Maria Siricio . Che fa di bello nella vita?
Di bello faccio la pittrice, designer, artista e cerco di vivere la vita godendone i momenti piacevoli che regala senza sprecarne nessuno. La mente, gli occhi e le mani sono state, per me, fin dall’infanzia come antenne iper sensibili orientate a cercare espressioni di bellezza nella natura, nel creato e nel genio creativo umano. Un tramonto, un’alba, una distesa d’acqua, un bosco, un giardino, gli animali: colore, movimento, profondità, luce e ombra. Il mondo è una inesauribile fonte di ispirazione e di bellezza e per l’occhio che vuole coglierle scintille di bellezza si celano anche nel buio, perciò, di bello nella vita – posso rispondere – faccio questo: vivo cercando la bellezza per goderne e per interpretarla
Si racconti
Non sono brava con le parole e ancor meno lo sono nel parlare di me. Credo sia più facile raccontarmi attraverso il mio lavoro in cui si coglie il carattere e si intuiscono le diverse stagioni della vita. Nel mio atelier laboratorio creo dipinti, sculture, mobili, complementi d’arredo, gioielli. A volte essere un’artista versatile può risultare difficile da far comprendere al pubblico che fa fatica ad abbracciare tante cose diverse senza confondersi, per questo ho realizzato un nuovo sito in cui racconto e mostro, con una galleria fotografica, cosa mi piace fare (www.artedicreare.com)
Cosa le piace fare?
Amo disegnare, dipingere, viaggiare, leggere, ascoltare musica, fare sport e uscire con gli amici
Il Ministero dei Beni culturali, insieme con il ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali ha dedicato il 2018 al cibo italiano. Lei come interpreterà il cibo italiano nell’arte?
In verità lo faccio già dall’anno scorso, realizzo delle sirene, micro sculture gioiello in resina epossidica, la cui chioma è fatta con stami di zafferano. Nell’associazione di cui faccio parte, EnterprisinGirls, (associazione nazionale di imprenditrici, libere professioniste e donne del Terzo settore ndr www.enterprisingirls.it) tra le associate c’è una produttrice di zafferano che coltiva il suo prodotto sul Vesuvio, mi piaceva l’idea di dare una connotazione forte e originale alle mie sirene e così ho sperimentato il modo di utilizzare gli stami delicati per farli diventare una chioma fiammeggiante, una Partenope che vive in simbiosi con il Vesuvio. Allo sirene con lo zafferano aggiungerò, a breve, altri gioielli realizzati con le fibre del fico d’india
È vero che sperimenta con l’arte?
Verissimo, per me non potrebbe esistere arte senza sperimentazione, l’arte è la scoperta di emozioni e scenari e ogni scoperta necessita di sperimentazione altrimenti non sarebbe tale
E come?
Sperimentare significa usare tecniche miste in cui, accanto ai materiali tradizionali come la tela e i colori, se ne accostano altri come i metalli, i polimeri, le fibre naturali, le pietre, il vetro. Quando lavoro su un tema lo declino con tecniche diverse: lo dipingo su tela, ad acquerello, lo decoro su mobili e complementi d’arredo come sedie, poltrone, lampade, creo tavolini, realizzo sculture e gioielli con micro dipinti
Quindi l’arte è contaminazione?
Per alcuni sì e per altri no, per me anche. La contaminazione consente di sperimentare, osare, creare contrasti, accostare forme e consistenze in modo inaspettato e innovativo. La contaminazione è ricerca, studio, passione e dedizione e non, come qualcuno pensa, una scorciatoia per improvvisarsi artisti. È il modo in cui si arriva, il percorso che si compie per giungere a scegliere di usare materiali e tecniche miste a fare la differenza. 2 +2 fa quattro ma anche 3+1 e 4+0 lo fanno. Non è il 4 in sé quel che conta ma il come si arriva ad ottenerlo come risultato. Bisogna avere l’intelligenza di indagare la nascita di un’opera realizzata con tecniche miste, informarsi sulla vita dell’artista e nutrire interesse e curiosità per scoprire l’idea che c’è dietro. Uno dei miei artisti preferiti, Jackson Pollock, creò la tecnica del dripping, un modo per schizzare il colore sulla tela, ma il suo schizzare è ben diverso da quello di chi non avendo compiuto nessun percorso artistico prenda una tela intonsa e ci butti sopra, a casaccio, del colore
Quali sono i suoi metodi?
Se parliamo di sperimentazione il metodo che adotto è la contaminazione tra tecniche diverse e materiali differenti come, ad esempio, la pittura e l’uso della resina epossidica o il legno e l’ottone e l’alluminio o ancora la stoffa e i metalli. Se parliamo di tecniche tradizionali i metodi sono quelli imparati nel percorso di studi all’Istituto di Belle Arti prima e all’Accademia di Belle Arti e nei corsi di perfezionamento dopo: la pittura su tela, l’acquerello, la decorazione, l’incisione, la fotografia, la scultura e l’uso della resina epossidica

Un anno dedicato all’arte?
