26 agosto: parliamo di terrorismo. Parliamo di terrorismo nel massimo dei sistemi. Parliamo di terrorismo per sempre e dovunque, per non avere piรน paura. Cosa succede nel mondo oggi? Dobbiamo tutto al terrorismo e al terrore, e dobbiamo tutto al nostro stato di cuore, che รจ sempre altalenante. Abbiamo avuto paura a Barcellona, a Pamplona, in giro per il mondo, perfino a Tunisi. Abbiamo avuto paura di tutto, paura del nulla, paura del vuoto. Paura di tutto e perfino del buio, ma ci mancava qualcosa, ci mancava sempre qualcosa, in fondo al cuore e in fondo alle carte. Sono morte 648 milioni di persone di terrorismo. E ancora ce ne dobbiamo rendere conto. Ce ne dobbiamo rendere conto perchรฉ, quelle 648 milioni urlano sotto la terra, e sperano di essere riesumate. Riesumate da tutto, perfino da noi stessi. Riesumate in tutto e per tutto, perfino dalle cose che facevamo e che stavamo facendo. Quando eravamo piccoli, mentre slurpavamo un gelato, mentre davamo da mangiare ai nostri piccoli. Eccoli come ci hanno messo paura: con kalashnikov e con bombe, di tutti i generi. Di tutti i generi perchรฉ, i terroristi, si sono approfittati di noi ogni giorno, e ogni giorno si sono approfittati delle cose che facevamo, e ogni giorno ci hanno terrorizzato con i loro gesti. I loro gesti per sempre iniqui, e per sempre iniqui e per sempre raccapriccianti. Ci hanno terrorizzato con i loro gesti per sempre iniqui e per sempre transitori, come non รจ transitoria la vita umana. Ora sta a noi il ragionamento: vogliamo salvarci da questo stato di cose? Sรฌ, con il no terrore: e con la campagna โ€œno terroreโ€, che si sta respirando in queste settimane anche sulle pubblicitร  dei giornali. Pubblicitร  dei giornali inficiate dai giornalisti? Mai, mai i giornalisti hanno inficiato i giornali. Ma li hanno resi e fatti grandi. Li hanno resi e fatti grandi con le loro gesta e con le loro opere. Con i loro gesti e con le loro opere che sono perpetuate nel tempo. Perpetuate nel tempo perchรฉ sono a dispaccio di tutti e di tutto, e sono a dispaccio delle cose che vedono e che vedono far fare. Insomma, lโ€™ultima parola รจ โ€œNo warโ€, in tutte le sue sfaccettature. โ€œNo warโ€, due parole per dire basta alla guerra.