Controlli all’aeroporto “Leonardo da Vinci” Fiumicino. Denunciate quattro persone per tentato furto all’interno dei duty-free shop.
Comando Provinciale di Roma – Fiumicino (RM), 23/02/2018 19:09
I Carabinieri della Compagnia Aeroporti di Roma, nell’ultime 24 ore, hanno denunciato quattro passeggeri per tentato furto. Si tratta precisamente di due cittadini italiani di origine campana di 24 e 25 anni, un romeno di 49 anni e un albanese di 47 anni, che sono stati sorpresi dai Carabinieri mentre stavano trafugando dei profumi e cosmetici dagli scaffali espositori dei duty-free shop ubicati all’interno dell’area internazionale dell’Aeroporto. La refurtiva, per un valore complessivo di 1.000 euro, è stata recuperata e restituita ai responsabili degli esercizi.
I Carabinieri della Compagnia Aeroporti di Roma, nel corso dei controlli nelle aree aperte al pubblico e i viali dell’aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino, hanno identificato e controllato più di 150 passeggeri, 50 autovetture ed elevato numerose violazioni al codice della strada.

Intensi controlli a Ostia: numerose persone identificate, 5 arresti e 4 denunce
Comando Provinciale di Roma – Roma, 23/02/2018 17:58
Proseguono le attività di controllo del territorio dei Carabinieri del Gruppo di Ostia finalizzati ad arginare eventuali fenomeni di illegalità diffusa e di degrado.
Solo nella giornata di ieri, lungo le strade di Ostia, sono stati predisposti numerosi posti di controllo alla circolazione stradale che hanno portato all’identificazione di 160 persone e alle verifiche svolte su 106 veicoli.
Nel corso delle attività, 3 persone sono state arrestate: si ratta di soggetti, già sottoposti ad altra misura cautelare, nei cui confronti l’Autorità Giudiziaria, condividendo le risultanze investigative prodotte dai Carabinieri, ha disposto l’aggravamento delle misure precedentemente comminate. In questo contesto, una 30enne originaria di Ostia è stata sottoposta agli arresti domiciliari per reati in materia di armi, contro il patrimonio, la persona e la Pubblica Amministrazione; barista 39enne di Casal Palocco è stato portato nel carcere di Rebibbia dove sconterà la pena di 3 anni e 9 mesi di reclusione per trasferimento fraudolento di beni aggravato dal metodo mafioso; un 29enne di origini campane, ma da tempo residente all’Infernetto, è stato portato in carcere a seguito dei ripetuti maltrattamenti posti in essere nei confronti dei propri familiari.
A seguito di mirati servizi di appostamento e osservazione attuati dai Carabinieri, ai quali non è sfuggito uno strano andirivieni di persone da una palazzina di viale Vasco de Gama, è stata arrestata una 58enne, già nota alle forze dell’ordine, che all’interno della propria abitazione aveva organizzato un piccolo market dello spaccio. Nel medesimo contesto è stato denunciato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, un 45enne di Ostia, il quale, visto dai militari transitare con fare sospetto su lungomare Paolo Toscanelli, è stato perquisito e trovato in possesso di alcune dosi di hashish. Tali dosi di droga erano state abilmente occultate all’interno delle capsule normalmente utilizzate per i farmaci.
Nel corso della nottata, il personale della Stazione di Ostia ha arrestato un pregiudicato 35enne di Ostia, in esecuzione dell’ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Roma per associazione per delinquere di stampo mafioso.
Le varie verifiche compiute dai Carabinieri hanno permesso di individuare e denunciare per furto aggravato di energia elettrica, due donne di 35 e 36 anni che, tramite la manomissione di un contatore, si erano abusivamente connesse alla rete elettrica.
Le pattuglie hanno, inoltre, rintracciato e denunciato un 54enne pregiudicato, originario della Sierra Leone, senza fissa dimora che, dal 2015, è risultato inottemperante all’Ordine di abbandonare il territorio italiano.

Esquilino – Continua la pressione dei Carabinieri sul rione
Comando Provinciale di Roma – Roma, 23/02/2018 14:03
Prosegue il giro di vite di Carabinieri nel Rione Esquilino e a farne le spese, tra gli ultimi 8 arrestati e 4 denunciati a piede libero della giornata di ieri, è stato anche Massimo Galioto, il senzatetto che 3 giorni fa è stato rinviato a giudizio per la morte dello studente americano Beau Solomon, annegato nel Tevere la sera del 30 giugno 2016.

