Teatro Vascello Via Giacinto Carini 78 Roma GABRIELE LAVIA

Prezzi 20 euro a persona prezzo intero, 15 euro ridotto over 65 e 12 euro under 26 e studenti universitari, ridotto 20 euro in due nostri convenzionati 065898031 – 065881021 promozione@teatrovascello.it

Dal 5 all’8 aprile 2018 (prosa) dal giovedรฌ al sabato h 21 โ€“ domenica h 18

Effimera srl

LAVIA DICE GIACOMO LEOPARDI (5-6 aprile) h 21
di e con Gabriele Lavia

“Le poesie di Leopardi sono talmente belle e profonde che basta pronunciarne il suono, non ci vuole altro. Da ragazzo volli impararle a memoria, per averle sempre con me. Da quel momento non ho mai smesso di dirle. Per me dire Leopardi a una platea significa vivere una straordinaria ed estenuante esperienza. Anche se per tutto il tempo dello spettacolo rimango praticamente immobile, ripercorrere quei versi e quel pensiero equivale per me a fare una maratona restando fermo sul posto”.
Gabriele Lavia

Lavia ‘dice Leopardi’: dice, perchรฉ non legge nรฉ interpreta, ma riversa sul pubblico, in un modo assolutamente personale nella forma e nella sostanza, le piรน intense liriche dei Canti e non solo, da A Silvia a L’Infinito, dal Canto notturno di un pastore errante dell’Asia e Il sabato del villaggio a La sera del dรฌ di festa.
I versi leopardiani ripetono che l’amore, l’intimitร  rubata ed immaginata fatta di attese e ricordo, i sogni senza sonno, le nobili aspirazioni dell’animo, le speranze che riscaldano lo spirito umano e che a volte svaniscono di fronte alla realtร , sono tutti elementi che rendono faticosa ed impegnativa la vita, ma straordinariamente degna di essere vissuta. Lavia dice Leopardi รจ un viaggio nella profonditร  dell’animo umano, un nuovo omaggio al poeta, a quella sua nuova voglia di sondare la parola e il suono in un momento della sua esistenza che si tramutรฒ in esaltante creativitร  artistica.
7 e 8 aprile 2018 | PROSA
sabato h 21 โ€“ domenica h 18
Effimera srl

IL SOGNO DI UN UOMO RIDICOLO
di Fรซdor Dostoevskij
regia Gabriele Lavia

Il sogno di un uomo ridicolo rappresenta un mondo che si รจ condannato alla sofferenza, auto-recluso, serrato e costretto in una metaforica camicia di forza, condizione e impedimento di ogni buona azione. Un momento di riflessione profonda e appassionata, in una dimensione sospesa tra fiaba nera e ricognizione psichica.

Dostoevskij concepisce Il sogno di un uomo ridicolo come un racconto fantastico, scritto intorno al 1876 e inizialmente inserito nel Diario di uno scrittore. Si tratta della storia di un uomo, abbandonato da tutti, che ripercorre in un viaggio onirico la sua vita e le ragioni per cui si รจ sempre sentito estraneo alla societร .
Gabriele Lavia in piรน momenti della sua carriera si รจ confrontato con questo testo: “La prima volta lo lessi a degli amici a 18 anni e ancora non ero un attore”, ricorda, “oggi รจ passata una vita e Il sogno รจ quasi un’ossessione. Ho scelto di rimetterlo in scena per festeggiare la nascita del Teatro della Toscana, riconosciuto Teatro Nazionale, e per riaffermare con forza come l’indifferenza, la corruzione e la degenerazione non possano essere le condizioni di vita della nostra societร .”
Giunto all’etร  di 46 anni, il protagonista de Il sogno di un uomo ridicolo decide di metter in pratica l’idea, a lungo corteggiata, del suicidio. Perรฒ, si addormenta davanti alla pistola carica. Inizia cosรฌ un sogno straordinario che lo porta alla scoperta della ‘veritร ’. Approda in un altro pianeta, del tutto simile alla Terra tranne che per l’animo dei suoi abitanti, sono puri, innocenti, e in quella purezza lui, per la prima volta, non viene additato come ridicolo. Ma il suo arrivo non รจ senza conseguenze: contamina quella gente che in poco tempo acquista tutti i difetti della societร  da cui lui proviene.
“รˆ un uomo del ‘sottosuolo’, cioรจ di quell’inferno sulla Terra abitato da dannati che vivono in cupa solitudine, indifferenza, livore, odio nei confronti degli altri”, spiega Lavia, “essi si sottomettono alle pene di questo inferno come per una fatalitร  crudele e misteriosa, e, a un tempo, conservano gelosamente un lucido senso della colpa che li condanna a vivere un’esperienza carica di esaltazione frenetica e sofferente. A differenza degli altri dannati, quest’uomo ha scoperto il segreto della bellezza e della felicitร , il segreto per ‘rimettere tutto a posto’. ‘Ama gli altri come te stesso’ ‘vecchia Veritร  che non ha mai attecchito’. E appunto nell’assurda proposta d’amore per il prossimo si trova tutta la sua ‘ridicolaggine’. Ma, attenzione, quest’uomo ridicolo รจ consapevole dell’impossibilitร  di riuscita del suo progetto, eppure nel raccontare, nel ‘predicare’ la ‘vecchia veritร ’ trova il senso piรน profondo e l’unico scopo possibile della vita: mostrare la via di salvezza agli uomini, pur sapendo che non vi รจ possibilitร  di riuscita e di vittoria.”
Il sogno di un uomo ridicolo si rivolge, dietro la finzione letteraria, alla societร  intera e ne denuncia i vizi che la allontanano dalla felicitร  fondata semplicemente sull’amore e sulla solidarietร , al posto dell’aviditร  e dell’egoismo. Sulla condivisione incondizionata anzichรฉ sulla presunzione della scienza che solo teorizza le leggi della felicitร . E questa idea di felicitร  ci riporta al messaggio evangelico, di puro amore, di Cristo, al di lร  di ogni religione e prima di ogni potere.
“Il destino ultimo dell’uomo รจ quello di realizzare una completa comunione con gli altri uomini”, conclude Lavia, “e puรฒ avvenire soltanto attraverso l’annullamento della propria individualitร  e l’amore per il prossimo. Dostoevskij vede nell’individualitร  l’origine e la causa dello spirito di separazione che c’รจ tra gli uomini e che ha trasformato la Terra in un sottosuolo.”

