Il popolo venezuelano si è recato alle urne e ha confermato il presidente uscente Maduro, simbolo da sempre del Partito Comunista venezuelano.
Per comprendere bene questa vittoria politica bisogna ripercorrere la vita di Maduro.
Il Presidente eletto, infatti, fin da giovane ha fatto parte del sindacato e ha sempre lottato per le istanze degli ultimi, membro, anche, del consiglio di amministrazione dell’azienda pubblica dei trasporti di Caracas.
Negli anni Novanta si iscrive al MVR, il partito di Hugo Chavez e nel 1998 partecipa alle elezioni presidenziali.
In questa tornata elettorale Chavez viene eletto Presidente della Repubblica democratica del Venezuela e Maduro entra nell’Assemblea Costituente.
L’Assemblea Costituente ha l’importantissimo ruolo di approvare la nuova Costituzione del Paese.
Nel 2000 entra a far parte dell’Assemblea parlamentare e nello stesso anno viene eletto Presidente del Parlamento.
Nel 2006 lascia la compagine parlamentare per entrare a far parte di quella governativa, per diventare il Capo del ministero popolare degli Affari Esteri.
La svolta nella sua carriera politica si ha con la sua elezione a Vice Presidente del Venezuela, avvenuta nel 2012.
Questa importante elezione rappresenta un avera e propria consacrazione di Maduro a leader futuro del MVR.
Non a caso, già nel 2011, il leader Ugo Chavez aveva designato Maduro come leader futuro del partito e come possibile suo successore nel caso fosse morto prematuramente.
Infatti Maduro diventa brevemente il leader del PSUV grazie ai sui rapporti con l’ala più estrema del partito e la sua lealtà verso Chavez.
Dopo la morte di Chavez, avvenuta nel 2013, Maduro diventa presidente del Venezuela ad interim e proclama che egli sarà il candidato Premier dei socialisti.
Tutto il partito mostra fedeltà al nuovo leader.
Egli vince di poco le elezionoi contro il suo sfidante Radonsky.
Ora analizziamo le posizioni politiche ed economiche di Maduro.
Egli si muove sulla stessa linea di Chavez per quanto riguarda le politiche economiche, infatti le sue posizioni vengono definite “socialiste boliviane”.
Queste posizioni estreme non hanno però giovato all’economia del Paese che è divenuta sempre più debole e soprattutto emerge una corruzione dilagante.
Maduro viene accusato di essere anche un dittatore dai suoi avversari politici, perché ha violato gli articoli 229, 2312 e 233 della Costituzione per farsi eleggere e per rimanere in carica.
Oltre a questo gli avversari politici di Maduro ritengono che ci siano stati molti brogli nelle elezioni politiche del 2013 e che questi siano stati perpetrati anche nelle elezioni del 2017.
Una figur a luci ed ombre che, nonostante tutto, ha cercato di lottare contro la povertà e corruzione, non raggiungendo, però, risultati egregi e sembrando agli occhi di molti un vero e proprio dittatore.