Manicomio, 2017. Una donna che è stata in manicomio può mandarti in manicomio. E per sempre. E per tutta la vita. E per sempre e per tutta la vita, come quando stava sotto le coperte e vi accarezzavate. Insomma, una donna che è stata in manicomio può mandarvi in manicomio anche subito. E lo farebbe per davvero, se solo sapesse come liberarvi. Sono stato con una che è stata in manicomio 19 anni, e me ne sono perdutamente innamorato. Innamorato perdutamente, ma perdutamente davvero.
E poi l’ho lasciata, come una cocotte, perché ne ero perdutamente innamorato, per una che passava per strada. Lei è caduta a terra e ha perso la memoria. E si è dimenticata mai per sempre di me. lo stesso è successo a un mio amico, all’amico di un mio amico, all’amico di un mio ancora e all’amico di un mio amico ancora. E sempre la stessa storia. Tutti che, per amore, si dimenticano di lei. Si dimenticano di lei perché si dimenticano della storia che hanno avuto, e che stanno portando avanti fino in fondo.
Fino in fondo all’amore, fino in fondo al cuore, fino in fondo all’anima. Ed ecco che lei rispunta, che rispunta per davvero, e che rispunta quando meno te lo aspetti. Quando sei a un passo dal matrimonio, quando sei a un passo da un battesimo condiviso, come è capitato a me, quando sei a un passo da un battesimo condiviso, come è capitato a un mio carissimo amico. E ti prende l’anima. E non puoi più stare senza. Sei costretto a partire, a capire, a cercare di capire dove possono averla rapita, come possono averla traviata. Come è possibile che non sia lì accanto a te, in un attimo di follia, come non possa avere la tua fede al dito, tanto è bella, dolce. Allora l’hai vista stuprata, accecata, e ancora con le ossa rotte. Ma è servito a qualcosa. È servito a farti capire che era semplicemente sequestrata. Sequestrata dal tempo, dai suoi, da quelli che aveva accanto. E che tu, per portarla al dito, avresti dovuto prima liberarla. Liberarla da tutto, e da nessuno. Perché Pinochet è così che era, era tutto, era nessuno, era tutti ed era nessuno. Eppure quella fede al dito gliela avresti proprio dovuta mettere, e così avresti dovuto fare per la madre, per i parenti, in attesa ad aspettare che chissà se questa volta è quella giusta, se questa volta è quella giusta, se con questo sta andando bene, o cose di questo genere.
Eppure neanche quella volta era andata bene, e neanche quell’eroe la aveva liberata. Eppure aveva la madre, con il cognome così altisonante, e la famiglia, con il cognome così altisonante, e amava tutto il popolo tutto e con tutto il popolo aveva scommesso forte, aveva scommesso sulla propria vita. E così era passata dalla ragione al torto, per non aver mai detto niente, niente di che, niente sulla sua famiglia. Ora siamo cinquanta, cinquanta mariti con altrettanti figli, pronti al matrimonio con lei, per liberarla, per liberarla come si devde. E siamo pronti al portarla al dito. Ma niente è come sempre, l’ombra di Pinochet è sempre alle porte.