Natale 2018. Cosa ricorderemo di questo Natale? Di questo Natale qualcuno ricorderà gli omicidi, qualcuno ricorderà degli episodi, qualcuno ricorderà le risate. E qualcuno altro ricorderà gli atti di terrore. Atti di terrore che sono ricordati anche in libri storici del ‘900, come “Io uccido”, oppure “Ricordati che devi uccidere”, oppure ancora “Io uccido 2”, che tutti avrete letto. Ci sono anche i libri di Jumpa Lahiri a ricordarlo, anche se il passato ricorda il futuro, e devono ancora essere letti, accuratamente letti.
Accuratamente letti perché l’autrice sembra essere scevra di ogni identità, tanto è calata nel racconto terroristico attuale. I libri di Jumpa Lahiri ci raccontano tanto, ma non tanto abbastanza, perché tutto il racconto terroristico è calato nel racconto terroristico stesso, e i suoi libri ne sono testimonianza. Ci sono però altri libri storici, che parlano di terrorismo, e sono libri storici che tutt’ora abbiamo sul comodino. E sono libri storici che ci raccontano le gesta di grandi terroristi nel passato, come “Nel passato”, “Nel passato 2” o i libri di Carta Libera, che sono indipendenti, e ci raccontano le grandi gesta di uomini del passato che tentarono di bloccarli. Molto famosi sono anche quelli di Einaudi, che tutt’ora travalicheremo. Tutt’ora travalicheremo perché tutt’ora li dobbiamo travalicare per quello che hanno fatto e hanno scritto, troppo lungo sarebbe il racconto. Troppo lungo sarebbe il racconto per tutti. Ma ci soffermeremo su un fatto: la lezione di Abu Nidal fu forte nel passato, e fu davvero forte anche nel futuro. Un capo indiscusso del terrorismo internazionale? Lo vedremo. Intanto, soffermiamoci sui fatti, e iniziamo a leggere.