Una vita dedicata all’arte e quindi, sì, un altro anno dedicato all’arte
Come ha passato le sue vacanze di Natale 🎄?
Lavorando come una matta! Spesso i clienti dimenticano che il lavoro dell’artista richiede tempo e così, per quanto io programmi il lavoro, nel periodo di Natale finisco sempre per fare le corse. Quest’anno ho proposto le palline dipinte, anche con soggetti personalizzati, in vetro e plastica e sono piaciute molto. Che felicità quando chi me le ha ordinate, o chi passando dal negozio le ha viste e se ne è innamorato, mi ha poi mandato una fotografia dell’addobbo realizzato: sull’albero, come centrotavola, posata su un mobile
Ci racconta le sue opere?
Come dicevo raccontare non è il mio forte ma volendo individuare una caratteristica distintiva dei miei lavori direi che è nel tratto del disegno: deciso ed essenziale. Anche quando il decoro è barocco, ricco e prezioso il tratto è sempre così: deciso ed essenziale
Quali sono i suoi quadri preferiti?
È come chiedere a un bambino quale dolce preferisce! Ne ho tantissimi! È più facile, forse, parlare delle correnti pittoriche che preferisco e queste sono l’impressionismo, l’espressionismo, l’astrattismo, il dadaismo mi intriga per il suo essere molto concettuale e per l’aver messo in discussione la regola, i canoni
Quale è il suo artista 🎨 preferito?
Ne ho diversi. Tra i pittori italiani il più amato è Caravaggio per la sua complessità e la sua rivoluzionarietà, esiste lui e poi tutto il resto. Caravaggio è l’arte nella sua essenza di dolore ed estasi, ha riscritto l’arte creando un prima e un dopo di lui. Ultimamente ho anche riconsiderato Modigliani per quella sua vena malinconica che permea i volti e soprattutto lo sguardo, mi colpisce l’intensità che traspare, la forza di quello stato d’animo che oltrepassa il tempo e la materia. Tra i pittori europei amo Mark Rothko per il lavoro con il colore, amo la sua pittura astratta, tra gli americani Jackson Pollock per aver rivoluzionato il modo di dipingere, non più tele posate sul cavalletto ma sul pavimento e poi la tecnica del dripping con cui schizzava il colore sulla tela
Cosa ama?
I gatti, gli animali, la natura, le persone gentili, la musica, lo sport, l’arte, la bellezza
Cosa odia?
La maleducazione, le persone che scompaiono pensando che un rapporto personale si costruisca esclusivamente quando si ha tempo e se ne possa trarre un vantaggio, odio la crudeltà, la stupidità, l’arroganza, la prepotenza. Odio chi pensa che le persone miti siano poco intelligenti, odio l’insensibilità
Che farà domani?
Andrò nel mio atelier per preparare i bozzetti di alcune opere con cui parteciperò a una mostra collettiva che si terrà in maggio a Napoli sul tema del viaggio e del ritorno
Cosa dipingerà?
Continuerò a dipingere soggetti amati come il Vesuvio e le sirene. L’anno scorso ho iniziato un progetto importante, una trilogia dedicata alle figure femminili mitiche della mia città: Napoli. Il 2017 è stato l’anno di Partenope, con la mostra dello scorso febbraio allestita con la ricostruzione di una grotta sottomarina (http://www.enterprisingirls.com/mostra-la-danza-di-partenope-a-cura-di-enterprisingirls.htm) ho avviato un periodo dedicato all’interpretazione del lato umano, quello della donna, di Partenope dando forma e colore alla passione, l’ira, il dolore, la felicità, la curiosità, la rabbia e la gioia con dipinti, acquerelli, mobili, complementi d’arredo, decorazioni, sculture e gioielli. Ho interpretato e declinato un mito che è parte di me e del luogo in cui sono nata e ho scelto di vivere. Il 2018 sarà dedicato a interpretare, con la stessa multiforme curiosità e passione, un’altra figura femminile, altrettanto complessa e affascinante. Il mio album è pieno di schizzi, bozzetti, idee e progetti da realizzare nei prossimi mesi
Ultima domanda: i suoi prossimi progetti
Realizzare gli schizzi e i bozzetti che si affollano, giorno dopo giorno, sul mio album e allestire una mostra dedicata alla seconda figura mitica femminile, quella scelta per il 2018. Per realizzare questo progetto lavorerò, anche quest’anno, con l’Associazione EnterprisinGirls