Simona Recupito, di cosa si occupa nella vita?
Sono trainer e coach professionista e ho un’impresa con due socie: Oltriamo. Il nostro scopo è accompagnare le persone e le aziende al successo e la felicità attraverso l’autoconsapevolezza, la formazione e il coaching.
Cosa le piace fare di più nella vita?
Quello che ho deciso di fare: il mio lavoro a contatto con le persone. Dico spesso che ho un amore folle: quello per le persone. Da loro traggo energie e mi arricchisco, da ognuno imparo ed è questo il mio modo migliore di vivere la vita. Insieme al lavoro, poi, ci sono gli affetti e l tempo speso in loro compagnia. Quel che mi piace di più fare nella vita è “fare”, pensare e agire senza lasciarmi intorpidire. La dinamicità, la decisionalità, lo scegliere sono quel che mi guida, la vita è questo: movimento e capacità di scelta. Il tempo non messo a frutto è un delitto compiuto verso noi stessi.
Cosa ama?
Amo il mio lavoro, le persone che vogliono migliorarsi e che per questo si impegnano, si mettono in discussione, lavorano su sé stesse e guardano avanti, non amo quelle che si danno dei falsi limiti, si lamentano e quelle che si perdono in sterili polemiche. Amo il mare che mi piace in un momento particolare della giornata, al tramonto, me ne piacciono i colori, l’intensità della luce, l’odore, la mutevolezza, la calma, la forza e tutto quello di non detto che racchiude. Amo cantare e adoro la mia famiglia
Cosa odia?
Tendenzialmente non credo di esser portata all’odio, provo fastidio più che odio, l’odio è un sentimento forte che implica passione profonda e attenzione mentre nei confronti delle persone con le quali non condivido modo di vivere e di vedere la vita mi limito a prendere le distanze praticando una selezione naturale. Provo fastidio per chi si piange addosso anziché reagire, per chi non pratica la coerenza.
Cosa le piace della vita?
Della vita apprezzo le possibilità che offre. Non sempre è facile cogliere le opportunità che si incontrano lungo la strada, a volte non si vedono e a volte ci appaiono troppo difficili ma siamo sempre noi a poter decidere perciò amo la vita in quanto tale. C’è stato un momento in cui mi sono sentita lontana dal successo e dalla felicità, quel successo e quella felicità che oggi ho scelto di praticare sia nella vita che nel lavoro, toccando il fondo ho capito che la vita è bella in sé e la felicità sta nel saper trasformare un ostacolo in un nuovo inizio, quando si riesce a far questo la vita è davvero bella
Cosa ama del giornalismo?
Mi piace l’idea di condividere l’informazione, credo che la chiave per ottenere successo e felicità sia la conoscenza non solo di sé tessi ma anche di quello che accade agli altri e se il giornalismo veicola quanto accade intorno a noi in modo corretto allora, e solo allora, è uno strumento di crescita per le persone, altrimenti no, il giornalismo non dovrebbe mai prescindere dall’etica. In passato ho avuto un’esperienza da giornalista, ho diretto una testata locale, volevo dare una informazione pulita lasciando alle persone la possibilità di interpretare
Cosa le piace delle riviste di moda?
Non sono una lettrice di riviste di moda, amo il buon gusto e credo nella sobrietà e nell’eleganza, principio che mi guida anche nella scelta dei colori. Amo gli abiti colorati, direi che la moda mi piace come espressione della personalità ma non sono una fashion victim
In cosa consiste il suo lavoro?
Sono una trainer e una coach professionista. Essere coach significa stabilire una relazione con il coachee una persona che sente la necessità di raggiungere un obiettivo -di natura personale o professionale- ma avverte un ostacolo, un ostacolo di cui sente la presenza senza, spesso, riuscirne a comprendere la natura. Le persone, in questi frangenti, si trovano bloccate in una fase di stallo caratterizzata dall’incapacità ad assumere decisioni, incapacità che può derivare da una insufficiente spinta motivazionale o da una carenza di strumenti adatti a compiere tale scelta. È importante capire la vera essenza del coaching, il suo carattere relazionale, considerandolo un approccio e non come talvolta viene descritto un metodo. Una relazione in cui il coach è responsabile del processo e il coachee del risultato che si impegna a raggiungere attraverso l’introduzione nella propria vita dei cambiamenti decisi durante la sessione di coaching
Cosa le piace fare di più dietro la scrivania?
Ricerche, sono google dipendente. Il mio lavoro si nutre di ricerca e sviluppo perché è sì vero che esistono modelli e metodo ma non dimentico mai che il coaching è cosa che riguarda le persone e poiché ognuno è diverso dall’altro c’è bisogno di trovare soluzioni ad hoc. Per soddisfare i bisogni del coachee è necessario aggiornarsi continuamente e saper comunicare bene cosa sia il coaching e come possa essere utile
Quanto ha studiato per farlo?
Ho studiato due anni per approfondire coaching e training e continuo ogni giorno perché più che dai libri la conoscenza viene dalla pratica e ogni cochee è una fonte di apprendimento
Cosa ha studiato?
Economia aziendale poi, a 24 anni, mi sono fermata e ho capito che era necessario un cambiamento, sono stata una coachee sperimentando su me stessa cosa fosse il coaching e quali potessero essere i benefici da trarne e ho capito che mi piaceva, ho approfondito la materia delle scelte comportamentali e nel percorso di studi intrapreso mi sono appassionata a due temi che oggi costituiscono il focus del mio lavoro: le neuroscienze e l’intelligenza emotiva. Per ottenere successo e felicità bisogna capire come funziona il nostro cervello e sviluppare il nostro quoziente emotivo, il patrimonio che ci mette in connessione con gli altri
Si racconti in cinque righe.
