Tiziana D’Aniello, cosa fa di bello nella vita?
Provo a fare diverse cose, alcune le cerco e altre arrivano. L’ultima in ordine di tempo è la presidenza della Commissione “Lavoro, nuove opportunità e fondi strutturali” dell’Ordine degli Architetti di Napoli e provincia. Bella cosa, adesso ci metteremo al lavoro, i fondi europei sono un’opportunità che non si può lasciar sfuggire.
Cosa significa bioarchitettura?
βίος è uno dei due vocaboli usati nell’antichità dai greci per identificare la vita, perciò, quando si parla di bioarchitettura ci si riferisce a un modo di progettare e costruire edifici nel rispetto di tutte le forme di vita. Ho cominciato a interessarmi a una architettura che fosse in armonia con il creato subito dopo la laurea, ma se ci rifletto, fin da piccola ho osservato l’equilibrio della natura pensando che andasse rispettato, assecondato e mai stravolto. L’architettura che mi interessa è quella che non distrugge, è un modo di concepire lo spazio in armonia con il mondo minerale, vegetale e animale, mondo quest’ultimo, di cui noi esseri umani – faremmo bene a non dimenticarlo – facciamo parte. Alle scuole medie scrissi una tesina sull’energia solare, ancora più piccola, prestavo attenzione all’alternarsi delle stagioni e dei cicli naturali, sono cresciuta con la ferma convinzione che esista un equilibrio da studiare e preservare. È questa convinzione che mi spinge ad occuparmi di efficientamento energetico, di quel modo di costruire e ristrutturare impiegando tecniche e materiali che riducano l’impiego di energia ottimizzando le risorse. Esistono edifici energivori che consumano molta, troppa, energia senza neanche garantire un elevato livello di confort. Lo spazio deve essere pensato come funzionale non può essere solo mero esercizio estetico, emozionale o promozionale per il professionista che ne firma il progetto. Lo spazio riflette l’evoluzione sociale e incarna un ‘epoca, nella nostra epoca abbiamo la possibilità di utilizzare materiali innovativi esteticamente validi che isolano, non inquinano, consentono il risparmio energetico e garantiscono un elevato livello di confort. Ecco, questa è la mia architettura, questa è la sfida per un futuro sulla cui strada porto i clienti che mi scelgono.
Cosa le piace fare nella vita?
Tante cose: ridere, ballare, vivere con le piante, recitare, cucinare e, soprattutto, sorridere. La vita mi ha insegnato che il tempo delle lacrime arriva non richiesto, quello del sorriso lo creiamo noi ed è prezioso.
Cosa ama?
Il sole, il mare, la montagna, la natura, gli animali, viaggiare, la mia professione, le persone importanti della mia vita, la musica, il teatro, la scultura, i cavalli a dondolo.
Cosa odia?
L’arroganza, l’impunità di alcune categorie di persone, l’impossibilità di far valere i propri diritti, la mancanza di competenza, l’esercizio del potere slegato dal senso di responsabilità
Cosa è per lei l’architettura?
Riuscire a plasmare lo spazio in modo armonico tenendo conto di quel che ci circonda, catturare lo spazio dandogli forma in relazione alle funzioni. Posso progettare case, uffici, negozi, scuole e in ogni caso leggerò l’ambiente in cui essi si trovano. Una buona architettura è per me quella che si fonde con l’ambiente circostante ispirando armonia. Una buona architettura è quella in cui l’energia degli elementi naturali non sia in contrasto con quella dei manufatti umani. Ogni cosa ha un’energia e perché sia in equilibrio bisogna saperla misurare, per questo motivo ho studiato per approfondire questo aspetto. L’energia riveste un ruolo non trascurabile della vita quotidiana e io ho imparato a misurarla per costruire e ristrutturare tenendone conto.
Cosa è per lei il suo lavoro?
Una parte della mia vita, curiosità costante, studio, aggiornamento.
Cosa le piace di più della sua carriera?
Che nulla sia mai uguale, ogni progetto è diverso, ho l’opportunità di considerare lo spazio e il modo in cui interpretarlo da punti di vista differenti. Mi stupisco quando ancora oggi qualche cliente si rivolge a me disperato perché per individuare una perdita d’acqua gli hanno detto che romperanno tutto e cercheranno a tentoni spicconando muri e sollevando pavimenti, sono decenni che uso la termo camera per individuare le perdite e intervenire in modo mirato, chirurgico. La possibilità di riscaldare una casa senza ricorrere ai termosifoni non è un’invenzione cinematografica per un film di fantascienza ma il ricorso a metodi e materiali alternativi. Mi piace studiare le tecniche all’avanguardia per conoscerle e applicarle, mi piace progettare il fuori e il dentro, divertendomi e facendo divertire i miei clienti scegliendo colori, parati, rivestimenti, soluzioni create ad hoc.
Ci racconti la sua biografia.
Impossibile! Non saprei da dove iniziare, volendo trovare una definizione poteri dire una persona come tante con molte passioni. Ho vissuto diverse vite e per mia fortuna sono determinata. L’amore per l’architettura mi segue in ogni vita, è una costante. L’architettura è, per me, un codice per leggere, decifrare e comprendere lo spazio così come lo sono le note per una musicista, i colori per una pittrice, la luce per una fotografa e le parole per una scrittrice. L’architettura è la cifra stilistica che ho scelto nella vita, di fianco c’è tutto il resto. Non ho avuto dubbi nello scegliere se aprire il mio studio o usare i soldi risparmiati in anni di lavoro per fare altro. TDA (https://www.facebook.com/studioTDA/)
è il mio studio professionale, il mio modo di interpretare l’architettura.
Cosa farà domani?
Domani lavorerò e poi partirò, è un periodo in cui viaggio molto prima, però, guardo le piante che rimarranno sole per un paio di giorni
E in settimana?
Lavoro, è un periodo di scadenze per gare, bandi e poi ci sono i clienti con le loro case da curare. Troverò il tempo per incontrare le associate di EnterprisinGirls (www.enterprisingirls.it) perché condivido il loro modo di lavorare in squadra, competenze diverse che non cercano la competizione.
Ultima domanda: i suoi prossimi progetti.
Progetti professionali ce ne sono tanti, alcuni già formati altri ancora in nuce ma, in verità, il progetto che mi sta a cuore è: pensare un po’ più a me stessa.