ParoleΒ armateΒ ricostruisce una pagina della storia d’Italia ancora poco nota, seguendo alcune scrittrici italiane, tra cuiΒ Anna Banti, Maria Bellonci, Alba de CΓ©spedes e Natalia Ginzburg,Β eΒ ricostruendo il ruolo che hanno svolto durante la Resistenza e nell’immediato dopoguerra, continuando a combattere con l’arma della parola per una democrazia capace di calarsi fin dentro la relazione tra i due sessi. Un racconto avvincente che intreccia storia,letteratura e vita femminile. La Guerra di Liberazione, cui in Italia non Γ¨ certo mancata la partecipazione civile, ha aperto la speranza di un futuro migliore, tutto da costruire (o ricostruire), donne e uomini insieme. In quella straordinaria stagione dell’Italia, anche le donne hanno partecipato alla Resistenza, prendendo in mano la loro vita e combattendo nei modi piΓΉ diversi. Hanno sostituito gli uomini nel lavoro, hanno sostenuto le famiglie, hanno offerto solidarietΓ , rifugio e cura ai partigiani. Pur essendo attive e partecipi, non tutte hanno imbracciato le armi. Alcune di loro hanno scritto, parlato alla radio, istigato al sabotaggio, alla rivolta contro il nazifascismo: insomma hanno usato le parole come armi. La comunicazione Γ¨ stata la loro trincea.Β 

 

GiΓ  docente al Dipartimento di Filosofia di Bologna dove dal 2013 al 2016 ha dato vita a un Corso istituzionale sulla violenza contro le donne, Valeria P. Babini si Γ¨ occupata di storia delle scienze umane e di storia delle donne. Tra i suoi libri:Β La donna nelle scienze dell’uomoΒ (con Annamaria Tagliavini e Fernanda Minuz, 1986),Β Una Β«donna nuovaΒ». Il femminismo scientifico di Maria MontessoriΒ (con Luisa Lama, 2000),Β Il caso Murri. Una storia italiana(2004). PiΓΉ recentemente ha pubblicatoΒ Liberi tutti. Manicomi e psichiatri in Italia: una storia del NovecentoΒ (2009), e curatoΒ Italian Sexualities Uncovered, 1789-1914Β (con Chiara Beccalossi e Lucy Riall, 2015) eΒ Lasciatele vivere. Voci sulla violenza contro le donneΒ (2017).

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