Il 12. Festival Internazionale di Danza Contemporanea diretto da Marie Chouinard e organizzato dalla Biennale di Venezia, presieduta da Paolo Baratta, si inaugura nel nome di Meg Stuart, Leone doro alla carriera, resa celebre da importanti improvisation projects e autrice di assoli, coreografie densemble, installazioni site-specific ospitati anche in gallerie e mostre come Documenta X di Kassel.

Venerd穫 22 giugno al Teatro alle Tese dellArsenale alle 20.00 il riconoscimento alla carriera verr consegnato a Meg Stuart e seguir lo spettacolo Built to Last, firmato dalla stessa coreografa americana e interpretato dalla sua compagnia Damaged Goods.

Americana di New Orleans, figlia darte (i genitori sono registi teatrali), Meg Stuart si trasferisce allinizio degli anni 80 a New York dove apprende le pi羅 avanzate tecniche contemporanee ed 癡 parte attiva della scena artistica davanguardia. Ma 癡 a Lovanio, in Belgio, nel 1991, che realizza il suo primo pezzo a serata intera – Disfigure Study – per il Festival di Klapstuk; ed 癡 sempre in Europa che la carriera internazionale di Meg Stuart decolla con No Longer Readymade (1993).

Alla Biennale Meg Stuart presenta con la sua compagnia Damaged Goods, fondata a Bruxelles nel 1994, lo spettacolo Built to Last, una novit per lItalia. In Built to Last Meg Stuart lavora per la prima volta su brani musicali preesistenti, molti dei quali considerati pietre miliari della musica classica e pionieristici, ognuno in modo diverso, rispetto al proprio tempo. E Alain Franco a strutturare la drammaturgia musicale per contrasti e opposizioni, spaziando nel tempo e negli stili: da Perotinus allEroica di Beethoven al Nuovo Mondo di Dvor獺k fino a Hymnen di Stockhausen e Astronaut Anthem di Meredith Monk. Tutte registrazioni che alla fine subiscono manipolazioni e distorsioni. A sua volta, Meg Stuart costruisce Built to Last sulla tensione tra la monumentalit della musica scelta e la disinvolta leggerezza della coreografia, sulla collisione tra la cristallizzazione del tempo imposta dai brani musicali e il fluire continuo del movimento della coreografia che 癡 anche il fluire della vita. La musica 癡 una macchina del tempo per i danzatori e la coreografia 癡 il tentativo incessante delluomo di raggiungere una forma stabile, fissata nel tempo. Le cose possiedono un’obsolescenza intrinseca dice Meg Stuart – e il titolo ha un che di provocatorio. Vogliamo sempre creare cose nuove. Ma allo stesso tempo tutti abbiamo la sensazione che la fine del mondo sia vicina, e tutti ci prepariamo segretamente a questo. Triste ma vero.

Nel pomeriggio (ore 16.00, Giardino della Marceglia Arsenale) prende il via un ciclo di film che si svolger lungo tutto larco del festival (22 giugno > 1 luglio), con lungometraggi relativi non solo alla danza, ma anche al movimento, al ritmo, al corpo. Primo della serie 癡 Restless Creature di Linda Saffire e Adam Schlesinger, che colgono la figura della grande danzatrice Wendy Whelan in un momento cruciale, quando lascia il New York City Ballet, dopo quasi trentanni di carriera come prima ballerina, e muove i suoi passi al di fuori del mondo del balletto per dar vita a un proprio progetto affidato a quattro giovani coreografi. Unoccasione per ripercorrere la propria carriera artistica, mai disgiunta dalle sfide che la vita le ha posto.

IL PROGRAMMA DI VENERD 22 GIUGNO

ore 16.00 Giardino della Marceglia WENDY WHELAN: RESTLESS CREATURE (2016, 90) di Linda Saffire, Adam Schlesinger

ore 20.00 cerimonia di consegna del Leone doro alla carriera a Meg Stuart

a seguire Teatro alle Tese BUILT TO LAST (2012, 120) di Meg Stuart

Informazioni e punti vendita

La Biennale di Venezia – Ca’ Giustinian (mar.>sab., 10.00>17.00) o www.labiennale.org<http://www.labiennale.org>

Venezia Unica (P. le Roma, Lido S.M.E., Ferrovia, P.zza San Marco, Tronchetto, Rialto, Accademia, Tessera, Mestre, Dolo, Sottomarina)

Meg Stuart – Built to Last 穢 Chris Van der Burght