizia Giudiziaria per la rapina ai danni della Farmacia “Salviati” di Grumolo delle Abbadesse dell’8 marzo 2017. Inoltre il sodalizio criminale ne aveva tentate due il 9 febbraio 2017, la tecnica impiegata, non passata inosservata agli investigatori, consisteva nell’individuare preventivamente esercizi pubblici appetibili (sia per volume di affari, sia per clientela facilmente aggredibile), successivamente, in taluni casi, nell’individuare ed asportare una vettura datata (perché di facile apertura e di facile utilizzo anche in assenza delle chiavi), da impiegare per la fase di avvicinamento all’obiettivo da colpire e per il successivo allontanamento, mentre il passaggio all’azione avveniva solo con un travisamento completo da parte dei malviventi, che, al fine di rendere più credibile la loro minaccia, agivano in gruppo, in orario tardo pomeridiano/ serale e non disdegnando l’impiego di armi da fuoco, da taglio e/o improprie.
Alle prime luci dell’alba di ieri, dopo un’attività durata qualche giorno, consistente in una attenta ricognizione delle località in cui i soggetti erano stati precedentemente localizzati ed un monitoraggio delle loro abitudini e dei loro movimenti, è scattata l’operazione, che ha visto i militari intervenire simultaneamente sui quattro obiettivi individuati, ove i quattro destinatari del provvedimento restrittivo sono stati rintracciati ed assicurati alla Giustizia.

Agroalimentare: falso Biologico, sequestrati oltre dieci quintali di concentrato di pomodoro

Il Nucleo Antifrodi Carabinieri di Salerno, nell’ambito dei controlli di specialità finalizzati al contrasto delle frodi agroalimentari, svolti nella Provincia medesima, sequestrava oltre 10 quintali di doppio concentrato di pomodoro, fraudolentemente dichiarati provenienti da agricoltura biologica, in contrasto con la vigente normativa di settore. Veniva denunciata 1 persona per frode in commercio, aggravata per l’uso di denominazioni protette (artt. 515 e 517 bis c.p.).
Tale risultato testimonia ancora una volta l’indefessa attività anticrimine dell’Arma dei Carabinieri in ambito agroalimentare; basti pensare che nel solo settore conserviero, la quantità di pomodori in scatola sequestrati dall’inizio dell’anno in corso ammonta a circa 80 tonnellate.

41enne trovato in possesso di 500gr. di cocaina: arrestato.

Nel pomeriggio di oggi i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Cirò Marina hanno proceduto all’arresto di un quarantunenne originario di Galatina (LE), pregiudicato con precedenti di polizia, trovato in possesso di 500 grammi di sostanza stupefacente del tipo cocaina.
I militari della Compagnia di Cirò Marina erano sulle sue tracce sin da ieri sera quando, in compagnia di un complice, aveva tentato di eludere un controllo lungo la statale 106. Le ricerche dell’uomo sono poi continuate durante tutta la giornata di oggi e si sono concluse nel primo pomeriggio quando una pattuglia lo ha individuato in un bar di Torre Melissa. L’uomo, innervosito dalla presenza dei militari, alla vista della pattuglia tentava di disfarsi di due involucri di plastica lanciandoli in un giardinetto adiacente al bar in cui si trovava. Notato il gesto i militari lo raggiungevano e lo fermavano prontamente sottoponendolo a perquisizione. Durante la perquisizione venivano ritrovati, occultati negli indumenti intimi, due grossi involucri di plastica trasparente contenenti sostanza stupefacente del tipo cocaina. Venivano quindi recuperati gli altri due involucri in plastica termosaldata di cui l’uomo aveva tentato di disfarsi, il tutto per un totale di 500 grammi di sostanza stupefacente del valore di più di 20.000 euro venduta al dettaglio. Espletate le formalità di rito, come disposto dal Pubblico Ministero di turno della Procura della Repubblica di Crotone, l’uomo sarà tradotto presso la casa circondariale di Crotone.

Arrestato barbone violento

Le sue urla in piena notte rimbombavano davanti all’ingresso della stazione ferroviaria di Peschiera del Garda, rivolte contro tutto e contro tutti, alimentate dai fumi dell’alcool: alcuni passanti spaventati hanno richiesto il pronto intervento dei Carabinieri, riferendo pure di aver visto che l’uomo brandiva un taglierino e tentava di aggredire chiunque. All’arrivo della pattuglia del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Peschiera del Garda il barbone ha mostrato tutta la sua aggressività contro i militari, cercando di colpirli a calci e pugni, ma è stato alla fine immobilizzato e arrestato per resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Stamane nell’aula del Tribunale di Verona la scena si è ripetuta, poiché il 47enne ungherese senza fissa dimora è andato in escandescenza, tanto che il Giudice ha dovuto sospendere l’udienza. Nel pomeriggio è giunta la sentenza di convalida dell’arresto, con ricovero presso il reparto di psichiatria dell’ospedale di Verona Borgo Trento, in vista del successivo trasferimento nel carcere di Montorio.