I Carabinieri della Compagnia Roma piazza Dante, nel corso di una nuova operazione di controllo scattata nella zona, lo hanno arrestato insieme ad altre 3 persone – un cittadino polacco, uno delle Mauritius e un eritreo di età compresa tra i 32 e i 40 anni, tutti senza fissa dimora e con precedenti – mentre stavano prendendo parte ad una rissa scoppiata sotto i portici di piazza Vittorio Emanuele II. I contendenti si sono azzuffati per futili motivi, aggravati dal loro stato di ebbrezza, armati di bottiglie in vetro, minacciando anche un esercente della zona intervenuto per tentare di calmare gli animi.

Anche all’arrivo dei Carabinieri, i 4 rissanti hanno opposto una strenua resistenza, tentando di aggredirli: Galioto, in particolare, ha anche aizzato contro i militari un cane di grosse dimensioni che portava al seguito. Portati nel carcere di Regina Coeli, i quattro sono accusati di rissa, resistenza, minaccia e oltraggio a pubblico ufficiale.

Sempre nel corso dei controlli, svolti anche con la collaborazione dei Carabinieri della Compagnia Speciale e del N.A.S. di Roma, sono finiti in manette anche un cittadino nigeriano di 32 anni gravato da un ordine di carcerazione per reati inerenti gli stupefacenti, 2 cittadini del Gambia di 19 e 22 anni sorpresi a spacciare dosi di marijuana ad un loro “cliente” e una cittadina romena di 22 anni per furto di abbigliamento in un esercizio commerciale.

Altre 4 persone sono state denunciate a piede libero: in particolare, altri 2 pusher – un cittadino del Senegal di 24 anni e un cittadino eritreo di 29 anni – sorpresi in possesso di modiche quantità di droga in piazza Vittorio Emanuele II; un cittadino tunisino di 61 anni che, sempre in piazza Vittorio Emanuele II camminava con un coltello fuorilegge in tasca e un cittadino del Senegal di 24 anni che nei giardini “Nicola Calipari” stava vendendo borse con marchi contraffatti delle griffe più in voga.

Un esercizio commerciale di via Giolitti, gestito da un cittadino del Bangladesh di 36 anni, è stato chiuso per 7 giorni ai sensi dell’Art. 100 del T.U.L.P.S., su segnalazione della Stazione Carabinieri Roma piazza Dante, poiché luogo di abituale ritrovo di persone con precedenti penali e ritenute pericolose.

Durante i controlli amministrativi scattati nelle attività del Rione sono stati multati: un esercizio di vicinato di via Principe Amedeo gestito da una cittadina cinese per aver installato telecamere di sorveglianza nei locali senza averne comunicato la presenza all’Ispettorato del Lavoro di Roma; due ristoranti della stessa strada e gestiti da cittadini del Bangladesh per carenze igienico-sanitarie; un mini-market di proprietà di un 32enne del Bangladesh, invece, è stato sorpreso a vendere bevande alcoliche fuori dagli orari consentiti.
Arte: Il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale ha recuperato un’importante opera di Giorgio De Chirico, rubata nel 1972
Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale – Roma, 23/02/2018 10:35
I Carabinieri del Reparto Operativo del Comando Patrimonio Culturale (TPC), a quasi 50 anni dal furto, avvenuto a Cortina D’Ampezzo (BL) presso la residenza di un noto albergatore locale, hanno recuperato un dipinto olio su cartoncino, raffigurante “Cavallo con criniera al vento”, firmato dal Maestro Giorgio De Chirico.

Nell’ottobre 2017, durante l’attività di monitoraggio del mercato on line delle opere d’arte, i militari della Sezione Antiquariato hanno individuato, in una delle più importanti Case d’asta londinesi, l’opera del Maestro De Chirico, in procinto di essere messa in vendita, con un prezzo di partenza di 35.000 sterline, pari a circa 40.000 euro. Gli immediati approfondimenti investigativi, eseguiti anche attraverso la Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti, hanno confermato la corrispondenza dell’opera individuata con quella rubata e hanno consentito di accertare che il dipinto era stato consegnato, da un pregiudicato, alla filiale milanese della Casa d’aste di Londra che, a sua volta, ne aveva chiesto e ottenuto l’attestato di libera circolazione. Il verosimile intento era di realizzare, all’estero, un maggiore guadagno, in forza dell’importante richiesta di opere del principale esponente della pittura metafisica sul mercato internazionale. Il dipinto, che è stato rimpatriato in questi giorni, una volta esperite le formalità da parte della Procura della Repubblica di Roma, sarà restituito al legittimo proprietario che, appresa la notizia dell’ormai insperato recupero, ha manifestato ai militari il suo caloroso ringraziamento.
Droga: 9 arresti per traffico internazionale tra Italia e Filippine
Comando Provinciale di Roma – Roma, 23/02/2018 08:13
Dalle prime luci dell’alba, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Roma Trionfale stanno dando esecuzione ad un’ordinanza che dispone misure cautelari nei confronti di 9 cittadini filippini (4 in carcere e 5 agli arresti domiciliari), molti dei quali collaboratori domestici di professionisti e imprenditori romani, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Roma a seguito degli sviluppi di un’attività investigativa coordinata e diretta dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma.

