La cantante Silvia Tancredi continua a godersi il successo del suo esordio letterario con “La Voce e il Talent Show”, libro-saggio giunto già alla sua ristampa (edita da Albatros). Al centro, come si può intuire dal titolo, un argomento di grande attualità e su cui non si smette di dibattere.

“La musica da sempre accompagna la vita delle societĂ  e delle culture che la generano e oggi piĂą che mai siamo assistendo ad un fenomeno globale come quello del talent show che tende ad omologare ed amalgamare gusti e tendenze. In questo penso ci sentiamo tutti piĂą simili e vicini ma in fondo la diversitĂ  e il dialogo che a volte temiamo ci rafforzano profondamente” – racconta la cantante – “Ho colto l’attimo giusto e la ricerca universitaria mi ha dato l’occasione per provare ad andare a fondo e tentare di trovare le risposte, infatti il desiderio di scrivere nasce sempre dalle domande che accompagnano le mie giornate, dal mio dialogo con il mondo, dal desiderio di comprendere quali meccanismi muovono la ruota della vita”.

Simon Cowell, ideatore di X Factor, una volta disse: «Il talento è solo il punto di partenza, ma oggi non basta piĂą. Bisogna essere giovani, carismatici, glamour, appetitosi per il mercato ed interessanti per il gossip. Solo così si può sfondare nel mondo della musica». In generale, quando si parla di popular music, si fa riferimento ad un genere di larga diffusione che, grazie allo sviluppo tecnologico, è oggi caratterizzato da una globalizzazione della produzione musicale. Questo cambiamento ha spinto le case discografiche a creare nuove strategie di marketing, cercando di sfruttare al meglio un tipo di comunicazione capace di arrivare al maggior numero di persone nel minor tempo possibile: ecco spiegato perchè la tv e i Talent Show oggi rappresentano la risposta piĂą immediata e diretta per la “creazione” di nuovi prodotti discografici. Mettendo da parte l’aspetto puramente legato all’enterteinment, alla fine musica e canto come ne escono? Questo tipo di strategia mediatica ha provocato effettivamente un innalzamento della qualitĂ  del panorama musicale ed una spinta alle vendite? E’ effettivamente cresciuto l’interesse delle masse verso i prodotti musicali pubblicizzati in tv? Per dare una risposta a questi interrogativi Silvia Tancredi ha incontrato produttori, artisti e addetti ai lavori, svelando uno scenario molto complesso quanto intriso di umanitĂ . Parafrasando John Blacking, uno dei maggiori antropologi musicali, la Tancredi scopre quanto sia “Musicale l’Uomo”, riconfermando così che la musica è una disciplina che acquista significati ogni volta differenti e specifici in base al contesto ed alla societĂ  nella quale è inserita. E proprio per questa e tante altre ragioni è una materia che non può mai prescindere dall’uomo stesso e dalle sue evoluzioni.

Cantante e autrice torinese, dopo essersi diplomata in canto presso il CPM di Milano con Paola Folli, prosegue gli studi laureandosi al DAMS di Torino e poi conseguendo la Laurea Specialistica in “Storia e critica dei beni e delle culture musicali”. Nutrita la sua carriera come vocalist accanto a diversi artisti anche di fama internazionale, tra cui Flavio Boltro e Milva, che ha accompagnato durante il 57° Festival di Sanremo e nella sua successiva  tournĂ©e risale al 2010 il suo primo lavoro solistico “L’importante è crederci”, prodotto da Gigi Rivetti (Imagina Prod. /Edel), che per il suo sound internazionale ha riscosso importanti consensi da parte della stampa specializzata. Dopo essersi dedicata all’insegnamento, nel 2015 arriva l’album “In Limine” (Imagina Prod./Edel) da cui è stato estrapolato il primo singolo “The Cage”, scelto dalla regista Mirca Viola per la colonna sonora del film “Cam Girl”, con Antonia Liskova e Maria Grazia Cucinotta. Nell’ultimo periodo Silvia si è divisa fra l’Italia e gli States, esibendosi in diversi concerti in New York, oltre a partecipare come unica artista italiana al Gospel Festival presso la “Southern Baptist Church” ad Harlem.