Amore, che dire, tutto tace. E tace sul fronte dell’amore e tace sul fronte dell’Orlando. Sono Orlando, gli ho detto la prima volta che l’ho incontrata, perché non la ho riconosciuta. E non la ho riconosciuta, mia moglie, perché era troppo bella. Bello il vestito, bello il paramento, bella la pettinatura, bello perfino il trucco. Eppure io, che ero solito criticare quello che indossava, quello che metteva, quello che voleva mettersi. Anzi, non ero io a criticarla, mentre aveva il cancro – prova che ha superato brillantamente – ma era la gente che passava: e cosa ti metti, e cosa indossi, e cosa vai dicendo, e cosa ancora vai facendo. Era tutta gente strana, la definirei ora, che era ed è da galera. Pedofili, ladri, prostitut-man, me , ne sono sentito dire di tutti i colori e, alla fine, l’ho lasciata. Erano assassini di lei, sotto ricatto perenne, ed erano anche sequestratori, e non me ne sono accorto. Non me ne sono accorto perché era troppo bella, troppo soave, troppo accattivante la nostra storia. E troppo dolce. Eppure, me ne sono accorto in certe sere, quando vedevo il coltello alzarsi, e vedevo il coltello alzarsi per davvero. Ma non avevo dubbi, non avevo dubbi su quello che provava veramente, e su quello che provavo anche io. Era amore, era niente altro che amore. Forse quell’altoparlante, che avevo messo per svegliarla la mattina, era troppo per i sequestratori, che la tenevano nascosta a casa. Era troppo per tutti, e non me ne sono accorto. Non me ne sono accorto perché la violenza era troppa, in quel periodo, e troppo il modo di fare della gente, così altezzosa, così sicura di sé.
Mi stupivo che tutti alla fine della storia si travestissero da gatto, ma non c’era niente da stupirsi, perché la gente era cattiva per davvero. Era cattiva fin nel fondo dell’animo umano. E fino in fondo dell’animo aveva deposto un coltello. È l’ultima delle donne esistite per almeno cinquanta uomini, perché il coltello non lo ha nel borsino, ma lo ha nel fianco. E lo ha nel fianco a 36 anni. Come per dire “attenta, che appena ti muovi ti uccido”. Mai uccidere, si va in galera.