ACCADEMIA DI BRERA
Sala Napoleonica
5 dicembre 2017, ore 11:00

ALIGI SASSU
Catalogo ragionato dellโ€™opera sacra
a cura di Alfredo Paglione
Silvana Editoriale
Fondazione Immagine, Alfredo e Teresita Paglione

Comunicato stampa. Milano, 20 Novembre 2017

Giuseppe Bonini ed Elena Pontiggia presentano il 5 di dicembre 2017 alle ore 11:00, allโ€™Accademia di Brera, Sala Napoleonica, il Catalogo ragionato dellโ€™opera sacra di Aligi Sassu. Edito da Silvana Editoriale, curato da Alfredo Paglione, contiene saggi di Antonio Paolucci, Gianfranco Ravasi, Antonello Negri, Elena Pontiggia, Giuseppe Bonini e Bruno Forte.

Il catalogo รจ il risultato del lavoro di ricerca e coordinamento editoriale degli ultimi nove anni di Alfredo Paglione e presenta, oltre ai saggi e ai contributi critici, 500 tavole a colori sul tema del sacro di Aligi Sassu, uno dei piรน grandi interpreti dellโ€™arte del Novecento.

Dellโ€™artista, Ludovico Ragghianti ebbe a scrivere: โ€œSassu ha significato, senza clamore, nella sua vicenda, lโ€™infinita potenza dellโ€™uomo di aggiungere sempre nuove e incancellabili veritร  di poesia alla vita e alla storiaโ€. Conosciuto e amato in tutto il mondo, fu il primo artista italiano a recarsi in unโ€™ambasceria culturale nella Cina di Mao, Sassu, attraversato per tutta la vita da un fervore sociale e filosofico di grande impronta intellettuale, visse in prima persona il dramma della detenzione per le sue idee politiche. Ma visse anche amato dagli uomini e dagli artisti del suo tempo per la forza e la pulsione dei suoi soggetti e della sua pittura improntata su un acceso e straordinario cromatismo.

Dellโ€™uomo si ricordano i forti legami con i personaggi del suo tempo, da Sandro Pertini, suo grande amico, a Paolo VI, suo estimatore, a Quasimodo e allโ€™intero cenacolo di artisti e intellettuali che muovevano le arti dai primi decenni del Novecento e fino alla fine del secolo appena trascorso.

Ma perchรฉ un catalogo interamente dedicato allโ€™opera sacra di Sassu? Le ragioni non sono poche e non manca neppure il legame con lโ€™attualitร . Le opere trasmesseci da Sassu in questa direzione sono emblematiche. In particolar maniera Aligi Sassu si accostรฒ a due temi: la deposizione e la crocifissione. Cresciuto in quellโ€™arco di tempo che va fra le due guerre mondiali, lโ€™artista conosce con i suoi occhi gli orrori della guerra. Il suo Cristo Crocifisso e il suo Cristo deposto sono simboli della sofferenza dellโ€™uomo in quella societร , sono i partigiani, sono gli uomini comuni colpiti da un fato collettivo che porta con sรฉ dolore, fame, privazioni, morte. Dal punto di vista piรน strettamente pittorico Sassu declina queste opere su un piano visivo decisamente caratterizzato dal colore, quella cifra stilistica che gli รจ propria e che ha reso grande la sua pittura. Le figure sono chiuse in se stesse, attraversate dalla cupa ombra dellโ€™angoscia e della sofferenza.

Cosรฌ come scrive Antonio Paolucci nel volume, โ€œil catalogo ragionato dellโ€™opera sacra di Aligi Sassu era necessario. Necessaria la fatica che Alfredo Paglione si รจ assunto nel produrlo. Cosรฌ si puรฒ conoscere un aspetto del Novecento italiano nel percorso di un suo testimone crucialeโ€.
Sassu fu anche il solo artista che nel Novecento dipinse opere aventi come tema il Concilio di Trento. Il Consesso tridentino รจ unโ€™altra testimonianza del โ€œcredenteโ€ Aligi Sassu, cosรฌ come scrive in catalogo il Cardinale Gianfranco Ravasi, che ebbe con lโ€™artista un lungo incontro umano e spirituale.
Aligi Sassu era conosciuto per le sue idee politiche, era un uomo del suo tempo, affacciato sui grandi cambiamenti e sulle grandi ideologie politiche dellโ€™epoca che, per la prima volta, attraversavano il mondo a grande velocitร . Sassu era comunque figlio di una cultura e di una tradizione cattolico-cristiana la cui impronta conviveva perfettamente in un alveo di pensiero di fine intellettualitร . Quella stessa raffinata intellettualitร  che si ritrova in tutte le sue opere, e in particolare in quelle sacre, dove la sua visione delle cose, del mondo e della societร , trovano spazio ed espressione comune sulla tela che rappresenta un soggetto sacro ma grida il dolore dellโ€™uomo.

Le ragioni per conoscere lโ€™opera sacra di Sassu non sono solo artistiche o culturali, Sassu ha saputo, cosรฌ come tutti i grandi hanno fatto, lasciarci una grande ereditร  su cui riflettere. Lโ€™ereditร  รจ quella visione che in opere come la Deposizione del 1932, vede per la prima, e ultima volta, un fanciullo nel consesso della pietas di coloro che accolgono il corpo del Cristo deposto dalla croce.
Questo fanciullo che quasi si nasconde รจ al centro della scena ed รจ in piena contrapposizione con il corpo di Cristo abbandonato nellโ€™inconsistenza della morte.

Perchรฉ Sassu dipinge un fanciullo in questโ€™opera? Probabilmente per spingere unโ€™immagine di speranza, di futuro, qui rappresentata dal fanciullo.
โ€œA questo โ€œfanciulloโ€ รจ dedicato questo volume. Ai giovani, in particolar maniera, perchรฉ sappiano leggere nellโ€™arte una delle essenze principali della vitaโ€. Cosรฌ si esprime Alfredo Paglione alla domanda sul motivo che lo ha portato a compiere questo importante lavoro di catalogazione su un artista che ha segnato la sua vita professionale e che lo ha portato, giร  in passato, a grandissime imprese come, nel 1984, allโ€™ordinamento dellโ€™antologica di Sassu a Palazzo Reale di Milano dove furono esposte 360 opere.
La presentazione del volume nella Sala Napoleonica di Brera รจ gratuita e aperta a tutti fino ad esaurimento dei posti disponibili.