MATTHEW DESMOND
SFRATTATI
Miseria e profitti nelle città americane
Collana I Fari, pp. 624, euro 22, trad. Alberto Cristofori
PREMIO PULITZER 2017

Il 28 giugno l’autore sarà alla Milanesiana [Piccolo Teatro Grassi, ore 21], dove terrà una lectio magistralis all’interno dell’incontro “Variazioni sul Dubbio”. Oltre Desmond, ci saranno Michael Cunningham e Jean Echenoz. Introduzione di Ranieri Polese.

Libro vincitore di
PREMIO PULITZER 2017
NATIONAL BOOK CRITICS CIRCLE AWARD
PEN/JOHN KENNETH GALBRAITH AWARD
ANDREW CARNEGIE MEDAL FOR EXCELLENCE
CHICAGO TRIBUNE HEARTLAND PRIZE
HILLMAN PRIZE FOR BOOK JOURNALISM
Libro dell’anno per New York Times, Washington Post e Boston Globe.

In questo libro magistrale e struggente, Matthew Desmond ci conduce nelle periferie più povere d’America per raccontare la storia di otto famiglie in bilico davanti alla minaccia dello sfratto. Vanetta, Lamar, Scott e Arleen sono tutti alle prese con debiti, bambini da crescere, famiglie difficili e affitti da pagare. I loro destini sono nelle mani di Sherrena Tarver, ex-insegnante diventata nel tempo piccola imprenditrice immobiliare, e Tobin Charney, proprietario di uno dei campi caravan della città.
Tra compassione e interessi individuali, tra solidarietà e isolamento, si consuma il confronto fra chi ha paura di perdere tutto e chi, per lavoro, è costretto a chiedere loro l’impossibile.
Il fenomeno degli sfratti, fino a poco tempo fa molto raro anche in contesti estremamente poveri, è oggi all’ordine del giorno, perché la maggior parte delle famiglie spende più della metà del proprio reddito in affitti, così che la casa, bene indispensabile per la realizzazione e la prosperità di una comunità solida e serena, è passata ad essere un privilegio esclusivo delle classi più ricche e fonte di conflitto sociale, psicologico, economico.
Con una prosa vivida e intima, di incredibile forza narrativa, e un lavoro di ricerca che ha cambiato per sempre il modo di indagare la realtà sociale, Matthew Desmond ha costruito uno dei più memorabili reportage degli ultimi anni, raccontando senza riserve né pudori la storia, i volti e il futuro di chi vive dietro ai numeri e alle statistiche di disuguaglianze che non sembrano conoscere limiti. Proprio nel ricordarci che queste sofferenze sono vergognose e tutt’altro che necessarie, Desmond ci offre non solo delle soluzioni concrete ai problemi affrontati, ma una spinta positiva, vigorosa e urgente a immaginare un nuovo modello di società e un nuovo ideale comune di felicità.

“Uno dei migliori libri del 2017.” Barack Obama

“Questo libro mi ha fatto capire cosa significhi essere davvero poveri in questo Paese: è scritto benissimo, è stimolante e indimenticabile.” Bill Gates

“Dopo aver letto Sfrattati, ci si accorge di non poter avere una seria conversazione sulla povertà senza parlare del tema della casa. Questo libro è talmente importante, che non lo si può ignorare.” New York Times

Matthew Desmond è professore di Sociologia all’Università di Princeton. Dopo un dottorato nel 2010 all’Università del Wisconsin, si è unito all’Harvard Society of Fellows in qualità di Junior Fellow. È autore di quattro libri. Le sue ricerche riguardano soprattutto la povertà in America, la vita nelle metropoli, la precarietà abitativa, la politica pubblica, l’ineguaglianza razziale e l’etnografia. Ha ottenuto il MacArthur “Genius” Fellowship, il Premio American Bar Association’s Silver Gavel e il Premio William Julius Wilson Early Career. Nel 2016, è stato inserito nella lista dei 50 americani più influenti nel dibattito politico nazionale dal “New York Times”. Per Sfrattati è stato insignito nel 2017 del Premio Pulitzer e di numerosi altri riconoscimenti.

LUDMILA ULITSKAYA
IL SOGNO DI YAKOV
Collana Oceani, pp. 606, euro 24, trad. dal russo di Margherita De Michiel
L’ultimo romanzo della più grande autrice russa contemporanea.

Il 3 luglio Ulitskaya sarà alla Milanesiana [Auditorium Banco BPM, ore 21], per l’incontro “Il sogno del dubbio”. Con l’autrice ci saranno anche Andrew Sean Greer e Ali Smith. Prologo letterario di Claudia Durastanti. Concerto di Omar Sosa. Introduzione di Antonio Gnoli.

Le lettere d’amore vanno scritte a matita. Affinché la lettera non sopravviva al sentimento.