I destinatari delle misure restrittive sono ritenuti responsabili dei reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti e spaccio.

L’indagine, avviata nel mese di marzo 2016, ha già determinato l’arresto di altre 6 persone, in flagranza di reato, ed il recupero di più di due chili, precisamente 2,258 kg, di shaboo, che ha costituito un sequestro record in Italia e uno dei più importanti in Europa per questo particolare tipo di sostanza stupefacente, che immessi sul mercato avrebbero fruttato più di milione di euro.

L’attività investigativa dei Carabinieri della Compagnia Trionfale ha consentito di ricostruire l’organigramma dell’associazione criminale, dal piccolo spacciatore nella Capitale fino ad arrivare al cartello nelle Filippine che inviava la sostanza stupefacente in Italia mediante aerei, con voli di linea, fino a Milano e da qui veniva trasportata a Roma da alcuni appartenenti all’organizzazione che poi rifornivano i pusher per la vendita al dettaglio a domicilio o lungo le strade.

La sostanza stupefacente Shaboo, che essendo inodore non viene rilevata dal fiuto dei cani antidroga, giungeva in Italia in bustine di plastica, avvolte nella carta carbone per eludere i controlli aeroportuali ai raggi X, custoditi all’interno di confezioni di carne in scatola, perfettamente sigillate.

I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Roma Trionfale hanno accertato che al vertice dell’organizzazione criminale, per la parte romana, vi era una donna filippina di 52 anni. Il cartello filippino si occupava di procacciare la sostanza stupefacente, inviarla in Italia monitorandone lo spaccio, ricevere il denaro provento della vendita al dettaglio, indicare agli associati in Italia nuovi canali con i quali inviare i soldi al fine di occultarne i flussi, assicurare adeguata tutela legale e giudiziaria agli associati.

Sono stati inoltre individuati e tracciati i flussi di denaro da e per le Filippine, tramite i circuiti di “money transfer”, dove venivano effettuati versamenti grazie all’utilizzo di documenti forniti da prestanomi compiacenti.

Lo Shaboo si è diffuso in Italia nella comunità filippina ma oggi sempre più consumatori sono anche italiani che si sono avvicinati a questa droga per i suoi forti effetti, cui segue una costante e forte dipendenza.

Il prezzo di un grammo di Shaboo varia tra i 350 ai 450 euro e per una dose singola ne bastano solo 100 milligrammi (0,100 grammi).

Altri termini con cui viene identificata questa droga sono “Ice”, “Shabu” (in uso nelle Filippine) e ” Crystal meth”. E’ la forma più pura della metanfetamina, ovvero cristalli, solitamente limpidi, di d-metanfetamina cloridrato (che ricordano il ghiaccio e il sale grosso). E’ una droga proveniente dalle Filippine, ma è diffusa anche in Giappone e Corea. Viene generalmente fumata per mezzo di piccole pipette di vetro, ma può anche essere iniettata, masticata, assunta tramite la pelle o se ne possono respirare i vapori riscaldandola all’interno di un recipiente di vetro. Allontanando la fonte di calore, la sostanza si solidifica e può essere riutilizzata per nuove assunzioni. L’effetto è eccitante come quello prodotto dalla cocaina, ma molto più lungo e intenso (dalle 8 alle 24 ore). Per questa caratteristica molti consumatori preferiscono questa sostanza alla cocaina. Provoca euforia, eccitamento, abbassamento dei freni inibitori, innalzamento massimo del livello di attenzione associati a inappetenza, aumento del battito cardiaco e affanno. Così come per le anfetamine, lo shaboo può causare insufficienza renale e complicazioni cardiache. A livello psicologico si sono registrati, nei consumatori abituali, casi di marcata aggressività, allucinazioni, comportamenti violenti, paranoia e umore depresso dovuti all’instaurarsi di uno stato di dipendenza.

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