Parigi sotto assedio. Cosa succede?
Parigi sotto assedio, cosa succede a questo bel capolavoro francese e
parigino? Cosa succede a questo bel capolavoro di città che tanto ci piace e di cui tanto andiamo fieri? Bene, scaviamo bene le ragioni
profonde di questi dissidi parigini. Nel 2007, scoppiò la rivolta de
Le Fablieaux, e scoppiò in maniera virulenta in tutta la città.
Telecamere, telegiornali, televisioni di tutto il mondo lo ripresero,
questo fenomeno, perché era virulento e aveva intaccato in maniera
totale l’ordine pubblico. Ordine pubblico in fermento per queste
ultime notizie. Ultime notizie che avevano intaccato l’opinione
pubblica fin nel profondo. Quando si parla d’amore, dice un mio amico,
e dice bene, perché nei prossimi articoli questo emergerà fin nel
profondo. Allora, eravamo rimasti che l’opinione pubblica era scossa
dalle notizie, ma sappiamo anche che questo ecatombe di periferia, è
riscoppiato nel 2011 e nel 2015. Proprio a Le Fablieaux, proprio alle
Fablieaux di cui eravamo tanto fieri, tanto era tornata la calma a
regnare. Regnava una calma imperterrita, in tutta la città, che ci
aveva reso fieri di questo evento tanto inaspettato. Inaspettato come
il fior fiore della gioventù che vi assistette, e che se ne rese
parte. Se ne rese parte perché resistette alle angherie negre e
resistette fino in fondo. Resistette fino in fondo perché era riuscito
a fare soldi con la resistenza, e a comprare qualche negozietto
sottratto di frodo. Ora, la rivolta sta riscoppiando, perché la
rivolta è sempre incoerente con se stessa, e chiama rivolta. Chiama
rivolta e ti fa pensare, e ti lascia da pensare più volte. Ti lascia
da pensare che, se sei solo e ti trovi solo a Le Fablieaux
destreggiarti, allora sei nei casini. Per farla breve, ci furono 600
mila vittime. Ora le vittime sono molte di più. Alla rivolta de Le
Fablieaux ha partecipato, nel 2015, anche Roma, e anche Londra, e
anche Berlino, e anche New York. E i “bianchi”, hanno perso la
battaglia. E l’hanno persa veramente. L’hanno persa veramente perché
la rivolta è stata negra, e non italiana. E l’hanno persa le brave
persone che vi assistevano. Tanto più erano tanti a rivolteggiarsi,
tanto più erano enormi le difficoltà incontrate dal popolo bianco.
Ora, il popolo bianco vuole i suoi conti, e vuole riavere le proprie
città in ordine. In ordine e sempre per sempre, ecco cosa vuole. Non
vuole più vedere giovani asserragliati e case sequestrate. Riusciranno
i nostri eroi? Solo il tempo ce lo dirà.