Osservazioni introduttive

L’ultimo Consiglio europeo si è svolto in un contesto di deterioramento geopolitico. È per questo motivo che ho rivolto un appello ai leader: l’UE deve darsi da fare. Per me questo significa accrescere la cooperazione militare, prepararsi agli scenari peggiori in termini di scambi commerciali e, soprattutto, cercare l’unità in ogni aspetto della cooperazione europea, migrazione e riforma della zona euro comprese. Siamo riusciti a compiere progressi su tutti questi aspetti, ma è innegabile che la strada da percorrere è ancora lunga e di certo non facile.

Abbiamo iniziato con una discussione tra i leader e il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, volta ad approfondire la cooperazione tra l’UE e la NATO. I leader hanno convenuto che l’UE deve assumersi maggiori responsabilità per la sua stessa sicurezza, innanzitutto perché è nel nostro stesso interesse, in quanto europei. Al fine di rafforzare la nostra difesa comune, l’UE incrementerà gli investimenti, lo sviluppo delle capacità e la prontezza operativa.

Vorrei menzionare qui il problema delle minacce esterne alle nostre democrazie. Il Consiglio europeo ha invitato l’alto rappresentante e la Commissione a presentare, entro dicembre, proposte concrete per una risposta coordinata dell’UE a questa sfida, in particolare ai tentativi di disinformazione da parte della Russia, di cui al momento si occupa una piccolissima squadra di comunicazione strategica del SEAE. Ciò è particolarmente importante alla luce delle indicazioni circa il ruolo svolto dalla Russia nella Brexit.

Per quanto concerne la migrazione, ho avanzato le tre seguenti proposte, che hanno ricevuto il sostegno unanime dei leader: piattaforme di sbarco al di fuori dell’Europa, un apposito strumento di bilancio nel prossimo QFP per combattere la migrazione illegale e un rafforzamento del sostegno dell’UE nei confronti della guardia costiera libica.

Abbiamo inoltre convenuto di sostenere le autorità maltesi, inviando un messaggio a tutte le navi, comprese quelle delle ONG, che operano nel Mediterraneo. Il messaggio è chiaro: rispettate la legge e non interferite con le operazioni della guardia costiera libica.

Inoltre, i leader hanno accolto la proposta franco-italiana di centri sorvegliati sul territorio dell’UE. Spetta ai governi decidere se vogliono creare questi centri. Tuttavia, qualsiasi obbligo connesso al funzionamento dei centri, ricollocazione e reinsediamento compresi, sarà assunto su base volontaria.

Da ultimo, ma non meno importante, abbiamo convenuto di erogare la prossima quota di finanziamento a favore della Turchia e di trasferire 500 milioni di EUR dei fondi destinati allo sviluppo al Fondo fiduciario dell’UE per l’Africa. I leader hanno confermato la loro volontà di elevare a un nuovo livello la nostra cooperazione con l’Africa. Ciò significa non solo maggiori finanziamenti pubblici, ma anche un nuovo quadro che favorisca la crescita degli investimenti privati. È la migliore dimostrazione delle nostre intenzioni, a dispetto delle affermazioni infondate secondo cui l’Europa intenderebbe abbandonare l’Africa. È impossibile arrestare il flusso di migranti illegali senza una stretta cooperazione con i paesi africani. Per farne una realtà ricorreremo pertanto a tutti i mezzi possibili, dalla difesa e lo sviluppo ai visti e ad altre forme di cooperazione.

Passando al Vertice euro, lo scorso ottobre, in quest’Aula, ho affermato quanto segue: “Farò tutto quanto in mio potere per adottare entro giugno le prime misure molto concrete. Se non raggiungeremo un accordo entro giugno, dirò con precisione perché non è stato possibile e chi ne è responsabile”. Oggi posso dire che i leader hanno effettivamente adottato le prime decisioni. Ciò significa un accordo su ulteriori misure per completare l’unione bancaria e rafforzare il meccanismo europeo di stabilità (MES).

In particolare, abbiamo convenuto che il MES fornirà il sostegno comune al Fondo di risoluzione unico. Di conseguenza la nostra unione bancaria diventerà molto più forte. Alcuni di voi potrebbero affermare che è troppo poco e troppo tardi, e in un certo senso avrebbero ragione. Ma il fatto è che, dopo alcuni anni di stallo, stiamo effettivamente rilanciando il processo di approfondimento dell’UEM. Per garantire che i progressi continuino, convocherò un altro Vertice euro a dicembre.

I leader hanno inoltre adottato conclusioni sulla promozione della cooperazione dell’UE in materia digitale e di innovazione, come pure di scambi commerciali.

In un contesto di crescenti tensioni commerciali, il Consiglio europeo ha sottolineato l’importanza di preservare e approfondire il sistema multilaterale disciplinato da regole. La Commissione è stata invitata a proporre un approccio globale teso a migliorare, insieme ai partner che condividono gli stessi principi, il funzionamento dell’OMC in merito ad aspetti cruciali. I leader hanno anche chiesto l’adozione della proposta sul controllo degli investimenti esteri diretti, che è di fondamentale importanza per la sicurezza delle nostre economie e dei cittadini. È ovvio, senza che sia necessario precisarlo, che la Commissione ha il pieno sostegno del Consiglio europeo per quanto riguarda la controversia commerciale con gli Stati Uniti. Sono certo che Jean-Claude approfondirà la questione.

Un ultimo punto sulla Brexit. I 27 leader hanno espresso una preoccupazione comune. Sebbene siano stati compiuti progressi in vari settori, alcuni aspetti chiave devono ancora essere concordati. Dal momento che c’è ancora molto e il tempo stringe, sono stato molto onesto nella mia valutazione, anche quando ho parlato con la prima ministra May la scorsa settimana. Prima avremo una proposta precisa del Regno Unito sulla frontiera irlandese, maggiore sarà la possibilità di finalizzare i negoziati sulla Brexit quest’anno. In termini molto semplici: non possiamo avanzare se il Regno Unito non presenta una solida soluzione di salvaguardia accettata dai nostri amici irlandesi. Attendiamo con interesse il Libro bianco del Regno Unito e ci auguriamo vivamente che apporti ai negoziati la chiarezza, il realismo e lo slancio necessari. Grazie.

Osservazioni conclusive

Una sola osservazione sulla migrazione: sono assolutamente certo che i cittadini europei si aspettano da noi azioni determinate volte a ripristinare il loro senso di sicurezza e ordine. È ciò che vogliono, non perché siano diventati xenofobi e vogliano vivere in una sorta di splendido isolamento europeo, erigendo muri contro il resto del mondo.

Vogliono un’autorità politica in grado di far rispettare la legge, proteggere il nostro territorio e le nostre frontiere. È questo infatti il primo e più importante obbligo di ogni governo.

Molti in Europa e nel mondo affermano che l’UE, o più probabilmente le nostre democrazie tradizionali, non sono in grado di proteggere efficacemente le frontiere esterne.

Questa è l’argomentazione preferita di alcuni nuovi movimenti politici, non solo in Europa, che offrono risposte semplici, radicali e invitanti alle questioni più complesse. Vogliono convincere le persone che solo uomini forti, antieuropei e con una tendenza all’autoritarismo sono in grado di arrestare la migrazione illegale.

Dobbiamo dimostrare che hanno torto. Dobbiamo adempiere il nostro obbligo politico.