Nel bauletto di vimini lasciato da sua nonna Marusja prima di morire, Nora trova le lettere scambiate dalla donna con il suo giovane fidanzato e poi marito, Jakov. Leggendole e ricostruendo la sua storia, scopre una donna affascinante, femminista prima della rivoluzione, ballerina e comunista ardente, che non manca di esprimere con convinzione le sue idee e il suo desiderio di libertà. Ma i sogni e le ambizioni della giovane coppia crollano sotto il peso della storia sovietica. Quando Jakov viene spedito in Siberia con l’accusa di sabotaggio, anche suo figlio, il padre di Nora, gli volta le spalle. La storia del grande amore dei suoi nonni sconvolge la vita di Nora, una scenografa appassionata e indipendente che ama scegliersi amanti e progetti mentre cresce da sola suo figlio, e che ora scoprirà, a poco a poco, il potere del legame con la sua famiglia.
Ispirata dalla corrispondenza dei suoi stessi nonni, Ludmila Ulitskaya racconta con tenerezza e ironia una saga famigliare che attraversa quattro generazioni e un secolo di cultura russa, attraverso la voce di una donna indimenticabile.

“Un affresco romanzesco degno di Tolstoj.” Kerenn Elkaïm, Livres Hebdo

“Il romanzo più personale di Ludmila Ulitskaya.” Hans-Peter Kunisch, Süddeutsche Zeitung

Ludmila Ulitskaya, scrittrice e sceneggiatrice, è nata
 nel 1943 negli Urali. Si è laureata in Biologia all’Università di Mosca e ha lavorato come scienziata presso l’Istituto di Genetica. Poco prima della Perestroika ha assunto 
la direzione dell’Hebrew Theatre di Mosca (1979-1982) 
e si è dedicata alla drammaturgia. È stata la prima donna a vincere il Russian Booker Prize, nel 2001. Acclamata a livello internazionale, le sue opere sono tradotte in 20 lingue. Ha ricevuto numerosi premi in Italia (Premio Acerbi, 1998; Premio Penne, 1997 e 2006) e all’estero (Premio di Stato austriaco per la letteratura europea, 2014; Legion d’onore, 2014; Prix Medicis, 1996; nomination al Man Booker Prize, 2009). Ad oggi, Ludmila Ulitskaya è autrice di quindici romanzi (più
 di 4.500.000 copie vendute in tutto il mondo), di tre libri per bambini e di sei sceneggiature, rappresentate in molti teatri in Russia e nel mondo.

GAO XINGJIAN
PER UN NUOVO RINASCIMENTO
Collana I Fari, pp. 176 + 16 tavole illustrate, euro 20, trad. Simona Gallo
PREMIO NOBEL PER LA LETTERATURA

Il 4 luglio l’autore sarà alla Milanesiana [Gallerie d’Italia, ore 12], per l’incontro “Rinascimento e distruzione”, dove terrà una lectio magistralis. Oltre Xingjian, ci saranno Vittorio Sgarbi e Paolo Brusasco. Interverranno Marco Nereo Rotelli e Carmen Pellegrino. Letture di Sabrina Colle. Concerto di Valentino Corvino. Introduzione di Armando Besio.

“La letteratura, solo la letteratura, è in grado di rendere manifesto ciò che la politica tace e che l’ideologia non può esprimere, ossia la voce e gli autentici sentimenti di questo individuo fragile. In ogni epoca, la creazione letteraria ha origine dall’esperienza individuale di ciascuno scrittore e prosegue con la sua ricerca del senso ultimo della vita. È un percorso interminabile, un’indagine infinita che ha origine dalla necessità dell’uomo di affermare la sua esistenza, e la letteratura ne è espressione. Ognuno si pone domande differenti per cui esistono risposte di ogni sorta, domande del passato come dei nostri giorni, ma la loro attualità non è importante, come non lo sono le etichette apposte dall’epoca. Ecco perché risulta impossibile scrivere la storia della letteratura come storia della sua evoluzione, accettare le alterazioni volute dal potere politico o dovute all’usura del tempo. La letteratura può solo essere letta e riletta, e con essa possono essere tramandate di generazione in generazione l’esperienza e la conoscenza dell’uomo.”
Un libro sull’amore per la letteratura e l’arte dalla voce luminosa del premio Nobel Gao Xingjian, un inno alla libera realizzazione dell’uomo che invita a una rivoluzione della bellezza, per un nuovo Rinascimento.

Gao Xingjian è nato in Cina nel 1940; vive a Parigi dal 1988, con cittadinanza francese. Nel 2000 è stato insignito del Premio Nobel per la Letteratura. Artista poliedrico, è scrittore, pittore, drammaturgo e critico letterario, oltre che traduttore e regista teatrale e cinematografico. Tra i suoi libri editi in Italia, ricordiamo Una canna da pesca per mio nonno (2001), Per un’altra estetica(2001), La montagna dell’anima (2002), Il libro di un uomo solo (2003), Teatro (2011) e Letteratura e ideologia (2012, con Claudio Magris).