Sono Simona, sono trainer e coach professionista e da un anno ho iniziato un’avventura come imprenditrice. Sono una persona aperta al cambiamento, mi ritengo intelligente, sensibile empatica e altruista, amo le cose semplici, i piccoli piaceri della vita e sono legata ai più grandi affetti che ho portato nel lavoro: Rosanna Silenti e Maddalena Maggio, le mie due socie.
Cosa ama della sua carriera?
Mi piace l’essere continuamente orientata al futuro, la dinamicità e la possibilità di un continuo arricchimento, avendo scelto di far l’imprenditrice posso gestire il mio modo di lavorare, che è esattamente quel che volevo poiché non amo le regole imposte, ho costruito il mio spazio. Mi piace potere aiutare le persone a raggiungere i loro risultati lavorando su comportamenti ed emozioni. Mi piace avere una carriera di team, non sono sola a far crescere l’azienda ma siamo in tre e per me, che credo nel lavoro di squadra, è un valore aggiunto importante.

I suoi familiari cosa le raccontano?
Con i miei familiari condivido la quotidianità, la condivisione nasce da quelle piccole cose che mi fanno sentire partecipe, sapere come sia andato il primo giorno di scuola del mio amatissimo nipotino Paolo mi rende felice. Trovo che la mia famiglia, per l’esempio che mi ha dato, sia una squadra di motivatori naturali, nella vita nessuno di loro si è mai arreso, da loro ho imparato la resilienza, sono i miei primi fan e anche se a volte fanno fatica a capire alcuni aspetti del mio lavoro non mi fanno mai mancare sostegno e incondizionato amore
Cosa le piace fare nel tempo libero?
Mi piace rilassarmi e godere delle piccole cose, amo il buon cibo, la pizza e il vino rosso. Mi piace ritagliare dei momenti di solitudine in cui ricaricare le pile e dare sfogo al pensiero creativo, le migliori ispirazioni mi vengono mentre canto perciò nel tempo libero amo ascoltare musica
Cosa ama fare quando non è molto stanca?
Mi piace andare a mangiare fuori e passeggiare, il mix perfetto è mangiare una pizza, bere un buon bicchiere di vino e passeggiare sul lungomare di Napoli. Mi piace anche il trekking e quando sono in forma mi piace fare attività all’aria aperta
Cosa odia della volgarità?
Dipende cosa si intende per volgarità, in genere tendo a non giudicare perciò se mi trovo di fronte una persona volgare non tendo a darne un giudizio negativo ma se per volgarità intendiamo la mancanza di rispetto nei confronti degli altri allora mi arrabbio e intervengo per difendere l’offeso, rimanere in silenzio non è cosa per me
Cosa ama dei quotidiani?
Vale il discorso sul giornalismo, dipende da chi, cosa e come scrive.
Cosa le piace fare in generale?
Mi piace lavorare e “fare”. Credo che uno dei problemi del nostro tempo, forse di tutti i tempi, sia l’inerzia, quando siamo bloccati nelle nostre abitudini stiamo sprecando tempo. Mi piace agire anche se il farlo potrebbe condurre a scelte sbagliate, l’importante è non fermarsi mai e andare sempre avanti, sempre oltre
Cosa le piace della mondanità?
Non credo di essere particolarmente avvezza alla vita mondana, non rientra nelle mie corde, preferisco luoghi più intimi, le persone che amo in contesti intimi, d’altra parte comprendo il valore della mondanità come spinta ad agire quando dall’ammirazione per un mondo diverso da quello in cui si vive si trae ispirazione, in questo caso ne vedo l’aspetto positivo.
Dove la può incontrare il pubblico?
Mi si può incontrare agli eventi delle EnterprisinGirls e a tutti i seminari, appuntamenti e worskhop di Oltriamo (www.oltriamo.com)
Cosa è EnterprisinGirls?
È un’associazione nazionale di imprenditrici, libere professioniste e donne impegnate nel terzo settore nata tre anni fa a Napoli con lo scopo di individuare il talento e promuoverlo attraverso la creazione di un network. Mi piace e con le mie socie ne faccio parte perché è come me è una realtà che “fa” e ho modo di sperimentarlo tutti i giorni.(www.enterprisingirls.it)
Ha famiglia?
Sì, ho diverse famiglie. Quella di origine e quella di Oltriamo.
La sua famiglia si diverte con il suo lavoro?
La mia famiglia d’origine risente della lontananza e questo riduce le occasioni per poter trascorrere del tempo insieme mentre la famiglia di lavoro è sempre con me, condividiamo tutto e anche quando le cose non vanno riusciamo a trovare il modo di scherzarci su, l’ironia è una delle chiavi della felicità, siamo autoironiche e ci prendiamo in giro
Ultima domanda: quali sono i suoi prossimi progetti?
I miei prossimi progetti sono lavorativi: crescita di Oltriamo a livello nazionale. Oltre Napoli, stiamo incrementando l’attività a Roma e Milano, siamo impegnate a far conoscere i nostri servizi e a far comprendere l’importanza della formazione avvicinando le persone alle neuroscienze e all’intelligenza emotiva anche in modo divertente. Il progetto a lunga scadenza: da qui ai prossimi 10 anni far diventare Oltriamo una società con un fatturato milionario.