Intervista a Gabriele Lavia
di Matteo Brighenti

Cosa rappresenta per lei Il sogno di un uomo ridicolo?
“La prima volta lo lessi a degli amici a 18 anni e ancora non ero un attore. Oggi รจ passata una vita e Il sogno รจ quasi un’ossessione. Ho scelto di rimetterlo in scena per festeggiare la nascita del Teatro della Toscana, riconosciuto Teatro Nazionale, e per riaffermare con forza come l’indifferenza, la corruzione e la degenerazione non possano essere le condizioni di vita della nostra societร ”.
Qual รจ la forza di questo testo?
“Il sogno di un uomo ridicolo รจ forse la piรน sconcertante opera di Dostoevskij. Nella situazione paradossale di un uomo che, decidendo di suicidarsi, si addormenta davanti alla rivoltella e ‘sogna’ il suicidio e la vita dopo la morte, lo scrittore, con una partecipazione sconvolgente e appassionata ci racconta come l’umanitร  si sia rovinata per sempre. E la coscienza che l’uomo non puรฒ vivere senza individualitร  significa che la condizione umana รจ senza via d’uscita.”
Chi รจ ‘l’uomo ridicolo’?
“รˆ un uomo del ‘sottosuolo’, cioรจ di quell’inferno sulla Terra abitato da dannati che vivono in cupa solitudine, indifferenza, livore, odio nei confronti degli altri. Essi si sottomettono alle pene di questo inferno come per una fatalitร  crudele e misteriosa, e, a un tempo, conservano gelosamente un lucido senso della colpa che li condanna a vivere un’esperienza carica di esaltazione frenetica e sofferente.”
Perchรฉ รจ ‘ridicolo’?
“Perchรฉ a differenza degli altri dannati quest’uomo ha scoperto il segreto della bellezza e della felicitร , il segreto per ‘rimettere tutto a posto’. ‘Ama gli altri come te stesso’ ‘vecchia Veritร  che non ha mai attecchito’.. E appunto nell’assurda proposta d’amore per il prossimo si trova tutta la sua ‘ridicolaggine’. Ma, attenzione, quest’uomo ridicolo รจ consapevole dell’impossibilitร  di riuscita del suo progetto, eppure nel raccontare, nel ‘predicare’ la ‘vecchia veritร ’ trova il senso piรน profondo e l’unico scopo possibile della vita: mostrare la via di salvezza agli uomini, pur sapendo che non vi รจ possibilitร  di riuscita e di vittoria.”
Siamo di fronte a un uomo infelice?
“Questo non รจ il suo ‘stato naturale’, e la sua ‘naturale’ condizione non รจ la solitudine. Questi sono ‘stati’ e ‘condizioni’ culturali sopraggiunti quando la cultura della menzogna si รจ allontanata dalla natura della veritร . Ma il destino ultimo dell’uomo รจ quello di realizzare una completa comunione con gli altri uomini e puรฒ avvenire soltanto attraverso l’annullamento della propria individualitร  e l’amore per il prossimo. Dostoevskij vede nell’individualitร  l’origine e la causa dello spirito di separazione che c’รจ tra gli uomini e che ha trasformato la Terra in un sottosuolo.”

Abbonamenti
ABBONAMENTO REGALO โ‚ฌ 50,00 , 5 spettacoli a scelta programmazione prosa, musica e danza

FREE CLASSIC โ‚ฌ 90,00 10 spettacoli a scelta programmazione prosa, musica e danza

LOVE โ‚ฌ 80,00: 4 spettacoli in coppia, a scelta programmazione prosa, musica e danza

FAMILY โ‚ฌ 40,00 programmazione Vascello dei Piccoli 5 ingressi cumulabili
Il Teatro Vascello si trova nello splendido quartiere di Monteverde vicino al Gianicolo sopra a Trastevere a Roma, con i suoi 350 posti, la platea a gradinata e il palcoscenico alla greca permette un’ottima visibilitร  da ogni postazione.

Il Teatro Vascello propone spettacoli di Prosa, Spettacoli per Bambini, Danza, Drammaturgia Contemporanea, Eventi, FestivaL, Rassegne, Concerti, Laboratori

Come raggiungerci con mezzi privati: Parcheggio per automobili lungo Via delle Mura Gianicolensi, a circa 100 metri dal Teatro. Parcheggi a pagamento vicini al Teatro Vascello: Via Giacinto Carini, 43, Roma; Via Maurizio Quadrio, 22, 00152 Roma, Via R. Giovagnoli, 20,00152 Roma

Con mezzi pubblici : autobus 75 ferma davanti al teatro Vascello che si puรฒ prendere da stazione Termini, Colosseo, Piramide, oppure: 44, 710, 870, 871. Treno Metropolitano : da Ostiense fermata Stazione Quattro Venti a due passi dal Teatro Vascello
SOSTIENI LA CULTURA VIENI AL TEATRO VASCELLO

#Prosa #Danza #Musica #TeatroDanza #Performance #Readingletterari #Circo #Concerti #TeatroRagazzi #FestivaL #Eventi #Laboratori