Terrore Isis, ecco cosa succede in città. Studiare il fenomeno è dire poco. Studiare Storia è dire poco. Studiare Geografia è dire poco, ma studiare per dire studiare è dire fare un gesto antisis. Esattamente. Studiare antitterrore è dire poco, e molte volte siamo terrorizzati perché il gesto univoco di terrorizzarci è dire un gesto bello di calmarci dal terrore. Cioè siamo perfetti ma siamo spaventati. Siamo spaventati perché ci terrorizzano, eppure ancora non sappiamo tutto. Siamo spaventati perché il mujaidin di turno ci ha spaventato davvero, e siamo spaventati perché ci era attorno per davvero, e ci era attorno e dovevamo accontentarci di altro, e non lo avevamo. E allora il gesto antisis è andare oltre le apparenze, e cercare di approfondire il tema del terrorismo in maniera autocratica, studiando. Ma studiando dov?
Esatto, non abbiamo giornali, non abbiamo Topolini da raccontare, e non abbiamo altro lavoro da fare, e non abbiamo da fare che andare in onda e vivere. Andare in onda e vivere per andare in onda quando andare in onda significa essere se’ stessi sempre. Ecco cosa è successo, che siamo noi stessi sempre. Sempre e comunque. Sempre e comunque perché il sempre e comunque perché il mondo che conosciamo è il nostro e ci amano le persone che abbiamo accanto, ma non il terrore. Ecco allora che diventiamo adulti, e cominciamo a leggere giornali su giornali per amarci e dilettarci nel mondo del consenso, in quello che abbiamo dentro. Ecco allora che amiamo il mondo che ci appartiene. E allora avanti ci le notizie di tutto rispetto, amiamo e continuiamo ad adorare il mondo, dolce, in cui siamo assorti.

Minuetto