Sono un insegnante andato in pensione dopo 42 anni di lavoro e che ha dedicato gli ultimi 12 anni alla riscoperta di uno zio misterioso.

– Cosa commemorare di Spadini?
R. In realtΓ  mio zio si chiamava Alberto Spadolini (Armando Spadini Γ¨ stato un suo maestro all’Accademia di Belle Arti di Roma, scomparso nel 1925). Spadolini viene oggi ricordato come il piΓΉ eclettico artista del secolo scorso. E’ stato infatti scenografo al Teatro degli Indipendenti di Bragaglia, decoratore al Vittoriale di Gabriele d’Annunzio, danzatore con Serge Lifar e JosΓ©phine Baker, coreografo ammirato da Marlene Dietrich e Maurice Ravel, attore con Jean Marais e Jean Gabin, regista di documentari con Django Reinhardt e Suzy Solidor, cantante con Mistinguett e Tino Rossi, pittore apprezzato da Jean Cocteau e Max Jacob, agente della Resistenza antinazista, membro dei Rosa-Croce …

– In che modo lo ha fatto?
R. Organizzando a partire dal 2005 una serie di Festival di musica francese, e Rassegne dal titolo “Cinema, danza, musica, pittura nella Parigi anni ’30”, scrivendo articoli e libri .

– Cosa le piace di questa figura?
R. Di Spadolini mi piace la voglia di vivere pienamente la sua vita. Per lui era importante viaggiare in tutto il mondo; sperimentare tutte arti; e, come dice Philippe Daverio, era l’artista piΓΉ simpatico della Parigi anni ’30.

– Cosa raccontare ai giovani?
R. Spadolini era un giovane scenografo che non si Γ¨ mai arreso. Dalla Francia venne cacciato alla fine degli anni ’20 perchΓ© non aveva un lavoro fisso. Lui testardamente volle tornare a Parigi dove ebbe successo come … danzatore e attore. Non si arrese nemmeno quando i nazisti invasero la sua Parigi nel 1940: nascose alcuni amici ebrei nel suo appartamento e lavorΓ² con la Resistenza antinazista fino alla Liberazione.

– Cosa le diceva Spadolini?
R. Avevo 20 anni quando lo andai a trovare a Parigi nell’estate 1972. Lui mi propose di visitare il Louvre e Notre Dame. Io invece volevo andare a divertirmi con delle amichette in discoteca. E cosΓ¬ lui mi sgridΓ² aspramente: “Non devi perdere tempo stupidamente, devi arricchire la tua cultura, frequentare Musei, Teatri, Mostre d’Arte … Devi diventare un’opera d’arte vivente!”

– In cosa era impegnato?
R. Alla sua morte il suo appartamento venne svaligiato e andarono persi tutti i suoi documenti, ed i suoi diari (della sua scomparsa fummo avvertiti con 3 giorni di ritardo dall’Ambasciata). Di lui non si sapeva nulla fino al 1978 quando venne ritrovato il suo Archivio in una soffitta. Oggi sappiamo che negli ultimi anni non solo dipingeva scene di danza e dipinti esoterici, ma frequentava amici di tutte le razze e di tutte le religioni: cristiani ortodossi, arabi, ebrei, buddhisti … Inoltre frequentava l’Opital de Dieu di Parigi per aiutare i piΓΉ poveri, quelli che nessuno andava mai a trovare.

– Quali sono i suoi prossimi progetti?
R. Stiamo ultimando un documentario con interviste al prof. Giordano Bruno Guerri (Presidente del Vittoriale) e al prof. Stefano Papetti (Storico dell’Arte); un documentario della durata di 60 minuti arricchito dalle musiche di Mistinguett, JosΓ©phine Baker, Edith Piaf, Charles Trenet … eseguite dalla cantante Nicoletta Fabbri e da mio fratello jazzista Stefano Travaglini.
Infine nei prossimi mesi verrΓ  pubblicato un romanzo storico che ricostruisce la riscoperta di Spadolini: “Una giornalista di New York Γ¨ incaricata di svolgere un’inchiesta su Alberto Spadolini, misterioso artista degli anni ’30, eroico e sexy come James Bond, circondato da donne affascinanti e personaggi del jet set internazionale, tra mondo dello show business e della politica, ambienti raffinati e scenari di guerra.”

“Marco Travaglini nel corso della Serata ALBERTO SPADOLINI, CINEMA, DANZA. MUSICA, PITTURA NELLA PARIGI ANNI ’30” (Riccione 2017)

Marco Travaglini
www.albertospadolini.it